Sostanze naturali come finasteride e minoxidil?

Due studi su degli estratti naturali mettono in evidenza delle sostanze che potrebbero avere un'azione simile a quella dei principali farmaci contro la calvizie. Vediamo perché.

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sostanze naturali limonina, acido gallico, quercetina

Sostanze naturali come finasteride e minoxidil? Due nuovi studi evidenziano che delle sostanze contenute in due note e molto diffuse specie vegetali hanno proprietà simili ai due principali farmaci anticalvizie.

Le terapie standard

I farmaci ufficialmente approvati contro la calvizie comune sono notoriamente due: finasteride e minoxidil. La prima è prevalentemente usata oralmente per inibire gli enzimi che sintetizzano il DHT partendo dal testosterone. I secondo è il primo farmaco approvato contro la calvizie ed è a uso topico. Di recente off-label viene prescritto anche come farmaco orale a basso dosaggio.

Alternative naturali

Mentre finasteride ha trovato alcune alternative naturali di minor potenza, ma comunque efficaci, minoxidil non ha veri equivalenti di origine naturale. Le alternative naturali di finasteride sono la Serenoa repens, il Pygeum africanum, l’Ajuga reptans e altre ancora. Mentre per minoxidil la sostanza di origine naturale che pare avvicinarsi maggiormente è la procianidina b2. Di questa sostanza sono ricche alcune varietà di mele, come la mela annurca. Per questo motivo sono stati lanciati di recente sul mercato degli integratori con gli estratti titolati in procianidina B2 di questa mela. Si tratta comunque di terapie prevalentemente orali, anche se esistono delle lozioni a base di questo tipo di attivo.

La limonina

La limonina è un limonoide che si trova concentrata nei semi degli agrumi come i comuni arancio e limone. È una sostanza amara e si presenta sotto forma di polvere bianca e cristallina. La limonina e altri composti limonoidi contribuiscono al gusto amaro di alcuni prodotti alimentari a base di agrumi.  I ricercatori hanno scoperto che gli estratti di semi di agrumi hanno proprietà antivirali, inibendo la replicazione di retrovirus come l’HIV-1 e l’HTLV-I. Sono stati anche descritti effetti neuroprotettivi della limonina. La limonina riduce la proliferazione delle cellule tumorali del colon ed è stata testata come agente anti-obesità nei topi. Potrebbe quindi essere uno degli attivi degli estratti di semi di pompelmo che sono usati per abbassare il colesterolo LDL, nonché per dimagrire o mantenere la linea.

Uno studio recente ha mostrato che la limonina ha un’attività simile a quella del minoxidil sulle cellule di papilla dermica. La papilla dermica è la “centralina” dei follicoli piliferi e dei capelli da cui dipende la crescita o la miniaturizzazione dei follicoli e del fusto dei capelli.

limonina

Fig.1: di limonina sono ricchi gli agrumi acerbi come questa arancia.

Autofagia

La limonina degli agrumi incrementa l’autofagia cellulare e abbassa i livelli di mTor. Questi sono percorsi biochimici strettamente collegati all’invecchiamento quindi la limonina agisce anche contro la senescenza. In anni recenti questi percorsi sono stati individuati come attivi anche nella calvizie. Sono infatti usciti dei prodotti per capelli a base di attivi che incentivano l’autofagia nelle cellule dei follicoli dei capelli. La limonina attiva anche il noto percorso WNT/beta-catenina che è alla base della ricrescita dei capelli.

Incremento della crescita

Tutte queste attività della limonina hanno dimostrato di incentivare la fase anagen, ossia la fase di crescita del follicolo pilifero. Questa è esattamente l’azione del minoxidil che incentiva il passaggio alla fase anagen e la mantiene più a lungo portando alla ricrescita e alla crescita prolungata dei capelli. Per ricrescita in questo contesto intendiamo non il recupero di capelli scomparsi, ma il ritorno alla crescita dei capelli caduti. Questi hanno un periodo di latenza detto kenogen che va prolungandosi con la calvizie comune.

Stessa concentrazione, stessi risultati

Può essere interessante notare che la limonina è stata sperimentata sulle cellule della papilla dermica alla stessa concentrazione del minoxidil. Si sono ottenuti praticamente gli stessi risultati sia utilizzando il classico modello a due dimensioni (2D) dei piattini di coltivazione che il modello a sferoidi (3D). Quest’ultimo modello è più avanzato e rappresenta meglio la realtà dei follicoli dei capelli, infatti è quello che è stato di recente adottato con maggiori successi per la clonazione dei follicoli piliferi.

FIg.2: i frutti e le foglie di guava o guajava.

