Copertura della cute: un altro obiettivo della lotta contro la calvizie

L'ultimo studio dello specialista belga D. Van Neste affronta la classificazione della calvizie da un profilo estetico. Viene presa in considerazione la copertura della cute dello scalpo che i capelli con vari gradi di calvizie possono dare e il tempo impiegato per ottenerla. Si tratta di una rivalutazione dei riporti? Vediamo come stanno le cose.

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tutti i diritti riservati riproduzione consentita purchè sia citata la fonte "www.calvizie.net"

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Il “trucco” dei trapianti

Nello scorso articolo, abbiamo affrontato il tema della densità dei capelli. Questa risulta fondamentale nei trapianti di capelli, ma quello che non tutti sanno è che il trapianto difficilmente ripristina la densità originaria. Il trapianto ricrea la sensazione di densità e pienezza rinfoltendo al 50% o poco più le zone calve o diradate.

Questo anche perché, nonostante sia di solito a più alta densità, l’area donatrice, che è principalmente la nuca, deve fornire i follicoli mancanti alle aree riceventi, che normalmente sono più estese, e lo deve fare senza diradarsi a sua volta. Quindi, non può cedere più del 50% delle proprie unità follicolari (UF).

Densità, omogeneità e copertura

Pur fornendo meno unità follicolari e capelli di quelli originali, i trapianti danno l’effetto densità per l’omogeneità con cui le UF vengono disposte sulle aree diradate del cuoio capelluto. Questa omogeneità non è sempre rispettata nella calvizie. Ossia, con la calvizie non c’è un diradamento omogeneo. In una determinata area dello scalpo si può avere la stessa densità di tipo matematico (UF/cm2) avendo una concentrazione al centro dell’area presa in considerazione oppure ai margini o anche in entrambi. L’omogeneità della disposizione delle unità follicolari e dei capelli fornisce però una migliore copertura dell’area diradata.

La pubblicazione

La recente pubblicazione dello specialista Van Neste affronta, tra le altre cose, anche la questione della copertura. Infatti, questo è il valore che conta maggiormente a fini estetici, ancor più della densità. Nella pubblicazione, si adottano come guide le tipiche classificazioni della calvizie: le scale Hamilton per la calvizie maschile e Ludwig per quella femminile. Tuttavia, si dimostra come queste rappresentino delle scale con gradini di altezza differente, ossia tra una grado e l’altro della scala non sarebbe mantenuto lo stesso ordine di grandezza.


Fig.1. La scala Hamilton utilizzata nella pubblicazione di Van Neste.

Scale da rivedere

Del resto, la calvizie e la sua estensione rappresentano un continuo e non procedono per salti da grado a grado delle varie scale. Inoltre, la calvizie si manifesta per tempo, seppure in modo non completo, anche nelle zone escluse nei pattern che delineano i vari gradi. I diversi strumenti tecnici messi in campo per analizzare la capigliatura di numerosi soggetti mostrano come le varie pettinature possano portare a valutazioni sbagliate nell’effettiva severità della calvizie.

L’analisi dettagliata

Per l’analisi dettagliata delle dinamiche che coinvolgono i capelli, invece, hanno osservato una piccola area di transizione. Vale a dire non coincidente con l’epicentro della calvizie, ma in cui la calvizie si mostra ancora in evoluzione. Di quest’area ristretta, sono stati censiti i capelli in fase di crescita (anagen), di non crescita (catagen e telogen) e le 4 principali categorie di spessore. A partire dai nano-capelli (sotto i 20 μm, micron) per passare ai capelli miniaturizzati (dai 20 ai 40 μm), a quelli intermedi (dai 40 ai 60 μm) per finire con capelli spessi, o terminali con diametro superiore ai 60 μm.

Un campione significativo

L’area osservata nelle dinamiche tricologiche in modo dettagliato si accorda bene con la classificazione per gradi effettuata con le tecniche proposte che considerano la copertura e,  quindi, l’intravedersi del cuoio capelluto nelle varie zone dello scalpo. Questo significa che questa area, pur non essendo posizionata nelle zone più diradate, mostra dinamiche di crescita più rallentate quanto più l’effettivo grado di severità della calvizie è elevato.

Fig.2. L’attribuzione del grado della scala Hamilton ad alcuni pazienti con le tecniche esposte nello studio.

Le differenze dalla capigliatura sana

Peraltro, l’analisi ha coinvolto anche individui non aventi alcuna calvizie come gruppi di controllo e per misurare gli scostamenti dalla densità e dalla copertura ideale dei vari gradi della calvizie. Questa differenze sono semplicemente aritmetiche quando si contano i tipi di capelli dei vari spessori, si attenuano un poco se si considera il loro allungamento lineare giornaliero (μm/giorno), ma diventano quasi esponenziali prendendo in considerazione la cosiddetta “produttività“.

Produttività dei follicoli

Una prima misura della produttività dei follicoli dell’area osservata è data dalla densità (n/cm2) dei capelli in crescita (anagen) moltiplicata per l’allungamento medio giornaliero (μm/giorno), moltiplicato per il diametro dei vari capelli. Si ottiene così una superficie di capelli che viene prodotta ogni giorno a copertura della superficie dell’area osservata. Questa superficie di copertura giornaliera varia da una media del 4,81% dei soggetti giovani senza calvizie fino a ridursi allo 0,6% di chi ha sviluppato un grado 5 della scala Hamilton.

