Calvizie e menopausa: perché accade e i migliori rimedi

La menopausa è la fase della vita di una donna in cui il suo periodo mestruale mensile cessa definitivamente, segnando così la fine dei suoi anni riproduttivi. Spesso con la menopausa insorgono problemi di capelli. Vediamo perché e come rimediare.

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Cos’è la menopausa?

La menopausa è un processo inevitabile dell’invecchiamento. Con quest’ultimo, infatti, i cicli riproduttivi della donna, iniziati con la pubertà, rallentano e si apprestano a fermarsi. Inoltre, le ovaie non producono più ovuli e sintetizzano meno ormoni femminili. Così facendo, i livelli di estrogeni e progesterone si riducono notevolmente, mentre il livello del principale androgeno, il testosterone, rimane più o meno lo stesso o si riduce solo leggermente. Sia gli estrogeni che il progesterone controllano le mestruazioni, ma tutti e tre controllano la crescita dei capelli nelle donne insieme ad altri fattori come la genetica, lo stile di vita e l’ambiente.

Menopausa naturale e non

La menopausa naturale è la fine permanente delle mestruazioni non dovuta ad alcun trattamento medico, intervento chirurgico o condizione sanitaria e si verifica in genere tra i 45 e i 55 anni. Tuttavia, alcune donne possono sperimentare la menopausa prima dei 45 anni, sia per questioni genetiche che per lo stile di vita o per interventi chirurgici come la rimozione delle ovaie e dell’utero, oppure per dei danni alle ovaie dovuti a malattie o trattamenti medici come la radioterapia o la chemioterapia. Indipendentemente dalla causa, la menopausa che si verifica prima dei 45 anni è conosciuta come menopausa precoce, mentre se si verifica entro i 40 anni o prima ancora viene detta menopausa prematura.

Fig.1: Il calo dei livelli di estrogeni caratterizza l’invecchiamento femminile. 

Le fasi della menopausa

La menopausa naturale è un processo graduale con quattro diverse fasi.
La premenopausa è la fase iniziale della menopausa, quando una donna non avverte alcun segno o sintomo tipico, ha ancora le mestruazioni regolari o irregolari e viene considerata ancora in età riproduttiva.

La perimenopausa o “transizione alla menopausa” è la seconda fase di questo processo ed è un tempo non definito che consiste negli ultimi anni della vita riproduttiva di una donna. Inizia con la prima comparsa di irregolarità mestruale o spotting e può iniziare anche dieci anni prima della menopausa vera e propria. In alcune donne, può verificarsi già a 35 anni con una durata media di circa cinque anni.

La menopausa è appunto la fase in cui una donna non ha più le mestruazioni per un anno intero, ossia per 12 mesi consecutivi dopo l’ultimo periodo mestruale.

Infine, la post-menopausa è la fase successiva alla menopausa.

Genetica e calvizie

Ci sono diverse evidenze scientifiche che assegnano alla genetica un ruolo per il modo e la misura in cui si accusano i sintomi della perimenopausa e della menopausa. In assenza di altre condizioni influenti (come il fumo, la resistenza all’insulina, l’obesità e la chemioterapia), è molto probabile che i sintomi delle figlie siano gli stessi di quelli avvertiti in precedenza dalle madri. Questo vale per anche per lo sviluppo della calvizie e permette di intraprende per tempo azioni per contrastare la caduta dei capelli.

Incidenza della calvizie femminile con l’età

Il diradamento e la perdita dei capelli vanno di pari passo con l’invecchiamento e iniziano molto prima della perimenopausa e della menopausa. Molti studi statistici sulla prevalenza del diradamento o della perdita dei capelli nelle donne occidentali sono giunti a risultati e cifre molto simili:

Il 20% delle donne di 30 anni soffre di diradamento/perdita di capelli, che aumenta al

30% delle donne nei loro 40 anni e al

40% per le donne di 50 anni e

supera il 50% per le donne con 60 e più anni (cioè almeno 1 su 2 in questo gruppo).

Ciclo del capello e invecchiamento

Ognuno di noi nasce con circa 100.000 follicoli di capelli e normalmente non se ne generano di nuovi dopo la nascita. I capelli crescono, regrediscono, si riposano e cadono per tutta la vita in quello che viene chiamato il ciclo di vita dei capelli. Con l’avanzare dell’età, anche i capelli subiscono un rallentamento e un accorciamento della fase di crescita.

