Gli antiandrogeni nella terapia anti-calvizie

Gli antiandrogeni nella terapia anti-calvizie: ecco quali sono e come agiscono nella trasformazione del testosterone in diidrotestosterone.

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Antiandrogeni: cosa sono e cosa fanno

Gli antiandrogeni sono un gruppo di composti antagonisti del recettore dell’ormone e la loro attività è legata alla limitazione della trasformazione del testosterone in diidrotestosterone (DHT) per inibizione dell’attività 5 alfa reduttasica (progesterone, acido azelaico) o dei successivi passaggi metabolici del diidrotestosterone stesso (ciproterone acetato, spironolattone).

Per via generale l’utilizzo di antiandrogeni è normalmente riservato al sesso femminile. Invece, quello per via locale, data la costante assenza di effetti collaterali riferibili all’assorbimento degli ormoni, è possibile anche nel sesso maschile purché a determinati dosaggi (0,5 – 1 – 2 %).

Progesterone

Nel caso del progesterone, dopo l’applicazione locale, circa il 10% della dose supera rapidamente lo strato corneo e viene concentrata nei tessuti epidermici, dermici e ghiandolari. Successivamente, il progesterone viene gradualmente metabolizzato in derivati inattivi a livello del complesso pilo-sebaceo.

progesteroneFig.1: Il progesterone naturale e i suoi derivati sono in grado di inibire l’enzima 5-alfa-reduttasi, l’enzima che converte il testosterone in DHT (l’ormone della calvizie). 

In teoria, quindi, l’assorbimento è inesistente: i controlli plasmatici prima e dopo l’applicazione non hanno evidenziato differenze degne di nota.

In caso di terapia topica con spironolattone o ciproterone acetato sul cuoio capelluto, riteniamo sempre utile associare anche il progesterone. Questo per evitare il possibile accumulo di diidrotestosterone e favorire un blocco sequenziale e una riduzione della percentuale delle singole sostanze.

Progesterone e pillola contraccettiva

Nelle pillole contraccettive, possono essere presenti sia il ciproterone acetato che i derivati del 17 idrossiprogesterone. Quest’ultimo, peraltro, non è più in commercio ad attività antiandrogena (noretinodrel, clormadione, medrossiprogesterone) Allo stesso modo, anche i derivati del 19 nortestosterone (noretisterone, norgestrel, levonorgestrel, desogestrel, gestodene…), seppur ottimi come contraccettivi, non sono più presenti sul mercato data la loro attività decisamente androgenizzante con possibile aggravamento del defluvio, dell’acne e dell’ipertricosi.

Fig.2: Molti casi di calvizie femminile si curano con delle pillole contraccettive, tipico il caso della Diane che contiene il ciproterone acetato uno dei più potenti antiandrogeni recettoriali, ma anche la Yasmine® e Yasminelle® hanno dato risultati a molte donne.

Probabilmente, il mancato riscontro di questi effetti (in soggetti predisposti) è dovuto alla presenza contemporanea costante nella pillola degli estrogeni. Questi, infatti, esplicano un’azione positiva a livello del follicolo pilifero, bilanciando così quella dannosa degli altri derivati.

Spironolattone

Lo spironolattone è un composto steroideo sintetico analogo strutturale dell’aldosterone e del progesterone. È il più noto dei “progestinici lattonici“, così detti per la presenza di un anello lattonico in C17. I progestinici lattonici sono anche caratterizzati da un gruppo chetonico in C3 ed un doppio legame tra C4 e C5. Tipico dello spironolattone è un gruppo tiacetico in posizione 7 alfa.

spironolattone

Fig.3: A sinistra, la molecola chimica dello spironolattone; a destra, un esempio di farmaco contenente questo antiandrogeno. 

Lo spironolattone compete con l’aldosterone a livello dei siti recettoriali citoplasmatici dove forma complessi inattivi. Per la sua attività antialdosteronica, lo spironolattone è da tempo utilizzato come diuretico ed anti-ipertensivo. Questi effetti sono evidenti solo se esiste un’espansione di volume plasmatico e/o un’ipertensione da iperaldosteronismo.

Inoltre, l’uso clinico di questo farmaco ha evidenziato un’attività antiandrogena e femminilizzante, simile a quella del ciproterone. Successivamente, si è dimostrato esplicarsi a livello periferico con un meccanismo competitivo (analogo a quello del ciproterone acetato) sul recettore citosolico del diidrotestosterone e dell’androstandiolo.

Acido azelaico

L’acido azelaico è stato recentemente proposto per la terapia degli androgenismi da eccesso dell’attività dell’enzima 5-alfa-reduttasi. Nella cute del cuoio capelluto di soggetti calvi è stato dimostrato, infatti, un eccesso di attività di quest’enzima.

In particolare, l’acido azelaico è un antiandrogeno “atipico”. Si tratta di un veleno mitocondriale ad attività inibente sulla NADP (nicotinadenindinucleotide-fosfato) reduttasi, l’enzima che catalizza la trasformazione del NADP in NADPH (nicotinadenindinucleotide-fosfato-ridotto).