Troppi giorni per coprire

Con queste percentuali di produttività dei follicoli, l’area sotto osservazione di un soggetto senza calvizie viene coperta di capelli in tre settimane di crescita. Invece, un grado 5 della scala Hamilton ha in media una produttività che porterebbe a coprire quest’area in quattro mesi (120 gg). Quindi, sarebbe solo questione di aspettare che i capelli crescano per avere una copertura dello scalpo adeguata pur avendo calvizie estesa?
La risposta è ovviamente no: infatti, quanto più la calvizie è severa quanto meno capelli in crescita sono presenti. Con meno del 60% di capelli in fase anagen, si ritiene che i capelli finiscano per non arrivare nemmeno a 3 cm di lunghezza.

Riporti e trapianti

Tuttavia, con gradi inferiori di calvizie lasciar crescere i capelli potrebbe risultare efficace ai fini estetici. Fini che, lo ricordiamo, sono proprio quelli della lotta alla calvizie. Esagerando, si potrebbero considerare le indicazioni di questa pubblicazione come una rivalutazione del deprecato e ridicolizzato riporto. Lo stesso trapianto dei capelli potrebbe essere visto come una forma molto sofisticata di riporto. Sia perché i capelli vengono effettivamente riportati dove mancano, sia perché non serve ripristinare la densità originale, ma ne basta circa la metà per dare l’impressione di una buona copertura.

Fig.3. Uno dei più noti casi di riporto per nascondere la calvizie, quello dei Donald Trump. (BostonJerry, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons). 

Anche gli specialisti sbagliano

Di sicuro, da questa pubblicazione deriva una rivalutazione delle acconciature. Ci possono essere tagli di capelli che riescono a migliorare l’apparenza del grado di calvizie. Nella pubblicazione, infatti, si mostrano alcuni modi di pettinare i capelli (a raggiera e con ripartizione a metà sui lati) che dovrebbero evidenziare meglio il vero grado di copertura. Questo studio mette anche in luce come molti specialisti non pervengono a valutare correttamente il reale grado di gravità della calvizie.

Quanto ai pazienti, in questo studio viene smentita la propensione a sopravvalutare nei loro giudizi la severità della calvizie di cui soffrono. Nei test pubblicati, infatti, si evidenzia piuttosto una sottovalutazione del grado effettivo di calvizie con l’autovalutazione dei pazienti.

Calvizie e copertura

Nello studio pubblicato, viene detto chiaramente che è stata esclusa la valutazione dell’arretramento della linea frontale. Tuttavia, sono stati valutati molti casi di grado I e II della scala Hamilton che riguardano praticamente solo il frontale. Proprio dai dati di questi soggetti si evince che la calvizie è comunque in atto anche nella ristretta zona d’osservazione che è collocata in mezzo alla testa. Questo perché nei soggetti non sofferenti i valori di densità e copertura sono comunque leggermente e mediamente migliori che nei soggetti che soffrono di calvizie lieve.

Il piano inclinato

La calvizie si sviluppa metaforicamente su un piano inclinato, perché con l’età anche i soggetti sani hanno capigliature con minor densità e copertura. La calvizie comune maschile concentra questo processo naturale sulla parte superiore del capo accanendosi prima sulla zona frontale e sul vertex (la cosiddetta “piazza”).  Ampliando questa metafora, si potrebbe dire che su tutta la parte superiore del capo il piano ha una inclinazione più accentuata e inclinazioni ancora maggiori su frontale e vertex che ne accelerano il processo.

La lotta di lungo periodo

Alla luce di queste considerazioni, si può dire che la stabilità nel lungo periodo della calvizie rappresenta un successo anche senza che vi sia un recupero delle zone diradate. Questo appunto perché la tendenza naturale nel tempo è quella di un progressivo lento diradamento, processo che diventa più consistente in presenza di calvizie. Non a caso nei pazienti oggetto delle valutazioni e misurazioni riportate da questo studio, l’età media e i vari gradi di severità della calvizie sono direttamente proporzionali. Questo almeno fino al V grado della scala Hamilton che è il più alto preso in considerazione da questo studio, probabilmente perché oltre non avrebbe più alcun senso parlare di copertura.

Fig.4. Miglioramenti e peggioramenti della produttività nel corso di tre anni. Il primo senza trattamenti (m-12-m0), quindi con 3 mesi di minoxdil 5% e finasteride (m1-m3) infine con la sola finasteride (sino a m24).

Calvizie e i trattamenti non inutili

Gli attuali trattamenti ufficiali contro la calvizie, ossia finasteride e minoxidil, vengono considerati efficaci per stabilizzare la calvizie e recuperare parte della densità e copertura perdute. Questo studio esamina anche dettagliatamente un caso di assunzione di finasteride orale e di applicazioni topiche di minoxidil 5% per soli tre mesi. L’abbandono del solo minoxidil porta dopo 9 mesi a un peggioramento visibile che con gli strumenti di analisi esposti nella pubblicazione può essere individuato diversi mesi prima che appaia evidente.

