SAMiRNA: lo studio sul RNA e il recettore degli androgeni

Per bloccare il recettore degli androgeni da tempo si sperimentano delle piccole parti di RNA chiamate siRNA. Ora una biotech coreana ha sperimentato clinicamente i SAMiRNA. Vediamo cosa sono e che efficacia hanno dimostrato.

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Data di revisione
1909

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Il recettore degli androgeni

Il recettore degli androgeni è il vero attore principale della calvizie comune. Infatti, è legandosi al loro recettore che gli androgeni, a partire dal temuto DHT, possono attivare nel nucleo delle cellule l’azione androgenica che caratterizza la calvizie. Da tempo si agisce sul recettore degli androgeni (AR) con l’utilizzo topico degli antiandrogeni recettoriali, come lo spironalattone, il ciproterone acetato, il canreonato di potassio e simili. Tuttavia, l’inibizione del recettore è sempre parziale.

Antiandrogeni sperimentali

Per questo motivo, si studiano e sperimentano da anni composti antiandrogeni che possano essere più efficaci di quelli utilizzati abitualmente. Con antiandrogeni più potenti come flutamide e RU58841, vi è comunque il rischio di avere effetti collaterali pesanti. Nel mentre, si attende che venga commercializzato il clascoterone della farmaceutica italiana Cassiopea col nome commerciale di Breezula.

Fig.1: La struttura dei SAMiRNA (da questo studio).

L’approccio dei siRNA

Da tempo vengono sperimentati i cosiddetti siRNA, ossia delle molecole di RNA con doppio filamento di 19 o 21 nucleotidi. I siRNA interferiscono con il recettore degli androgeni e lo possono silenziare. Nelle sperimentazioni i siRNA hanno mostrato, però, di poter dar luogo a delle infiammazioni dovute alle reazioni non specifiche del sistema immunitario innato. In pratica, i siRNA possono venire presi per dei virus e, quindi, essere attaccati dal sistema immunitario innato dando luogo a infiammazioni che sono deleterie per la calvizie.

La soluzione proposta

Dei ricercatori coreani hanno così pensato di inserire i siRNA dentro a “micelle auto-assemblate” facendoli diventare SAMiRNA. Le micelle auto-assemblate sono nano-particelle con dimensioni inferiori a 100 nanometri (miliardesimi di metro) che non attivano il sistema immunitario innato. Avendo carica neutrale possono penetrare nelle cellule dei follicoli molto agevolmente, soprattutto se si applica con un massaggio cutaneo.

La selezione

I ricercatori hanno sperimentato ben 547 nano-particelle SAMiRNA contenenti ciascuna una regione di mRNA (l’RNA messaggero) del recettore degli androgeni. Il più potente è risultato il SAMiRNA AR68 che ha abbassato maggiormente i livelli di mRNA del recettore nonché l’espressione del recettore stesso nelle cellule di papilla dermica dei follicoli umani.

I test clinici

Il primo test clinico ha riguardato una soluzione al dosaggio di 0,5 mg/ml di SAMiRNA AR68 applicata 3 volte alla settimana per 24 settimane, ossia per circa sei mesi. Il secondo test ha provato 5 mg/ml del composto selezionato applicato una sola volta alla settimana sempre per 24 settimane. Questo secondo test ha mostrato risultati analoghi a finasteride senza alcun effetto collaterale.

Fig.2: Dei risultati con i diversi dosaggi di SAMiRNA AR68 allo 0,5% e col Placebo (dallo studio).

Test a basso dosaggio

Il test clinico col dosaggio più basso, pari a una soluzione dello 0,05%, è stato effettuato su 48 soggetti maschi e femmine con calvizie moderata. Su 24 soggetti è stato sperimentato SAMiRNA AR68 e sugli altri 24 il placebo, ossia la soluzione senza l’attivo. Nel gruppo trattato con l’attivo a basso dosaggio e per tre volte a settimana dopo sei mesi si è riscontrato una aumento dei capelli terminali (ossia più spessi di 40 micron) dell’1,9%. Vale a dire di circa 2 capelli terminali in più partendo da una media di 133 capelli terminali per cm2.

