L’effluvio, questo sconosciuto

I capelli hanno un ciclo di vita: spuntano, crescono e infine cadono. Questo significa che la caduta è una cosa normale e che può costituire un problema solo quando è realmente eccessiva e magari prolungata. Scopriamo quando si può parlare di effluvio.

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effluvio stagionale

La fase exogen

Secondo gli specialisti, una caduta giornaliera di capelli può essere considerata nella norma fino a quando riguarda 150 capelli al giorno. I capelli, infatti, hanno notoriamente un ciclo di vita con una fase di crescita, detta anagen, una fase di involuzione, il catagen, e una fase di riposo, il telogen.

La fase vera è propria di fuoriuscita del fusto dalla cute viene invece chiamata da alcuni specialisti exogen. È proprio questa “fase di uscita” che può rappresentare una fonte di preoccupazione quando troppi capelli cadono venendo ritrovati sul cuscino o impigliandosi in pettini e spazzole, oppure raccolti con i wash test.

La caduta dei capelli

È molto frequente l’utilizzo dell’espressione “caduta dei capelli” per descrivere un po’ tutti i tipi di calvizie a partire dalla calvizie comune. Il problema dei vari tipi di calvizie però non è dovuto tanto alla perdita dei capelli, ma al fatto che questi non vengono sostituiti rapidamente da altri capelli in crescita. Nella calvizie comune di tipo androgenetico all’inizio si ha anche un’abbondante perdita dei capelli. Tuttavia, quando la calvizie è matura cadono pochi capelli, ma ne ricrescono tanti quanti ne cadono o anche meno.

Fig.1: L’effluvio porta alla caduta giornaliera di diversi capelli ed è causa di preoccupazione e stress per chi lo subisce.

Longevità dei capelli (fusti)

I capelli devono cadere prima o poi, ma il “poi” fa la differenza. Nei maschi, in media i capelli sani crescono per 2-4 anni, mentre nelle femmine crescono per 3-7 anni. Questi capelli con la fase anagen pluriennale sono i cosiddetti “capelli terminali” che si presentano spessi e molto pigmentati. I capelli terminali hanno spessori superiori ai 40 micrometri (o micron). Con diametri inferiori ci sono i capelli vellus e nano-capelli. Alcuni ricercatori riservano l’espressione “capelli terminali” a quelli di diametro superiore ai 60 micrometri, costituendo un categoria di “capelli intermedi tra i 40 e i 60 micrometri di spessore.

Il diametro fa la differenza

Lo spessore di un capello è direttamente proporzionale alla lunghezza della fase anagen e alla profondità raggiunta dal follicolo del capello. I capelli più piccoli e fini cadono prima, hanno quindi ciclo di vita più breve e i loro follicoli si collocano a profondità inferiori. La copertura della cute dello scalpo è dovuta, quindi, allo spessore dei capelli, alla densità dei capelli e alla loro pigmentazione.

Il capello “deve” cadere

Ogni capello prima o poi deve cadere per quanto lunga sia la sua fase di crescita. Quando questa tempistica è condivisa da molti capelli in un periodo di tempo circoscritto, si può avere l’effluvio in telogen, ossia una caduta dei capelli intensa concentrata in qualche mese. Le dinamiche della caduta dei capelli sono analoghe a quelle demografiche quando si considerano le morti e le nascite in una popolazione.

Esempio demografico

Gli specialisti dicono che per avere una buona capigliatura si deve puntare a mantenere sulla testa circa 100.000 capelli. Questi possono essere paragonati agli abitanti di un città di 100.000 abitanti. Supposto che l’età media sia di 80 anni e che ci sia un distribuzione omogenea per ogni anno di età (1250 individui che nascono e altri 1250 che muoiono ogni anno) si deduce che la popolazione resta in equilibrio con la nascita e la morte ogni giorno di 3 o 4 individui.

Equilibrio della capigliatura

Trasferendo questo esempio alla capigliatura e considerando la media minima di 2 anni di vita per i capelli terminali, se ne deduce che in un anno si perdono 50.000 capelli, ossia la metà dei capelli. Questo significa una media di 137 capelli persi al giorno. Se ricrescono altrettanti capelli ogni giorno la capigliatura resta in equilibrio, altrimenti si sfoltisce quando ne nascono di meno e si infoltisce quando ne nascono di più.

Ciclo di vita del capelloFig.2: Il ciclo del capello con un ricambio ideale del fusto: il nuovo fusto è già in crescita al momento in cui il vecchio fusto cade. Secondo alcuni specialisti i diradamenti della calvizie comune sono dovuti alle eccessive pause (kenogen) tra la caduta dei fusti dei capelli e la comparsa di quelli nuovi.