La continuazione con la sola finasteride per il secondo anno porta alla fine (24° mese) a un recupero non identico, ma molto vicino al picco ottenuto con minoxidil e finasteride dopo tre mesi.

La regola del recupero

In tricologia, vige da anni la regola di poter recuperare con i trattamenti adeguati solamente due gradi di displasia dei follicoli e dei capelli. Inizialmente si parlava però di un solo grado. In altre parole, un capello cosiddetto vellus o miniaturizzato non potrebbe mai diventare o tornare a essere un terminale. L’autore della pubblicazione, il dr. Van Neste, è da anni impegnato a dimostrare che i recuperi della capigliatura che si hanno con l’utilizzo dei trattamenti più efficaci, non sono recuperi di capelli miniaturizzati che ritornano terminali, ma di capelli in quiescenza, ossia inattivi, in pausa (fase kenogen) che per lunghi periodi non sviluppano un fusto.

Regola confermata?

Questa posizione, che viene evidenziata in quasi tutti gli studi del ricercatore belga, non è del tutto in contrasto con la regola sopraddetta. Negli studi di Van Neste, la trasformazione improvvisa di un capello terminale a vellus in un solo ciclo è considerato un evento raro. Ancora più raro, per non dire inesistente, è la trasformazione improvvisa di un vellus in terminale. L’autore fa notare che le biopsie che avevano portato a ipotizzare la teoria del recupero dei vellus con i trattamenti efficaci, non risultano adatte a rilevare i follicoli a riposo che sarebbero all’origine della ricrescita dei capelli.

Punte fini e fusti spessi

Piuttosto, nelle analisi dettagliate della dinamica tricologica delle aree di osservazione della calvizie è stato rilevato lo spuntare di “punte” che hanno il diametro di capelli miniaturizzati e appaiono come tali, ma che entro 15 giorni si rivelano capelli terminali.

Fig.5. 11 capelli di varia dimensione seguiti per 4 anni di cui gli ultimi 2 anni con finasteride. Le fasi di crescita sono in rosso, quelle di non crescita in giallo. I capelli fini (3, 4 e 6) non sono diventati terminali (dal supplemento della pubblicazione di Van Neste)

Su che FU funziona meglio minoxidil?

In un allegato a questa pubblicazione, viene poi evidenziato come la ricrescita dei capelli con minoxidil sia molto maggiore nelle unità follicolari (FU) composte da follicoli che hanno capelli terminali. Le UF che hanno più follicoli miniaturizzati, invece, hanno poca ricrescita e comunque di breve durata, ossia il capello ha un ciclo molto breve. Con questo tipo di analisi, secondo Van Neste, si può quindi predire il successo dell’utilizzo di minoxidil topico.

L’utilità di questi studi

L’utilità di questo tipo di studi non è meno valida della scoperta di un nuovo trattamento efficace contro la calvizie. Con delle analisi tempestive, accurate e non invasive si può, infatti, diagnosticare per tempo la calvizie e iniziare a usare i trattamenti disponibili che ne possono congelare a lungo il processo. Indirettamente, viene poi posta in evidenza l’importanza estetica di una pettinatura che risulti più coprente sfruttando al meglio le lunghezze dei capelli.

Infine, queste acquisizioni potrebbero permettere di pronosticare l’efficacia di minoxidil sui vari pazienti e indirizzare la ricerca su trattamenti che possono migliorare l’uscita dalla fase di riposo dei capelli di maggiore spessore che esteticamente fanno la differenza nella copertura del cuoio capelluto.

 

APPROFONDIMENTI

Quali e quanti capelli possono ricrescere?

Finasteride, kenogen ed effetto rimbalzo

I capelli vellus possono tornare capelli normali?

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44 Commenti

  1. "Questo studio mette anche in luce come molti specialisti non pervengono a valutare correttamente il reale grado di gravità della calvizie. Quanto ai pazienti, in questo studio viene smentita la propensione a sopravvalutare nei loro giudizi la severità della calvizie di cui soffrono"

    Ha! Molte persone su questo forum dovrebbero rileggere questo passaggio più volte ;)
    Le cure prima si iniziano meglio è, qua molti preferiscono tergiversare e aspettare di avere 4 peli in testa tipo kiwi prima di iniziare Finasteride.

    Ci vuole una via di mezzo,qui vediamo quotidianamente caschi ambulanti,che si lamentano di avere 1 mm di tempie i meno ed iniziano minox,fina ecc ecc ecc col fai da te
    Il consiglio è sempre lo stesso, rivolgersi ad uno specialista (non solo dermatologo) valutazione mezzo dermoscopia, analisi per scongiurare carenze,non ci sono altri modi per capire se si ha Aga o meno.
    Evitare il fai te

  2. "Questo studio mette anche in luce come molti specialisti non pervengono a valutare correttamente il reale grado di gravità della calvizie. Quanto ai pazienti, in questo studio viene smentita la propensione a sopravvalutare nei loro giudizi la severità della calvizie di cui soffrono"

    Ha! Molte persone su questo forum dovrebbero rileggere questo passaggio più volte ;)
    Le cure prima si iniziano meglio è, qua molti preferiscono tergiversare e aspettare di avere 4 peli in testa tipo kiwi prima di iniziare Finasteride.