Primi sintomi di menopausa

Verso i 35 anni, le donne sperimentano cambiamenti fisiologici, emotivi e fisici nel loro corpo quando gli ormoni femminili iniziano a calare con l’avvicinarsi della menopausa. I sintomi più sostanziali della menopausa si verificano quando i livelli ormonali scendono in modo significativo.

Preoccupazione per i capelli

Secondo la maggior parte dei medici, i sintomi meno preoccupanti della menopausa sono proprio il diradamento e la perdita dei capelli. Si tratta però dei sintomi vissuti con maggiore preoccupazione da tutte le donne che li accusano. Perdere i capelli è infatti un’esperienza comprensibilmente angosciante per le donne di qualsiasi età, poiché i capelli rappresentano per molti versi l’identità di una donna.

Stress e depressione

Lo stress risultante, se non risolto, o non contrastato con adeguata consulenza, supporto e rassicurazioni da parte di un medico specialista, si sommerà agli altri sintomi comuni della menopausa come l’ansia e la depressione, rendendo spesso qualsiasi situazione di perdita di capelli ancora peggiore. Le conseguenti modificazioni della struttura, dello spessore e della crescita dei capelli portano al diradamento o alla perdita dei capelli.

Calvizie femminile precoce e tardiva

La calvizie femminile è la forma più comune di alopecia nelle donne. La calvizie femminile può essere precoce se si manifesta dalla pubertà alla terza decade di vita o tardiva se compare dopi i 40 anni. L’insorgenza in tarda età è uno dei sintomi più comuni sperimentati dalle donne in menopausa precoce, perimenopausa e menopausa. Il progressivo accorciamento della durata dei capelli in fase di crescita (anagen) in successivi cicli di vita dei capelli porta a una progressiva miniaturizzazione follicolare, cioè la conversione da capelli terminali a capelli vellus miniaturizzati.

Il modello femminile della calvizie

Questo si verifica soprattutto nelle regioni centrali, medio frontali e parietali superiori del cuoio capelluto con un “pattern” (modello) caratteristico di perdita di capelli che inizia come un allargamento della linea mediana con uno schema ad “albero di Natale”.  Il telogen effluvium è la seconda causa più diffusa di diradamento e di calvizie nelle donne.

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Fig.2: La scala Ludwig da grado 1 a grado 5.

Ormoni e capelli

Oltre che dalla genetica, lo spessore del fusto dei capelli e il loro volume, il tasso di crescita, la consistenza e la condizione sono influenzati da fattori come gli ormoni, l’alimentazione e l’ambiente. Questi giocano un ruolo molto significativo nella qualità e quantità dei capelli. Tuttavia, non tutti gli ormoni sono buoni per la crescita dei capelli. Gli ormoni femminili, estrogeni e progesterone, favoriscono la crescita dei capelli, mentre gli androgeni, come il testosterone e soprattutto il suo metabolita diidrotestosterone (DHT), ostacolano la crescita dei capelli. Proprio gli ormoni androgeni hanno un ruolo chiave nella calvizie comune maschile, detta appunto alopecia androgenetica. Mentre nelle donne in gravidanza, gli alti livelli di estrogeni e progesterone portano a crescita e infoltimento consistente della capigliatura. Parallelamente, il loro calo dopo il parto può portare all’effluvio post-partum.

Alopecia carenziale

Nelle donne, il processo della calvizie è più complesso in quanto coinvolge componenti androgeni e non androgeni, nonché altri fattori e alcuni specialisti denominano come alopecia carenziale, la comune calvizie femminile. Anche nella donna si può però sviluppare un’alopecia propriamente androgenetica come quella maschile, spesso dovuta squilibri ormonali di vario tipo, tra cui, abbastanza comune è la PCOS, ossia la sindrome dell’ovaio policistico.

Estrogeni

Gli estrogeni sono ormoni prodotti naturalmente dal corpo con livelli più elevati nelle donne, consistono di tre forme principali: estrone (E1), estradiolo (E2) ed estriolo (E3). Gli estrogeni possono promuovere significativamente la crescita del follicolo pilifero e prolungare il ciclo di crescita dei capelli dopo essersi legati ai recettori estrogenici ad alta affinità espressi localmente. Un’altra azione protettiva degli estrogeni sulla crescita dei capelli è legata alla sua influenza negativa sul metabolismo degli androgeni attraverso l’attività dell’enzima aromatasi, che è responsabile della conversione del testosterone in estradiolo. Questo rende meno disponibile il testosterone che può convertirsi in DHT a livello locale, viene quindi ridotta l’inibizione della crescita dei capelli.

