Ovaio policistico e calvizie femminile: il legame

La PCOS, ossia la sindrome dell’ovaio policistico, e la calvizie comune maschile presentano un profilo ormonale molto simile e dai rischi sanitari analoghi. Vediamo in cosa consiste questa sindrome e come può essere trattata l’alopecia a cui può dar luogo.

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Qual è il legame tra sindrome dell’ovaio policistico e calvizie femminile? In quest’articolo, vediamo in cosa consiste questa sindrome e come può essere trattata l’alopecia a cui può dar luogo.

PCOS e calvizie

Secondo alcuni studi, il profilo dei maschi che mostrano calvizie comune è simile a quello delle donne con PCOS, la sindrome dell’ovaio policistico. Questo perché gli uomini con calvizie precoce potrebbero essere considerati l’equivalente fenotipico delle donne con PCOS. Pertanto, potrebbero avere un rischio analogo di sviluppare obesità, sindrome metabolica e malattie cardiovascolari.

Ovaio policistico e calvizie femminile

La sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) è un disturbo ormonale che può arrivare a colpire fino al 12% delle donne in età riproduttiva. Causa un eccesso di androgeni, gli ormoni sessuali maschili. Questo comporta sintomi come mestruazioni irregolari e aumento di peso. Un altro sintomo che molte donne accusa a causa della PCOS è l’irsutismo, ovvero la crescita irregolare di peli sul viso e sul mento. Ma la PCOS può causare alopecia di tipo androgenetico, ossia dovuta agli androgeni.

PCO non è PCOS

Per sviluppare la sindrome dell’ovaio policistico occorre avere l’ovaio policistico, ma questo non è sufficiente per sviluppare PCOS. L’ovaio policistico (PCO) è una condizione delle ovaie presente in una donna su quattro e rilevabile solo con l’ecografia. Invece, la PCOS è una vera e propria patologia endocrina, che in Italia incide solo sul 5- 10% della popolazione femminile. L’ovaio policistico si ha quando in ciascun ovaio si rilevano più di 20 micro-follicoli di diametro compreso tra 2 e 9 mm e/o un volume ovarico superiore a 10 cm3. La presenza di follicoli nelle ovaie è una condizione abbastanza normale. Non vi sono sintomi particolari legati alla loro presenza.

Fig.1: Un ovaio normale a sinistra e un ovaio policistico a destra.

Prima di dire PCOS

Considerata la normalità e l’elevata frequenza della PCO nelle ragazze più giovani nonché le irregolarità mestruali e disturbi come l’acne che sono tipici del periodo adolescenziale, non bisognerebbe diagnosticare la PCOS prima dei 20 anni. In seguito può essere diagnosticata se, oltre alla condizione ecografica che conferma il PCO, si ha iperandrogenismo (eccesso di ormoni maschili nel sangue), sintomatico o anche solo rilevabile a con le analisi del sangue, oppure irregolarità nel ciclo mestruale.  Si hanno cicli irregolari con la diminuzione o l’aumento dell’intervallo tra una mestruazione e l’altra e ovviamente con l’assenza completa del ciclo mestruale.

Tutti i sintomi della PCOS

La PCOS è una patologia endocrina complessa. La causa principale è l’iperandrogenismo che comporta i sintomi come acne, irsutismo e, appunto, alopecia. Altri sintomi comuni sono legati all’irregolarità mestruale, come cicli ravvicinati (polimenorrea), molto distanziati (oligoamenorrea), assenza di mestruazioni (amenorrea) e mancanza di ovulazione (anovulazione cronica). A questi si aggiungono sovrappeso, obesità e disturbi come ansia e depressione.

Rischi sanitari della PCOS

La PCOS in diverse pazienti può comportare la resistenza all’insulina nel fegato e a livello muscolare. L’insulina è l’ormone che controlla i livelli di zuccheri nel sangue.  Questa “insulino-resistenza” è più frequente nelle pazienti in sovrappeso e obese, ma può essere presente anche nelle donne magre con PCOS. La resistenza all’insulina peggiora di solito i sintomi di irregolarità mestruali e favorisce l’eccesso di ormoni maschili. Questa situazione può  aumentare il rischio di sviluppare o un’intolleranza agli zuccheri oppure il diabete mellito, causato dalla carenza o dalla totale assenza di insulina. Il diabete può manifestarsi dopo i 40 anni oppure in gravidanza (diabete gestazionale).