    E ti garantisco che anche tanti tricologi tendono a sottovalutare il problema.. forse perché sono abituati a casi molto compromessi e per cui quelli all’inizio non li considerano molto

  3. Mi fa piacere che l’abbiate letto, quello precedente sulla densità, che è un po’ la prima parte di questo, era passato del tutto "incommentato" :)

    La cosa delle punte è molto interessante (anche perché l’ho notata sui miei capelli), ma non ho ben capito che significa: sono miniaturizzati o terminali?

    La cosa delle punte l’abbiamo documentata commentando uno studio precedente di Van Neste in cui c’è un vellus che poi crescendo diventa di spessore "forte".

    In realtà serve all’autore per ribadire la sua posizione per cui i vellus non diventano o ridiventano terminali con i trattamenti efficaci.

    La pubblicazione evidenzia che l’aga è praticamente la normalità è solo questione di quanto va avanti, ma la si può fermare curandosi senza perdere tempo. Non so se avete aperto anche la pubblicazione originale, ma i gruppi di controllo utilizzati hanno solo dai 15 ai 20 anni di età (sia per i maschi che per le femmine).

    Le "figurine" dei vari gradi della scala Hamilton e Ludwig sono ingannevoli, perché vorrebbero far credere che le zone colorate in nero, quelle che hanno ancora i capelli, mantengono la densità originale, cosa che non è vera. Si diradano meno e possono restare esteticamente ancora funzionali se è vero, come è vero, che con i trapianti si da solo l’impressione di foltezza della capigliatura arrivando al 50% soltanto della densità originale, che è però è più del 50% come copertura (le due cose sono collegate, ma non coincidono, la densità è numerica, la copertura, oltre che numerica, è questione di spessore e di allungamento dei fusti).

    Ciao

    MA – r l i n

  4. Una buona regola da applicare sarebbe un visita specialistica "obbligatoria" poco dopo aver compiuto 20 anni, sia che la situazione sia ottima, sia che sia meno buona, sempre che uno ci tenga ai capelli.
    Visita specialistica che dovrebbe dare inizio alle cure dei capelli partendo dai migliori trattamenti non farmaceutici se la situazione è buona. Questo significherebbe prevenire per tempo.

    Dovrebbe essere evitata la tipica domanda "ma, secondo voi, ho aga o non ho aga?" in qualunque caso la risposta è "non perdere tempo, inizia a prenderti cura dei capelli" :)

    Ciao

    MA – r l i n

  5. Beh però mi sembrano cose orma ovvie se ci limitiamo a fina e minox.
    Se questi studi fossero stati fatti, ad esempio, su chi é in cura con ciclosporina i risultati sarebbero ben diversi.
    Lo stesso in chi si beve il beta estradiolo x cambiare sesso.
    È tutta una questione di percorsi biochimici alla fine, sappiamo che fina e minox tamponano il problema, ma non ripristinano situazioni troppo compromesse.
    É vero che almeno abbiamo qualcosa, ma é come fermare la peste con estratti di lavanda…oggi sappiamo che o si usano antibiotici o rimane solamente la preghiera…

    O si trova e si approfondisce qualche altro percorso (che evidentemente c’è, vedi ciclosporina) o siamo sempre li.

    Latanoprost a dosi elevate? Discutiamo di prolattina? Queste sono cose che portano avanti qualcosa di nuovo, altrimenti non si va da nessuna parte.

    Scusate lo sfogo…

  6. Ma la ciclosporina, non è che sia così miracolosa, qui avevamo un utente che la prendeva, non per i capelli, ma non ha mai avuto benefici a livello di capigliatura. Non creiamo dei falsi miti, fina e minox fanno quanto si può fare, i vellus non tornano terminali nemmeno con l’estradiolo (se leggete il post sul ciproterone orale è intevenuto un trans che ha riavuto i capelli con fina, poi ha aggiunto estradiolo e cipro Orali e ha iniziato a perderli…).

    Se si inizia nei tempi giusti a curarsi con le cure giuste che sono quelle e poche altre coadiuvanti, si mantengono i capelli nella maggior parte dei casi. Per questo insisto da due articoli a questa parte a far capire che di solito ci si muove quando si va sotto al 50% di densità in alcune zone e per recuperare queste situazioni non basta un eccezionale +50% di qualche cura perché quando scendi a 25 terminali per cm2 +50% ti porta a +37,5% e non al 50% esteticamente valido.

    Il messaggio era questo, ossia le cure esistono, ma da giovani va fatta prevenzione e bisogna stare in campana anche se si hanno delle capigliature incredibili. Più tardi si può sempre sperare di recuperare quel 50% che è quello che ti darebbe il trapianto, più tardi ancora il recupero estetico diventa molto più improbabile.

    Poi la speranza c’è sempre, ma non bisogna vivere sperando in qualcosa che non arriva presto e se arriva poi ci si accorge che non risolve, ma usare al meglio quanto è disponibile ed efficace nei modi giusti.

    Ciao

    MA – r l i n

  7. Sì poi magari quando agisce lo fa per questo. Restano sulla prolattina non riesco a trovare qualcosa che spieghi come avviene la sintesi nei follicoli o comunque a livello locale. Ossia ci sono alcuni studi che parlano del follicolo sia come bersaglio che come produttore di prolattina, ma non spiegano in che modo venga prodotta. La cosa è importante per capire se l’agnocasto e simili possono agire a livello topico e non solo sistemico.