Test ad alto dosaggio

Per il test con il dosaggio più alto, ossia dello 0,5% in soluzione, sono stati reclutati 60 soggetti maschi e femmine sempre con calvizie comune moderata. Su 30 soggetti è stato provato SAMiRNA AR68 al dosaggio più alto una sola volta alla settimana , sugli altri 30 il placebo. Dopo sei mesi, sul gruppo che ha applicato l’attivo, si è avuto un aumento di capelli terminali del 4,4%. Si tratta di 8 capelli terminali in media in più,  da  una densità di 182 capelli terminali al cm2 prima del trattamento a una densità di 190/cm2.

Un controllo a soli  4 mesi, ossia alla 16° settimana, aveva però già riscontrato questo incremento che negli successivi due mesi si è stabilizzato.

Risultati deludenti?

I risultati in termini di ricrescita dei capelli di SAMiRNA AR68 possono apparire poco esaltanti. Tuttavia andrebbero paragonati ai risultati di altri antiandrogeni con test analoghi su analoghi periodi. Ci si può accorgere allora che sono risultati simili a quelli di altre sostanze di questo genere. Anche i farmaci anti-DHT come finasteride e dutasteride arrivano, dopo un anno di utilizzo, a incrementi medi in capelli terminali del 7-9%. Mentre il 4,4% di SAMiRNA AR68 dopo sei mesi è identico al risultato dei test dell’antiandrogeno recettoriale clascoterone a 12 mesi.

Si aggiunge che i farmaci sopraddetti sono stati applicati giornalmente, mentre in questi test l’attivo a basso dosaggio è stato applicato tre volte alla settimana e quello ad alto dosaggio una sola volta a settimana.

Fig.3: a) variazioni nella densità dei capelli con minoxidil, finasteride e dutasteride e i rispettivi placebo. b) le stesse cure al netto dei rispettivi placebo.

L’attivo è un cosmetico

Può essere interessante sapere che SAMiRNA AR68 è un attivo che in Corea è classificata come cosmetico col nome di Cosmerna-68. Questo significa che l’uscita sul mercato del prodotto contenente questo attivo può essere molto vicina. Ovviamente per la commercializzazione nel resto del mondo bisognerà aspettare che l’attivo venga inserito come cosmetico anche in altri Paesi. La strada è comunque molto più breve di quella richiesta dall’approvazione dei farmaci.

Sicurezza e conservazione

Come si è visto, i principali problemi di questo tipo di composti sono le infiammazioni cutanee da reazione del sistema immunitario innato. I test non hanno fatto registrare effetti collaterali di questo genere tranne in un caso dubbio con la dose maggiore. Un altro problema di questo tipi di attivi è legato alla loro conservazione nel lungo periodo. Con un test apposito si è dimostrato che SAMiRNA AR68 resta attivo dopo sei mesi anche se sottoposto a temperature estreme.

Antiandrogeni e mantenimento

Questi test con nuove sostanze antiandrogene confermano che l’azione di contrasto agli androgeni, tra cui il DHT, porta in generale a fermare il processo dell’alopecia androgenetica. Anche se ogni nuova sostanza che si affaccia all’orizzonte suscita speranze di ricrescite miracolose di capelli, l’utilizzatore consapevole deve rendersi conto che con gli attivi ad azione antiandrogena si potrà ottenere perlopiù un buon mantenimento della situazione di partenza con qualche limitato recupero.

Ovviamente il mantenimento e il recupero apportato dagli antiandrogeni risulteranno adeguati a livello estetico quanto più la calvizie verrà presa per tempo.