La riduzione del testosterone in diidrotestosterone ad opera dell’enzima 5-alfa-reduttasi richiede che nella molecola del testosterone sia introdotto un atomo di idrogeno (H+). La reazione avviene in presenza di NADPH, che si ossida a NADP donando l’H+ (è quindi la disponibilità di NADPH che controlla la velocità della 5 alfa riduzione).

Acido azelaico e zinco

Anche lo ione zinco (Zn+) è in grado di inibire la NADP reduttasi (l’enzima è Zn+ dipendente) e sembra essere stata dimostrata un’azione sinergica (cioè di potenziamento) dell’acido azelaico con lo zinco. Invece, con l’acido azelaico da solo l’inibizione inizia a 0,2 mmol/l ed è completa a 3 mmol/l. L’aggiunta di zinco consente di ottenere lo stesso risultato a concentrazioni decisamente minori, intorno a 0,5 mmol/l.

Fig.4: Acido azelaico e zinco agiscono in sinergia per il benessere dei capelli. 

Data la sua capacità di inibire l’enzima 5-alfa-redutasi attraverso un meccanismo non ormonale, l’acido azelaico appare come uno degli antiandrogeni naturali di maggiore interesse. Esso apre, infatti, la possibilità metabolica della trasformazione del testosterone in androstenedione ed estrone, mantenendo così più a lungo la fase anagen del capello.

Androgeni, melanina e perplessità

Il NADPH gioca un ruolo chiave anche nella formazione della melanina a partire dalla tirosina. Non è un caso, infatti, che le creme all’acido azelaico siano comunemente impiegate per schiarire le macchie cutanee.

Fig.5: Alcuni segnalano la canizie come una possibile conseguenza provocata a seguito dell’inibizione della sintesi di melanina. 

In teoria, quindi, a determinate dosaggi, si potrebbe incorrere nell’inibizione della sintesi della melanina con la conseguente “acròmotrichìa” (capelli bianchi). Per questo, l’accoppiata acido azelaico-zinco appare particolarmente vantaggiosa, dato che lo zinco consente di ridurre il più possibile la concentrazione del primo. Infine, l’aggiunta di piridossina (vitamina B6) allo zinco permette di potenziare l’efficacia di quest’ultimo.

Tuttavia, è bene precisare che per quanto concerne la correlazione tra acido azelaico e la perdita di pigmento dei capelli non vi è alcuna segnalazione ufficiale.

17 alfa estradiolo

Il 17 alfa estradiolo è un isomero ormonalmente inattivo del 17 beta estradiolo (ormone attivo) e, quindi, può tranquillamente essere prescritto anche all’uomo. Il principio attivo ha dimostrato, secondo vari studi clinici, di ridurre la formazione intracellulare di diidrotestosterone (DHT).

Fig. 6: I diversi percorsi metabolici degli androgeni e la loro inibizione da parte dei principali farmaci.

Gli ormoni estrogeni, oltre ad avere un diretto e preciso effetto biologico, hanno anche la capacità di deprimere la produzione degli ormoni maschili (gli androgeni), e, in particolare, del testosterone attraverso dei complessi meccanismi di feedback. Inoltre, in vivo gli estrogeni incrementano la produzione di SHBG, la globulina che nel sangue rende indisponibile il testosterone, il quale se legato alla SHBG non può essere convertito in DHT, l’ormone che promuove l’alopecia androgenetica.

Il 17 alfa estradiolo sembra avere anche altre importanti proprietà come quella di aumentare l’aromatasi a livello locale. Questo è l’enzima che trasforma il testosterone in estradiolo che sinché agisce localmente sul follicolo dei capelli non costituisce un problema.

Preparati galenici con antiandrogeni

Gli antiandrogeni vengono di solito abbinati al minoxdil nei preparati magistrali delle farmacie specializzate in galenici. Questo dietro prescrizione medica. I dottori specializzati in problemi di capelli, i cosiddetti tricologi, prescrivono spesso queste preparazioni a base di minoxidil e antiandrogeni per trattare le aree più ostiche alla ricrescita, come le tempie e la parte frontale.

Di solito, le prescrizioni prevedono l’inserimento in lozione di spironolattone e progesterone nella percentuale dell’1% ciascuno. Al posto dello spironolattone, viene spesso prescritto il ciproterona acetato, un antiandrogeno recettoriale ancora più potente, sempre all’1%. Frequente è l’aggiunta a questi due attivi del 17 alfa estradiolo che di solito viene prescritto a percentuali che vanno dallo 0,015% allo 0,1%.

La community anticalvizie attiva sul forum Ieson ha selezionato negli anni le migliori farmacie specializzate in preparazioni galeniche creando con queste una collaborazione che le collega agli utenti e ai loro medici curanti.

 

APPROFONDIMENTI 

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