    Piuttosto l’articolo in questione è del noto Van Neste che non passa per un ottimista con gli studi che ha condotto (anche se lui si pone nel "giusto mezzo" tra gli specialisti ottimisti e quelli pessimisti…), suo è anche il recente studio sull’elastina e l’eventuale utilizzo del GABA, quindi se ci crede lui è qualcosa da seguire.

    Ho visto che negli anni passati andava abbastanza forte il Keracyte-b prodotto di sola importazione che, tra le molte cose, aveva la tropoelastina ossia l’Elastatropin (il marchio). Ho visto anche dei miei interventi di anni fa che menzionavano questo prodotto come di una certa efficacia, eppure non me lo ricordavo più:

    Ciao

    MA – r l i n

  8. Iniziare a curare i capelli non significa iniziare a prendere fina sistemica. Di solito non si esce dallo specialista senza una qualche prescrizione anche solo di lozioni e integratori. Per esempio si potrebbe iniziare con Ajuga e Mela Annurca, anche se poi di solito con alcuni medici si finisce per uscire con la prescrizione di cisteina, vitamine a basso dosaggio e qualcos’altro di topico e sistemico con attivi sorpassati o poco convincenti, ma rigorosamente costosi e quindi che finiranno per essere anche utilizzati per poco tempo:)

    Ciao

    MA – r l i n

  9. La stabilizzazione non è banalissima, almeno nel lungo periodo. Se non recuperi una copertura decente o sei partito troppo tardi, oppure minox non funziona per te e quindi dovresti provare a farlo funzionare con la solfatazione. O anche le due cose assieme, ossia sei partito tardi a curarti e non sei un buon risponditore a minox (ma potresti diventarlo).

    Ciao

    MA – r l i n

  10. La stabilizzazione non è banalissima, almeno nel lungo periodo. Se non recuperi una copertura decente o sei partito troppo tardi, oppure minox non funziona per te e quindi dovresti provare a farlo funzionare con la solfatazione. O anche le due cose assieme, ossia sei partito tardi a curarti e non sei un buon risponditore a minox (ma potresti diventarlo).

    Ciao

    MA – r l i n

    Ecco, a proposito di solfatazione.. se il minox ha funzionato benissimo per i primi mesi e poi ha smesso (nel senso che hanno cominciato nuovamente a cadere i capelli e sono tornato in condizioni pre minoxidil, se non peggio), posso fare qualcosa con la solfatazione? Nel caso, come?

  11. Come si può vedere anche nelle immagini dell’articolo il minox da caduta indotta molto proficua al secondo mese, quando funziona bene. Quindi va capito cosa intendi per i primi mesi di minox. C’è comunque come per tutti i trattamenti efficaci un successivo assestamento verso il basso che tende a risalire nel lungo periodo. Per stabilizzare e massimizzare questi recuperi servirebbe comunque un anti-dht, anche topico come fina topica. Altrimenti dopo un po’ viene a mancare la base di sostegno e il recupero di riduce sino ad azzerarsi. La strategia migliore sarebbe iniziare con anti-dht e minox, altrimenti aggiungere minox agli anti-dht con cui si è già iniziato. La solfatazione viene dopo se minox ha funzionato inizialmente. La stessa fina aiuta nella solfatazione del minox. Altrimenti c’è la tretinoina, ma secondo me la cosa più efficace potrebbe essere il microneedling, anche se forse aumenta la penetrazione sistemica del minox.

    Ciao

    MA – r l i n

  12. Come si può vedere anche nelle immagini dell’articolo il minox da caduta indotta molto proficua al secondo mese, quando funziona bene. Quindi va capito cosa intendi per i primi mesi di minox. C’è comunque come per tutti i trattamenti efficaci un successivo assestamento verso il basso che tende a risalire nel lungo periodo. Per stabilizzare e massimizzare questi recuperi servirebbe comunque un anti-dht, anche topico come fina topica. Altrimenti dopo un po’ viene a mancare la base di sostegno e il recupero di riduce sino ad azzerarsi. La strategia migliore sarebbe iniziare con anti-dht e minox, altrimenti aggiungere minox agli anti-dht con cui si è già iniziato. La solfatazione viene dopo se minox ha funzionato inizialmente. La stessa fina aiuta nella solfatazione del minox. Altrimenti c’è la tretinoina, ma secondo me la cosa più efficace potrebbe essere il microneedling, anche se forse aumenta la penetrazione sistemica del minox.

    Ciao

    MA – r l i n

    Intendo dopo circa 6 7 mesi di utilizzo.. inizialmente mi aveva dato un boost enorme, avevo veramente recuperato più di ogni immaginabile previsione.
    Poi di punto in bianco è iniziato un effluvio che mi ha nuovamente diradato.
    Sono sotto fina già da prima di iniziare minox, per cui non credo sia quello il problema. Mi chiedevo invece se ci fosse un modo per "riatrivare" il minoxidil

  13. Sì, è appena uscito il prodotto di proprio per dare un "boost" al minoxdil, che comunque è composto da semplice bicarbonato di sodio e quindi si potrebbe provare anche con questo, tenendo però conto che nello studio che hanno presentato questo aveva effetto nella metà dei pazienti su cui l’hanno provato, mentre l’altra metà aveva addirittura dei peggioramenti, quindi con quei dati appare come un specie di roulette.