La Guava

Un altro studio interessante appena pubblicato riguarda la pianta della guava o guaiava (Psidium guajava). Questo è un frutto tropicale abbastanza noto che ha mostrato delle interessanti proprietà terapeutiche. Nello studio in questione è stato tuttavia utilizzato un estratto di foglie e non il frutto. L’estratto ottenuto con il comune alcool etilico ha mostrato di abbassare l’espressione genica dei tre coenzimi dell’alfa reduttasi. Si tratta degli enzimi che trasformano il testosterone in DHT e che sono centrali nella calvizie androgenetica. Sono gli stessi enzimi inibiti da finasteride (5 ar tipo II) e dutasteride (5 ar tipo I, II e III).

Acido gallico

Lo studio sulla guava non si è limitato a testare le attività dell’estratto di foglie della pianta, ma ha individuato le due sostanze attive che contiene. Si tratta di sostanze ben note e diffuse nel mondo vegetale: l’acido gallico e la quercetina. L’acido gallico è quello che da luogo a composti fenolici come le catechine di cui è ricco per esempio il the verde. Si pensi all’EGCG ossia alla epigallcatechina gallato. Sono composti già noti per essere utili nel contrastare anche i problemi di capelli.

Del the verde e delle sue catechine si era però individuata solo un’azione di inibizione della sola 5 ar di tipo I. Questa più che con i capelli ha a che fare con la produzione di sebo, quindi il the verde dovrebbe più che altro contrastare l’eccesso di sebo.

Quercetina

Anche la quercetina è nota per la avere un’azione favorevole alla crescita dei capelli. La si ritiene utile come antiossidante, ma non erano note queste proprietà di riduzione dell’espressione genica delle tre 5 alfa reduttasi. Era stata comunque individuata come attivo per contrastare i capelli grigi. E’ un attivo piuttosto diffuso in natura, ma le specie che lo contengono maggiormente sono i capperi, le cipolle rosse e i cavoli. Esistono comunque numerosi integratori che la contengono come sostanza isolata ad alto dosaggio.

acido gallico

Fig.3: la polvere di acido gallico è pure facilmente disponibile.

quercetina

Fig.4: la quercetina è contenuta in diverse specie vegetali.

Studi inutili?

Questi due studi sulle possibili attività anticalvizie di tre comuni sostanze possono sembrare poco utili. Questo perché fanno parte di una lunga serie di studi analoghi che hanno messo in evidenza sostanze naturali che non sono poi risultate risolutive per la calvizie. In realtà negli ultimi anni sono state utilizzate numerose sostanze naturali che hanno emulato i farmaci, anche se con azione di solito più blanda. Sostanze così facilmente reperibili come quelle indicate da questi studi sono utilissime perché permettono anche un’innocua sperimentazione “fai da te” alla portata di tutti che può rafforzare le terapie standard.

Sono sostanze che non partono certo promettendo miracoli, ma che potrebbero dare risultati aggiuntivi con poca spesa integrandole in una terapia anticalvizie di tipo farmacologico.

Integrazione in tutti i sensi

Si tratta peraltro di sostanze che possono essere utilizzate come integrazione, in due sensi. Ossia come integratori perché sono commestibili e utilizzabili anche oralmente e perché appunto possono integrare le terapie già seguite. Nel caso della limonina l’azione tipo minoxidil non pare essere analoga a quella di questo farmaco se non negli esiti. Quindi può accostare il noto farmaco topico auspicabilmente potenziandone l’azione. Nel caso delle sostanze dell’estratto di foglie di guava l’attività anti-DHT non è legata all’inibizione degli enzimi 5 ar, ma alla loro produzione. Anche in questo caso potrebbero garantire un’azione “a tenaglia” se assunte oralmente o applicate topicamente insieme alle sostanze farmacologiche o anch’esse naturali (Serenoa, Ajuga…) che inibiscono questi enzimi.nonno capelli folti

Fig.5: la limonina degli agrumi con l’autofagia potrebbe anche preservare i capelli dalla canizie.

L’aneddoto sul forum

Ci piace chiudere questo articolo ricordando un aneddoto comparso anni fa su Ieson, il forum della comunità italiana anticalvizie. Un utente ricordava che suo nonno era solito applicare del succo di limone sui capelli che erano rimasti molto folti per tutta la vita. Un’abitudine questa davvero inusuale. Per il succo di limone si poteva ipotizzare un’azione anticalvizie del limonene o dei principali acidi contenuti nel limone. Questi sono l’acido citrico, l’acido tartarico e l’acido ascorbico. Quest’ultimo è la vitamina C che potrebbe essere ritenuto l’attivo più quotato per un’azione anticalvizie. Tuttavia anche chi prende vitamina C ad alto dosaggio non mostra mai un recupero dei capelli persi con l’alopecia.

A distanza di anni ecco che si può ipotizzare che l’eventuale merito della folta capigliatura del nonno potesse essere proprio la limonina di cui solo adesso si apprende che ha azione simile al minoxidil. Anche a questo possono servire studi di questo genere che molti considerano, forse a torto, poco attendibili.

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