Niente panico

Per questo motivo in media in una capigliatura con circa 100.000 capelli, la caduta di 150 capelli al giorno non deve allarmare ed è da considerarsi nella norma. Questo vuol dire che sono possibili numeri di capelli persi al giorno anche superiori in certi periodi. Questi saranno compensati da numeri inferiori di capelli caduti in altri periodi. Esistono, infatti,  periodi in cui è più facile che cadano i capelli.

Peraltro, si noti che i capelli che cadono per gli effluvi riguardano tutta la capigliatura e non le sole zone in cui si sviluppa la calvizie comune. Quindi cadono anche dalla nuca e dai lati per i quali normalmente non ci si preoccupa per i diradamenti che in queste zone non sono frequenti.

Effluvi stagionali

L’uomo ha mantenuto in una forma piuttosto leggera quella che è la muta stagionale dei mammiferi. Questi cambiano il sottopelo due volte all’anno per far fronte alle variazioni stagionali della temperatura. Nell’uomo, l’effluvio stagionale è tipicamente quello autunnale e quello primaverile. Quest’ultimo si trova spostato per molti più verso l’inizio dell’estate, probabilmente per le abitudini della vita moderna con minore vita all’aperto e maggiore esposizione alla luce artificiale rispetto al passato.

Questione di luce

Più che al variare delle temperature nel corso delle stagioni, gli effluvi stagionali sembrano legati alle ore e alla potenza della luce naturale nei vari periodi dell’anno. Questo risulta soprattutto dagli studi sul pelo degli animali. Il ricambio che avviene con la muta autunnale prepara il pelo per i mesi più freddi, quindi con una seconda muta lo sfoltisce in vista dei mesi più caldi. Comunque gli specialisti in capelli concordano nell’indicare l’ultima parte di gennaio il periodo dell’anno in cui i capelli umani sono più folti. Ossia in corrispondenza con il periodo più freddo dell’anno a un mese dall’inizio dell’inverno. Questo infoltimento è dovuto alla ricrescita che avviene in seguito all’effluvio autunnale che si è verificato tre mesi prima.

Vitamine e ormoni “fotosensibili”

Gli studiosi hanno evidenziato un ruolo determinante nella muta del pelo degli animali in due ormoni che dipendono in diversi modi dalla luce. Si tratta della vitamina D3, considerata un ormone, che viene notoriamente sintetizzata nell’uomo sotto l’azione dei raggi UV-B solari, e della melatonina che viene prodotta invece durante la mancanza di luce, ossia di notte e al buio.

Vitamina D3Fig.3: L’esposizione ai raggi solari è la miglior fonte di vitamina D per il nostro organismo, ma copre solo d’estate e solo se ci si espone al sole.  

Il calo fisiologico di sintesi di vitamina D3 a fine estate è probabilmente collegato con l’effluvio autunnale. Invece, la ricrescita successiva è probabilmente collegata all’aumento della melatonina con le minori ore di luce che accompagnano l’autunno.

Con l’inizio dell’inverno, le giornate si allungano e la progressiva minore produzione di melatonina potrebbe appunto portare all’effluvio primaverile-estivo.

Un’altra vitamina

Negli effluvi, non solo stagionali, molti specialisti individuano la vitamina A come possibile concausa. La vitamina A e gli analoghi, ossia i retinoidi, giocano un ruolo sia nella crescita che nello stop alla crescita dei capelli.

Queste sostanze possono, quindi, sia favorire che ostacolare la fase di crescita dei capelli. Il tutto potrebbe dipendere da una loro “regolazione fine” e dalle tempistiche di azione. In particolare, la vitamina A potrebbe favorire il ricambio dei capelli. Questo lo farebbe portando i follicoli alle fasi catagen e telogen, e infine exogen, ma anche sollecitando l’inizio di una nuova fase anagen senza sottostare a una lunga pausa (fase kenogen).

Vitamina A (retinolo)
Fig. 4: Tra gli alimenti di origine animale, la vitamina A è presente nel fegato, nel latte e nel burro; invece, nei cibi vegetali, spicca nella frutta e nella verdura di colore arancione. 

La vitamina A e i retinoidi potrebbero, quindi, provocare caduta, ma anche una rapida ripresa della crescita dei capelli svegliando i capelli dormienti che, secondo alcuni ricercatori, farebbero la differenza nella calvizie comune.

Lo studio sugli estrogeni

Uno studio recente mette in risalto che gli estrogeni (in particolare l’estradiolo) regolano il metabolismo cutaneo della vitamina A. Gli estrogeni sono alla base della differenza tra la fase di crescita del capello maschile e di quello femminile. Nella donna, come ricordato sopra, la fase di crescita dei capelli è mediamente più lunga. In entrambi i sessi, la fase di crescita dei capelli tende a ridursi con gli anni e questo spiega perché anche le persone che non soffrono di calvizie mostrano capigliature meno rigogliose con il passare degli anni rispetto a quando erano più giovani.

Nelle donne, la menopausa porta sovente a sviluppare calvizie proprio per la riduzione degli estrogeni.