Progesterone

Il progesterone può influenzare la crescita del follicolo pilifero attraverso un’azione centrale e locale. L’azione centrale si riferisce all’effetto inibitorio sulla secrezione di LH (ormone luteinizzante), che causa una diminuzione della stimolazione delle cellule della teca follicolare dell’ovaio che sintetizzano gli androgeni. A livello di follicolo pilifero, il progesterone diminuisce la conversione del testosterone in DHT attraverso l’inibizione dell’attività della 5-alfa reduttasi; quindi, contrasta l’azione di questo androgeno che ostacola la crescita dei capelli.

Androgeni

È noto che gli androgeni come il testosterone e il diidrotestosterone (DHT) e i loro pro-ormoni, il deidroepiandrosterone solfato (DHEAS) e l’androstenedione, sono i principali inibitori della crescita dei capelli e risultano determinanti nel contrastarne lo fase anagen (di crescita). Gli androgeni stimolano, invece, la crescita della barba, dei baffi e dei peli corporei. Questa azione opposta sui capelli rispetto a quella su altri tipi di peli costituisce il “paradosso degli androgeni“.

DHT

Il DHT inibisce la crescita dei capelli e favorisce la crescita di altri peli, ma perché si verifichino disfunzioni evidenti come quelle della calvizie occorre avere predisposizione genetica a livello dei follicoli dei capelli. Durante la perimenopausa, la menopausa e gli anni postmenopausali di una donna, il DHT può causare irsutismo, un’indesiderabile crescita eccessiva dei peli corporei con caratteristiche e localizzazioni maschili. Il DHT come tutti gli ormoni si lega a uno specifico recettore (quello degli androgeni, denominato AR) e tramite l’attivazione del recettore produce effetti differenti su peli e capelli.

I capelli nella menopausa

Durante gli anni della menopausa, il calo dei livelli di estrogeni e progesterone riduce il loro effetto protettivo sulla crescita dei capelli, mentre i livelli di testosterone e DHT rimangono più o meno invariati. Questo nuovo equilibrio ormonale causa una riduzione del periodo in cui i capelli permangono nella fase di crescita (anagen) con conseguente aumento della caduta, dei diradamenti e della calvizie.

A differenza dell’effluvio post-partum, che dopo un certo tempo termina, i capelli persi durante la perimenopausa e la menopausa portano ad effetti permanenti con perdita di capelli diffusa, telogen effluvio cronico e alopecia di tipo senile.

I possibili trattamenti

Anche per i problemi di capelli legati alla menopausa, i trattamenti possono essere sia sistemici che topici.

L’assunzione orale di integratori contenenti fitoestrogeni estratti da specie vegetali, come gli isoflavoni di soia o di trifoglio rosso, è un trattamento utilizzato contro tutti i sintomi della menopausa di cui ne beneficiano anche i capelli. Possono poi essere assunti degli integratori a base di serenoa e altre sostanze naturali che contrastano la sintesi di DHT dagli altri androgeni.

Fig.3: Lo spray stimolante la crescita dei capelli (Kmax Stimulating Hair Growth Spray) è un esempio di lozione contenente diversi attivi che possono rivelarsi di grande utilità per contrastare diradamenti e calvizie dovuti alla menopausa.

A livello topico, i trattamenti possono essere analoghi a quelli standard utilizzati per la calvizie comune maschile, ossia minoxidil e finasteride o dutasteride. Ma possono risultare utili anche preparati a uso topico contenenti principi che stimolano la crescita dei capelli e inibiscono la sintesi di DHT con sostanze naturali.

L’uso di estrogeni veri e propri nella donna in menopausa (la cosiddetta TOS, Terapia Ormonale Sostitutiva) può essere prescritto e seguito da un medico specialista che valuti il rischio della paziente di sviluppare tumori al seno o all’apparato genitale. Simile cautela dovrebbe essere presa anche con l’utilizzo topico di estradiolo, ossia 17ß-estradiolo o analoghi sintetici. Meno rischioso è l’utilizzo sia topico che sistemico di antiandrogeni, nonché l’uso topico di progesterone e di estrogeni di potenza ridotta come il 17α-estradiolo, l’estrone o l’estriolo , ma anche la somministrazione topica di questi ormoni richiede prescrizione e costante controllo medico.

