Estrogeni

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Degli estrogeni (estradiolo, estrone, estriolo) solo l’estròne è in grado di attivare, con meccanismo diretto, l’enzima adenilciclasi delle cellule della matrice della papilla aumentando di conseguenza le concentrazioni di AMPc fino a dare il via ad un nuovo anagen dopo un telogen normale.

L’utilizzo degli estrogeni come tali, sia per via locale che generale, appare riservato a casi selezionati di sesso femminile. In passato infatti, anche l’assorbimento transcutaneo (valutabile dal 10 al 14% della dose applicata), ha evidenziato effetti di tipo sistemico come metrorragie (emorragie uterine disfunzionali), telarca (crescita delle mammelle nell’individuo prepubere), ginecomastìa (crescita delle mammelle nel maschio adulto), disturbi della libìdo etc..

E’ interessante notare come l’estradìolo non è, come tale, attivo sul capello, ma che le cellule della matrice lo convertono, per mezzo di uno specifico enzima, in estrone; l’estrìolo invece, sempre riguardo al capello, non è né attivo, né convertibile.

Quale è l’utilità degli estrogeni nella terapia anticalvizie?
Recenti esperienze cliniche ed una più approfondita conoscenza dell’endocrinologia hanno tuttavia accertato l’utilità e la sicurezza d’uso dell’ estrone solfato che può essere utilizzato (come estrogeno debole) solo da tessuti provvisti dell’enzima solfatasi (come appunto le cellule germinative del capello) mentre risulta inutilizzabile dagli altri tessuti e organi; quindi, anche se assorbito (in piccola quantità) è biologicamente inattivo (perlomeno riguardo agli organi causa degli effetti collaterali sopra descritti). Fino ad oggi non ci risultano infatti segnalazioni di effetti collaterali relativi all’uso di questa sostanza utilizzata in soluzione topica (a concentrazioni variabili da 0,005 a 0,02%).

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