La PCOS in sé non rappresenta un fattore di rischio per la malattie cardiovascolari, ma l’eccesso di colesterolo, di trigliceridi, l’iperglicemia e il diabete che si verificano spesso nelle donne con questa sindrome, possono favorire lo sviluppo di queste malattie.

Le terapie generali

Per il sovrappeso o l’obesità il trattamento principale della PCOS consiste nella dieta e nell’esercizio fisico. Una corretta alimentazione e l’attività motoria permettono poi di ridurre l’insulino-resistenza e di migliorare la ciclicità mestruale, nonché di ridurre l’acne e l’irsutismo. A questo scopo è possibile utilizzare anche la pillola contraccettiva estro-progestinica: gli estrogeni della pillola riducono l’effetto periferico degli ormoni maschili e la produzione ovarica di testosterone, aumentando l’SHBG, la globulina che lega gli steroidi sessuali che riduce il testosterone libero nel sangue.

Se, invece, la paziente desidera una gravidanza e la regolarità ovulatoria e mestruale non è migliorata con il calo di peso, occorrono terapie mirate ad indurre l’ovulazione. Queste devono essere però eseguite sotto il controllo di uno specialista in medicina della riproduzione: il rischio è infatti che le terapie di questo genere portino a gravidanze multiple e, per questo motivo, devono essere assunte sotto il controllo di un esperto.

Fig.2: I tre gradi della scala Ludwig con i relativi sottogradi.

Ovaio policistico e calvizie femminile

Sebbene la calvizie non sia il sintomo più comune della PCOS, questa è certamente più frequente nelle donne con PCOS rispetto alla popolazione generale. Come si è detto,  le donne affette da PCOS hanno un livello di ormoni sessuali maschili più alto del normale e sono soggette all’irsutismo e all’acne. Questi livelli elevati di testosterone e del suo metabolita DHT (diidrotestosterone) possono causare la miniaturizzazione dei follicoli piliferi dei capelli e accorciarne  il normale ciclo di vita. In questo modo, i capelli cadano più spesso e crescono meno.

“Pattern” femminile

La calvizie femminile anche di origine androgenetica è comunque caratterizzata da un “pattern” (modello) differente rispetto a quella maschile. Negli uomini si hanno diradamenti sulla sommità del capo e arretramenti della linea frontale con stempiature più o meno ampie. Le donne che soffrono di calvizie femminile, invece, sperimentano dapprima un diradamento diffuso su tutta la parte alta della testa che raramente mostra arretramenti della linea frontale stempiature. Per individuare questi diradamenti e la loro gravità, si è soliti tener sotto controllo la riga centrale di ripartizione dei capelli sui lati. Maggiore è il diradamento, più la linea di separazione si allarga.

La scala Ludwig per stabilire i gradi della calvizie femminile basa la proprio  classificazione proprio sull’ampiezza della riga di ripartizione centrale dei capelli. Questa nei gradi maggiori può arrivare a mostrare diradata con esposizione della cute dello  scalpo tutta la parte superiore della testa.

Come trattare la calvizie da PCOS

Il trattamento dell’ovaio policistico e calvizie femminile prevede sia la cura dello squilibrio ormonale di base che il trattamento diretto della calvizie stessa. Una serie di farmaci può aiutare nel trattamento della calvizie dovuta alla PCOS e la maggior parte di chi ne soffre ottiene i migliori risultati con una combinazione di questi farmaci.

Le principali opzioni di trattamento dell’ovaio policistico e calvizie femminile sono:

1. Pillole anticoncezionali ormonali

La pillola anticoncezionale può abbassare i livelli di androgeni, rallentando così la caduta dei capelli. Inoltre, la pillola anticoncezionale può aiutare a risolvere altri sintomi della PCOS, come l’eccesso di peli sul viso o sul corpo, le mestruazioni irregolari e l’acne.