    L’effluvio può anche essere stato un effluvio stagionale, comunque se hai letto bene l’articolo c’è un paragrafo che parla dell’efficacia del minox, ossia risulta efficace sulle unità follicolari che hanno almeno un capello terminale a cui probabilmente ne aggiungono uno o due altri, mentre sulle unità follicolari che hanno vellus si ottiene una ricrescita che però ha un ciclo molto breve, quindi l’effluvio potrebbe essere dovuto a questo ed essere collegata col boost.

    Alla fine i risultati più clamorosi con minoxidil sono quelli di chi lo usa con dermaroller o dermapen e poi quelli di chi lo usa orale, ma per i maschi pare proprio che la dose efficace per superare il minox topico sia quella di 5 mg al giorno che è anche piuttosto problematica.

    Ciao

    MA – r l i n

  14. Intendo dopo circa 6 7 mesi di utilizzo.. inizialmente mi aveva dato un boost enorme, avevo veramente recuperato più di ogni immaginabile previsione.
    Poi di punto in bianco è iniziato un effluvio che mi ha nuovamente diradato.
    Sono sotto fina già da prima di iniziare minox, per cui non credo sia quello il problema. Mi chiedevo invece se ci fosse un modo per "riatrivare" il minoxidil

    L’effluvio non è legato all’Aga ne tantomeno al Minox dopo sette mesi
    Quindi c’è stato qualcosa che ti ha fatto peggiorare al di fuori

  15. Ma quindi io che uso minox2 con aa che metto sul vertex (e assumo di mia iniziativa anche serenoa con cicli di markeuticals integra e mela) non avrò alcun beneficio se non una banalissima stabilizzazione? Anche perché di benefici, a 1 settimana dai due mesi di minox, ne ho visti zero. Anzi..

    Abbiamo sempre detto che prima dei sei mesi non di vede nulla di nulla
    Se stai seguendo una terapia prescritta da uno specialista, seguila a valuta dai sei in poi confrontandoti con lui .

    Se non ti sono stati dati anti DHT sistemici, dopo la dermoscopia, evidentemente non ne hai bisogno

  16. L’effluvio non è legato all’Aga ne tantomeno al Minox dopo sette mesi
    Quindi c’è stato qualcosa che ti ha fatto peggiorare al di fuori

    Sì sì, questo lo so.. mi chiedevo solo come poter riattivare il minox, dato che ormai sembra acqua fresca, mentre prima mi aveva dato risultati incredibili

  17. facevo presente che non tutti riescono a mantenere la situazione “congelata”, che sarà pure una malattia rara ma ha comunque diritto alla sua dignità.
  18. Sì appunto, in realtà nessuno ci riesce. Quelli senza aga sono quelli che negli anni perdono sino al 50% della densità e non oltre. Ho presente un conoscente capellone che ha sviluppato piazzetta dopo i 60 anni, lì ne aveva probabilmente meno anche prima, ma solo a quell’età è sceso sotto il 50% e si è vista la cute. Comunque anche lui non si è curato per tempo e non si sta curando nemmeno ora.

    Ciao

    MA – r l i n

  19. I risultati eclatanti sono quelli con micrneedling frequente anche di 1,5 mm e minox, ma il sospetto è che sia un modo diverso per assumere il minox sistemico.

    Invece il protocollo Follica prevede interventi ogni 2 settimane (meglio ogni 3 anche per me), ma l’approccio è diverso si creano nuovi follicoli e si spera che almeno qualcuno diventi grande comunque i follicoli esistenti ne beneficiano perché di fisso si usa minox topico e in più c’è questo boost di capelli e capellini che aiutano anche i terminali nella crescita.

    Quanto alla clonazione è notoriamente più facile agire sulle cellule indifferenziate del concepimento che clonare organi composti da cellule altamente differenziate, questo dovrebbe essere un’ovvietà, non è la dimensione finale che fa la difficoltà o la facilità, ma il livello di complessità da cui si parte, coi follicoli il livello di complessità è elevato essendo composti da vari tessuti adulti tutti differenziati uno dall’altro.

    Comunque questi studi portano anche alla conclusione che minox non andrebbe usato solo dove si è diradati come spesso consigliamo, ossia il diradamento può essere la sola punta dell’iceberg, per questo forse sono più efficaci i farmaci orali nelle dosi giuste perché la distribuzione è più omogenea su tutta l’area esposta a calvizie.

    Ciao

    MA – r l i n

  20. Quindi sti capelli cn la punta sottile e il resto del fusto normale erano ex vellus che nn diventeranno mai terminali…..Io ora posso dire che perdo pochi capelli e perdo sempre meno i capelli piccoli che si allungano sempre si piu,ma hanno la punta sottile e il fusto grosso e sn lunghi dai 3 ai 4 cm…Anche quando prendevo solo minox 5 anni fa’ anche se ero migliorato tantissimo,nn prendendo un Anti Dht dopo 3 anni peggioravo lentamente…..Sono tentato di chiedere al mio medico di base il Loniten,così da usare sia minox topico xhe orale

    Ma sei pazzo???
    Hai un casco in testa,Loniten??
    Attendi la visita non fare sempre di testa tua, capisco il tuo essere ossessivo compulsivo,ma cerca di calmarti dai

  21. In realtà non hanno clonato una pecora, ma una sola cellula…inserendo poi il nucleo in una cellula uovo, trattati ovviamente in qualche modo…il restante 99,9% lo ha fatto mamma pecora che ha fatto sviluppare l’embrione.