 

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9 Commenti

  1. Sì nella home, tranne diversa indicazione, di solito l’autore sono io, anche se attingo da varie fonti accreditate per scrivere questi articoli.

    Complimenti a te per aver trovato interessante questo articolo, molti quando leggono di calvizie femminile pensano che la cosa non li riguardi. Invece anche da questo articolo si capisce come gli estrogeni coprano al meglio una situazione di predisposizione alla calvizie che diventa manifesta quando gli estrogeni si riducono e gli androgeni no, ossia con la menopausa.

    Questo fa il paio con un precedente articolo (quello dello studio sui transgender della Tosti) in cui si diceva che alla fine una donna su due soffre di calvizie di tipo probabilmente ereditario. Sinora per vedere cosa succede a prendere estrogeni con l’aga siamo andati a vedere i transgender, ma le donne sono già indicative dell’effetto degli ormoni femminili sulla predisposizione genetica alla calvizie.

    Di solito io non sono critico verso la ricerca in campo tricologico, tuttavia sulla questione estrogeni e capelli ci sono delle lacune non molto giustificabili. Non sto chiedendo la luna, ma mancano degli studi ex vivo (su coltivazioni di capelli umani) che valutino l’effetto degli estrogeni e di sostanze con attività simile. Al momento non sappiamo ancora se sia ER-beta che ER-alfa siano i recettori da attivare e cosa succeda attivandone uno solo. Questo in modo da possibilmente escludere le sostanze estrogeniche che possono dare più sides e nella speranza di trovare qualche sostanza che emuli l’effetto degli estrogeni senza dare i sides.

    Ciao

    MA – r l i n

  2. Sì, la ricerca ex vivo dovrebbe essere agevole e permettere diverse valutazioni, ma per me si dovrà andare oltre gli estrogeni, perché questi sappiamo che possono facilmente dare sides indesiderati. Si dovrà trovare qualcosa che emuli la sola loro azione sui capelli. Poi magari si trova che conviene agire sulla prolattina e i suoi recettori, ma così avremo fatto un gran passo avanti.

    Ciao

    MA – r l i n

  3. Ecco, abbiamo visto che gli estrogeni calano gradualmente nella donna e poi più bruscamente con la menopausa, mentre gli androgeni restano a livelli simili e a un certo punto prevalgono. Il profilo ormonale di uomini e donne anziani tende a essere simile. Poi mi è venuto in mente che la prolattina è l’unico ormone che cresce in uomini e donne. con l’invecchiamento.

    Ciao

    MA – r l i n

  4. Mi pare di averti risposto nell’altra discussione. Hanno un effetto sui recettori ER-beta quindi non sono molto femminilizzanti, ma non agiscono contro gli estrogeni. Ai capelli ovviamente fanno bene.

    Ciao

    MA – r l i n

  5. Sono fitoestrogeni, estrogeni deboli che si legano prevalentemente al ER-beta il recettore degli estrogeni che da meno sides rispetto a ER-alfa. Se prendi il beta-estradiolo topico non hai bisogno di altro per incrementare le forme femminili.

    Ciao

    MA – r l i n

  6. La lozione cosa conteneva? Se conteneva estradiolo è facile che venisse assorbito
    I fitoestrogeni non hanno la stessa potenza.

    Ciao

    MA – r l i n

  7. Sì con i cerotti medicati anche a base di steroidi funziona così e forse questo è il motivo per cui anche se la metti sullo scalpo gli effetti si vedono anche altrove. Se oltre ad applicarla bendi la parte sui cui la applichi l’assorbimento è ancora maggiore perché pratichi un bendaggio occlusivo, puoi fare lo stesso con dei cerotti anche di una certa dimensione.

    Ciao

    MA – r l i n

  8. La lozione con 17beta per me era da mantenere.

    Comunque la duta contrasta la crescita dei peli corporei che è alimentata dal dht, agisce quindi anche sulle tempie, pur non essendo risolutiva da sola.

    Ciao

    MA – r l i n

  9. Per i capelli, intendevo quindi sullo scalpo. Per capelli più lunghi in breve tempo c’è sempre stato l’MSM da prendere orale.

    Ciao

    MA – r l i n

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