2. Spironolattone

Lo spironolattone è un farmaco orale da prescrizione con effetti diuretici e antipertensivi, ma che agisce anche come antiandrogeno. Blocca l’azione degli androgeni sulla cute e viene usato off-label orale per trattare la calvizie femminile e come topico anche per la calvizie maschile. Molti specialisti lo prescrivono insieme alla pillola anticoncezionale per contrastare la calvizie indotta dalla PCOS.

3. Minoxidil

Il minoxidil è l’unico farmaco topico ufficialmente approvato contro la calvizie sia maschile (al 5%) che femminile (al 2%). È di fatto l’unico farmaco approvato dalla FDA statunitense e dalle altre agenzie del farmaco internazionali per il trattamento della calvizie femminile. Agisce aumentando le dimensioni dei follicoli piliferi e prolungando il ciclo di crescita dei capelli.

4. Perdita di peso

Perdere peso può aiutare a ridurre i sintomi della PCOS migliorando lo squilibrio ormonale. È stato, infatti, dimostrato che la perdita di peso può abbassare i livelli degli androgeni riducendo i loro effetti nelle donne con PCOS. Con livelli di androgeni più bassi, si può attenuare la calvizie.

5. Trapianto di capelli

Il trapianto di capelli è il trattamento più drastico contro la calvizie legata alla PCOS. Notoriamente si tratta di una procedura chirurgica in cui si prelevano i follicoli  del cuoio capelluto in cui  crescono i capelli sani e li si trapianta nelle aree in cui i capelli sono diradati. Per avere risultati soddisfacenti possono essere necessari più trapianti.

Fig.3: Confezioni del farmaco Diane contenente 35 microgrammi dell’antiandrogeno recettoriale ciproterone acetato.

Quale pillola?

La cura principale della PCOS è dunque l’utilizzo della pillola anticoncezionale estro-progestinica. Tuttavia, vi sono pillole che contengono progestinici androgenizzanti che sono sconsigliate. In genere, i progestinici più simili al progesterone (retroprogesterone, medrogestone, demegestone, promegestone ecc) e quelli della serie del 17 alfa – idrossiprogesterone esplicano azione antiandrogena. Mentre, quelli della serie del 19 nor- testosterone azione androgena. Invece, nei casi di POS vengono prescritte pillole anticoncezionali contenenti un antiandrogeno recettoriale come il ciproterone acetato (es. Diane). Questo tipo di pillola anticoncezionale è stata studiata proprio per contrastare i sintomi dermatologici dovuti agli eccessi di androgeni.

Tipi di calvizie femminile

Benché la calvizie femminile sia meno diffusa di quella maschile, non tutta la calvizie femminile è dovuta a un eccesso di androgeni come avviene per la PCOS. La calvizie che si manifesta dopo la menopausa è dovuta per esempio al forte calo degli estrogeni. Con la menopausa viene, quindi, ad alterarsi il rapporto tra estrogeni ed androgeni, ma non per una maggiore sintesi di quest’ultimi, bensì per una forte riduzione degli ormoni femminili.

Alopecia carenziale

Nelle donne in età fertile che non hanno un eccesso di androgeni nel sangue e non hanno i sintomi della PCOS, si può manifestare la calvizie. In questi casi alcuni specialisti parlano di “alopecia carenziale”. La carenza a cui fanno riferimento non è di tipo nutritivo, ma riguarda gli enzimi che a livello locale, quindi di follicoli dei capelli,  portano alla sintesi di estrogeni all’interno delle cellule dei follicoli dei capelli. In questo caso, i trattamenti possibili sono la somministrazione di attivanti del ciclo cellulare come il minoxidil ed estrogeni deboli come l’estrone o l’estriolo, o poco attivi come il 17 alfa estradiolo. Questi estrogeni, oltre ad agire come tali, aumentano la presenza degli enzimi di cui c’è appunto carenza come l’aromatasi, la 3-alfa-steroido deidrogenasi e la 17-beta-idrossisteroide deidrogenasi. A questo scopo sono utili anche dei cortisonici di potenza moderata come l’idrocortisone.

Ovaio policistico e calvizie femminile: le fonti

 

APPROFONDIMENTI 

Aree donatrici calvizie femminile: lo studio

Intervista alla prof. Tosti sulla calvizie femminile

La perdita di capelli femminile (FPHL): l’ultimo studio su minoxidil

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