    Forse clonare un bulbo é più difficile che clonare ad esempio una intera mano, se mai dovesse essere persa in qualche modo.

    L’unico modo oggi disponibile é clonare l’intera persona, tramite fecondazione e poi tagliare la mano una volta cresciuto a quello che nasce…non sono esperto in diritto ma penso che sia ancora illegale la cosa…

  22. Cmq nn capisco questo terrore per il minox orale….dato che usiamo Fina…..Cmq dopo
    anni di topico uno so stufa pure….Dato che l’efficacia del minox e data dalla solfatazione…..Ecco prk pensavo a quello orale…..Il Dottor. Gigli dice che tutti abbiamo il sulta1a Pr la solfatazione nei follicoli…..Allora prk orale funziona meglio?

    Non è questione di terrore, solamente deve essere preso come seconda scelta, perché non sappiamo nulla sul lungo termine e soprattutto cosa succede alla sospensione (vedi sospensione per sides ) visto che agisce su tutti i capelli (con il topico lo applichi in zone ben definite)
    Ci potrebbe essere un Effluvio pazzesco,come succede con il topico,ma su tutta la testa.
    Tu hai una testa piena di capelli,ma ogni GG hai bisogno di inserire qualcosa,lo sai anche tu che non è normale.
    Quindi fino a che si tratta di integrazione, Lozioni cosmetice ecc ,ma quando parli di Minox orale nella tua situazione,non posso fare altro che sconsigliatelo

  23. Ad ogni modo questa pubblicazione di Van Neste va in favore di Specialmike e di chi come lui si preoccupa dei capelli partendo da una situazione che appare ottimale. Il problema è proprio che ci si accorge di avere problemi quando la densità si è ridotta al 50%, cosa incredibile, ma che sta alla base dei trapianti di capelli che non si spingono molto più in là di questa densità, anche per non creare problemi all’area donatrice.

    La calvizie è quindi la norma per tutti? In un certo senso questa pubblicazione pare affermarlo, anche perché ha preso come gruppo di controllo di non agati persone molto giovani, mentre tutti gli agati erano di età via via maggiore con la severità della calvizie arrivando a sfiorare 40 anni in media con i gradi IV e V della scala Hamilton.

    In realtà le persone non affette da aga sono quelle che perdono densità in modo molto graduale, attenuato e omogeneo con l’età, potremmo considerarli come dei pattern diffusi che non scendono mai sotto la soglia della densità estetica del 50% o ci scendono solo in tarda età. Anche loro potrebbero volersi curare per mantenere questa densità che fa la differenza il più a lungo possibile, ma possono farlo anche con comodo iniziando a curarsi verso i 50 anni.

    Ciao

    MA – r l i n

  24. Grazie a Fina e AA topici sono così. ….I naturali che uso sono sei coadiuvanti alla vera cura di base

    Si ma credo sia consapevole che il Minox sistemico in questa situazione sia veramente da pazzi,come tutto il resto dei farmaci che vuoi utilizzare
    Insomma c’è un limite ,poi ovviamente ognuno è libero di fare quello che vuole.
    Ma devi ancora fare una visita di controllo,almeno attendi quella e poi valuta assieme al tuo medico

  25. ma in questi casi di non aga una cura x aga avrebbe qualche beneficio?

    Si distingue tra aga e calvizie senile, la senile sarebbe appunto un diradamento con assottigliamento dei fusti in tarda età, ma è tutta questione di proporzioni, ossia persone con fluenti capigliature sino a tarda età sono rimaste sopra una certa soglia di diradamento che non vediamo, altre sono scese sotto questa soglia e la vediamo. Nell’aga questo processo è accelerato, segue un percorso di sviluppo e quindi si fa notare prima su frontale e vertex. Differenze sicuramente genetiche, che hanno come eccezione il pattern diffuso nella calvizie maschile.

    Il pattern diffuso si cura praticamente con le stesse cure per l’aga, quindi penso che anche la calvizie senile possa beneficiare delle cure per l’aga. Probabilmente anche la calvizie femminile può beneficiare delle stesse cure, infatti vedo che alle donne in menopausa con problemi di capelli vengono prescritti fina o duta e minox.

    Ciao

    MA – r l i n

  26. Ad ogni modo questa pubblicazione di Van Neste va in favore di Specialmike e di chi come lui si preoccupa dei capelli partendo da una situazione che appare ottimale. Il problema è proprio che ci si accorge di avere problemi quando la densità si è ridotta al 50%, cosa incredibile, ma che sta alla base dei trapianti di capelli che non si spingono molto più in là di questa densità, anche per non creare problemi all’area donatrice.