Quello che conta

L’effluvio può impressionare per il numero di capelli che cadono ogni giorno. Spesso chi subisce l’effluvio inizia a contare i capelli caduti preoccupandosi ogni giorno di più, anche quando a livello estetico i diradamenti sono difficilmente visibili. Questo può accadere perché i diradamenti che fanno intravedere il cuoio capelluto diventano visibili solo quando la densità dei capelli in una zona dello scalpo si riduce di più della metà. Chi ha una densità elevata di capelli terminali su tutto lo scalpo con un effluvio stagionale può preoccuparsi per il numero di capelli che cadono senza però avere dei reali problemi di tipo estetico.

Calvizie svelata dagli effluvi

Viceversa c’è chi non si mette a contare i capelli che cadono, ma vede manifestarsi dei diradamenti e si preoccupa giustamente per questo. L’errore in cui può cadere chi si preoccupa perché l’effluvio mette in evidenza dei diradamenti è quello di pensare di non avere più problemi di capelli una volta che l’effluvio è terminato e la densità precedente viene recuperata. Proprio per la legge sopracitata della visibilità dei diradamenti, solo con una densità dimezzata rispetto a quella originale può succedere che chi si crede non soggetto alla calvizie abbia ancora una densità esteticamente valida, ma molto ridotta rispetto a quella originale. In questi casi, l’effluvio stagionale non fa altro che evidenziare il processo della calvizie che, altrimenti, non sarebbe stato così visibile ad occhio nudo.

Fig.5: Quando la calvizie androgenetica viene svelata dagli effluvi stagionali, rivolgersi ad uno specialista in tempo può essere vitale per bloccarla in modo efficace. 

Spesso chi rientra da questi diradamenti dovuti a questo fenomeno, si consola dicendo di soffrire solo di effluvio e non di calvizie comune, ma questo potrebbe non essere vero. La calvizie comune potrebbe non essere ancora visibile, ma potrebbe essere già in atto.

Grandi e veloci recuperi

I trattamenti più efficaci contro le varie forme di calvizie possono portare alla ricrescita di numerosi capelli in un periodo molto circoscritto. In questo caso, ci può essere la sincronizzazione dei cicli di vita di molti capelli e l’innesco di grandi effluvi ricorrenti. Questo perché dato che i capelli sono ricresciuti insieme terminano insieme anche il loro ciclo di vita e, quindi, cadranno contemporaneamente in un periodo di tempo circoscritto.

Rischio cronicizzazione

Per tutti gli effluvi di grande portata, c’è quindi il rischio di questo tipo di cronicizzazione o meglio di sincronizzazione. Invece, l’effluvio cronico propriamente detto dovrebbe essere un effluvio che si prolunga nel tempo. Per questo tipo, è consigliabile usare il minoxidil che è il farmaco che prolunga la fase di crescita, mentre i cortisonici possono essere utili per bloccare la caduta fermando l’evolversi delle fasi finali del ciclo di vita dei capelli.

Minoxidil meglio di no

Il minoxidil è, invece, da evitare per gli effluvi stagionali perché potrebbe portare a una maggiore caduta anche se seguita da un maggiore ricambio. Sicuramente se lo si inizia a usare con un effluvio stagionale non va abbandonato dopo poco tempo, ma va mantenuto come trattamento stabile. Parallelamente, resta sicuramente utile l’applicazione di un cortisonico di bassa potenza come l’idrocortisone butirrato che non arreca problemi di atrofia cutanea da cortisonici.

Antinfiammatori utili

L’azione antinfiammatoria per prevenire e limitare gli effluvi può anche essere portata avanti a livello sistemico utilizzando integrazioni come gli acidi grassi omega-3 accompagnati da GLA (acido gamma-linolenico) per massimizzarne l’azione.


Fig.6: L’assunzione di un integratore a base di olio di pesce con acidi grassi insaturi, Omega 3, EPA e DHA migliora la struttura e la resistenza dei capelli, oltre che prevenire le malattie cardiovascolari e migliorare il sistema nervoso. 

Per ottimizzare l’azione di questi agenti antinfiammatori naturali contro l’effluvio stagionale, è necessario iniziare ad assumerli almeno qualche settimana prima che si manifesti questo fenomeno. Inoltre, ricorrendo sempre nello stesso periodo dell’anno, gli effluvi sono prevedibili per chi ne é soggetto e, quindi, possono essere prevenuti con successo.

In conclusione

L’effluvio telogen va valutato con la consapevolezza che è normale perdere più capelli in certi periodi dell’anno e valutando il reale impatto estetico che di solito non è di lunga durata e si può risolvere spontaneamente. Se la quantità di capelli persi non è largamente sopra la norma e mette in evidenza dei diradamenti, un effluvio può servire per individuare il processo in atto della calvizie comune. In questo caso, può essere utile per iniziare a trattare per tempo la calvizie, che è il modo migliore per contrastarla con successo.

 

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