Parlano i numeri

Ricordiamo qui per l’ennesima volta che i diradamenti della calvizie diventano visibili solo quando la densità scende sotto il 50% di quella originale. In pratica, i diradamenti si notano quando da 160-180 capelli terminali per cm2 si scende sotto i 70-80 per cm2.  I diradamenti  di una calvizie stagionata mostrano anche meno di 20 capelli terminali per cm2. Pertanto, per tornare alla densità esteticamente valida di 70-80 c.t./cm2 servirebbero ricrescite del  300% o anche più. Per questo motivo, chi vuole riavere una copertura esteticamente adeguata spesso ricorre ai trapianti , alle protesi o all’utilizzo di microfibre di cheratina o fondotinta per capelli.

gradi hm

Fig.4: Dallo studio di Van Neste: i gradi III e IV della scala Hamilton-Norwood hanno una copertura che ne migliora l’aspetto estetico, soprattutto grazie ai capelli lunghi che coprono le zone più diradate.

Trattamenti non inutili

Va comunque anche detto che le ricrescite che si ottengono con i trattamenti più efficaci della calvizie possono risultare adeguate per le zone di transizione, ossia le zone con densità ancora buone posizionate intorno alle zone più diradate. La crescita dei capelli in foltezza, ma soprattutto in lunghezza, delle zone di transizione può contribuire a dare una certa copertura alle vicine zone diradate. Si potrebbe parlare in questo caso di “riporti” a corto raggio che possono comunque essere esteticamente apprezzabili.

Indispensabili antiandrogeni

Tuttavia, chi vuole contrastare la calvizie non può fare a meno delle sostanze che inibiscono l’azione degli ormoni androgeni. Queste costituiscono la base per la ricrescita dei capelli, in quanto per prima cosa si deve bloccare la caduta dei capelli ormonale. Dopodiché si può puntare, usando anche altre sostanze, sul recupero più sostanzioso dei capelli. Evitare gli antiandrogeni nel trattamento della calvizie significa rinunciare a fermare l’avanzata della calvizie e, quindi, ottenere al massimo dei successi provvisori con sostanze attivanti, come minoxidil.

La classica sinergia

Da qui nasce la più classica delle sinergie dei trattamenti contro la calvizie, vale a dire l’abbinamento del topico minoxidil con la finasteride sistemica. La somma delle percentuali medie di recupero ottenute dai due farmaci usati singolarmente che non raggiunge il 20%, supera il 25% quando i farmaci sono usati assieme.

La sfida del frontale

La zona affetta da calvizie più difficile da trattare dell’intero cuoio capelluto è il frontale con annesse le stempiature. Per trattare questa zona, molti medici specialisti propongono l’aggiunta di antiandrogeni a uso topico al classico abbinamento di minoxidil con finasteride. Ovviamente anche le altre parti del cuoio capelluto affette dai diradamenti della calvizie androgenetica possono beneficiare di questa triade di principi attivi. Tuttavia, quando il frontale tende a regredire nonostante l’abbinata minoxidil e finasteride, gli antiandrogeni sono d’obbligo per fermare la recessione ulteriore della linea frontale.

Rimedi aggiuntivi

In questo senso va, quindi, considerato SAMiRNA AR68, ossia come un possibile valido rimedio aggiuntivo alle cure già disponibili e questo vale per tutti gli attivi antiandrogeni in sperimentazione o meno. La sinergia di questi nuovi attivi con finasteride e minoxidil potrebbe portare ancora più in alto la percentuale di recupero che si può ottenere e che prendendo il solo prodotto antiandrogeno può sembrare poco significativa.

In pratica, la strategia contro la calvizie si compone di tre azioni fondamentali:

  • Ridurre la sintesi di DHT con trattamenti farmacologici (finasteride e dutasteride) e/o trattamenti naturali (Serenoa repens, Ajuga reptans e altri principi attivi);
  • Attivare la fase di crescita dei capelli (tipicamente con minoxidil e sostanze coadiuvanti, tra cui anche la Mela annurca);
  • Inibire il recettore degli androgeni con gli antiandrogeni.

In conclusione, l’attivo studiato e sperimentato dai ricercatori coreani è un buon candidato per la terza azione e, se aggiunto agli attivi che svolgono le altre due azioni, dovrebbe dare risultati superiori alla somma dell’efficacia delle singole tre tipologie standard di rimedi contro la calvizie.

 

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