    La calvizie è quindi la norma per tutti? In un certo senso questa pubblicazione pare affermarlo, anche perché ha preso come gruppo di controllo di non agati persone molto giovani, mentre tutti gli agati erano di età via via maggiore con la severità della calvizie arrivando a sfiorare 40 anni in media con i gradi IV e V della scala Hamilton.

    In realtà le persone non affette da aga sono quelle che perdono densità in modo molto graduale, attenuato e omogeneo con l’età, potremmo considerarli come dei pattern diffusi che non scendono mai sotto la soglia della densità estetica del 50% o ci scendono solo in tarda età. Anche loro potrebbero volersi curare per mantenere questa densità che fa la differenza il più a lungo possibile, ma possono farlo anche con comodo iniziando a curarsi verso i 50 anni.

    Ciao

    MA – r l i n

    Il succo è sempre quello,se notate cambiamenti della vostra capigliatura,fatevi visitare da uno specialista(non un normale dermatologo)con dermoscopia e seguite i suoi consigli.
    Non vorrei che per alcuni(molti) questo articolo sia il liberi tutti,del tipo:
    – il derma mi ha detto che non ho niente,ma io sono convinto di avere problema e allora inizio il minox- (già succede quotidianamente)
    Poi torna qui disperato(come succede molto spesso),spero il messaggio venga recepito

    Ricordiamoci che l’utente tipo che ha problemi di capelli arriva già ansioso e disposto a tutto.
    Occhio a non oltrepassare questa sottile linea

  27. Il buon senso dovrebbe portare a trattamenti proporzionali alla severità dell’aga, chi ha una buona capigliatura, ma teme peggioramenti, dopo la visita dallo specialista se costui non gli ha proprio prescritto nulla (cosa possibile, ma forse non frequente) può usare prodotti topici cosmetici e integratori.

    Ciao

    MA – r l i n

  28. Il buon senso dovrebbe portare a trattamenti proporzionali alla severità dell’aga, chi ha una buona capigliatura, ma teme peggioramenti, dopo la visita dallo specialista se costui non gli ha proprio prescritto nulla (cosa possibile, ma forse non frequente) può usare prodotti topici cosmetici e integratori.

    Ciao

    MA – r l i n

    Il buon senso purtroppo sai anche tu che viene meno quando sei in queste condizioni.
    Se uno è convinto è convinto ed inizia il fai da te.(purtroppo troppo spesso si inizia con minox come fosse un cosmetico)

  29. Qui sul forum ci sono sia quelli con tanti capelli che sono eccessivamente preoccupati, sia quelli che proprio perché pensavano di avere tanti capelli hanno trascurato i primi diradamenti e ora vorrebbero recuperare. Si invita al buon senso che è la giusta via di mezzo, ma anche a passare in ogni caso da uno specialista bravo, dove l’aggettivo "bravo" fa la differenza.

    Ciao

    MA – r l i n

  30. I risultati eclatanti sono quelli con micrneedling frequente anche di 1,5 mm e minox, ma il sospetto è che sia un modo diverso per assumere il minox sistemico.

    Ah ok, erano quelli che andavano a sangue, col rischio tutt’altro che remoto di beccarsi pure una qualche infezione.

  31. Non tutti necessariamente andavano a sangue e non tutte le ricrescite eclatanti sono state di chi sanguinava.

    Ciao

    MA – r l i n

  32. Si ma guarda caso da chi viene prescritto il minoxidil? La maggior parte delle volte sono i medici che danno posologie assurde, tipo 3 volte alla settimana o 6 mesi e poi stop.

    Eh appunto ecco perché diciamo sempre di rivolgersi a specialisti seri e purtroppo i nomi sono sempre quelli .
    Aggiungi a questo un buon 50% di fai da te e facciamo tombola.
    Poi arrivano gli ex capelloni,che hanno iniziato il minox e lo hanno sospeso alla cazum (con Effluvi assurdi)

  33. Ciao Marlin!
    La tretinoina serve quindi per la solfatazione del minoxidil?

    Io l’ho usata (nella lozione galenica del minox) ma non la tolleravo! Mi diventava la cute dove la mettevo rossa (arrossamenti dei capillari immagino) e prurito fortissimo.

    Ho dovuto chiedere di togliermela.

    Beh se hai avuto questi problemi non puoi usarla, sia che serva per la solfatazione come dice uno studio, sia che non serva.

    Ciao

    MA – r l i n

  34. Sì la tretinoina sgrassa, infatti se la usi sui brufoli, come si dovrebbe fare, li secca. Abbiamo tutti la sulfotransferasi ovviamente, ma l’espressione e l’attività degli enzimi non è uguale in tutti i tessuti e varia nel tempo. Pare che con l’aga diminuisca nello scalpo e che fina la ripristini. Il solfato può non essere la soluzione ideale visto che è instabile e che avendo lo zolfo a parità di percentuale c’è meno minox (infatti c’è uno studio svizzero in cui lo si è usato con successo, ma alla percentuale del 10%).

    Ciao

    MA – r l i n

  35. Io non credo che il Minox solfato sia poi così instabile, visto parecchi marchi made un USA lo propongo da un ventennio (dal 7-10-12%) Anche gli stessi Sinere che apprezziamo da anni.
    Personalmente per anni ho utilizzato il solfato nei Galenici e mai avuto problemi

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