Cure calvizie: il futuro prossimo

Di recente ci siamo occupati delle cure per la calvizie già disponibili e di come ottimizzarle perché possano essere efficaci su chi non ha risultati. Sono però numerosi i prodotti in sviluppo presso società biotech e farmaceutiche che potrebbero essere commercializzati nei prossimi anni. Vediamo a che punto siamo.

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tutti i diritti riservati riproduzione consentita purchè sia citata la fonte "www.calvizie.net"

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cure calvizie

I siti specializzati

I blog specializzati nel dare notizie sugli avanzamenti delle terapie sperimentali contro la calvizie seguono passo a passo progetti in cui sono stati investiti ingenti capitali per pervenire a un nuovo prodotto o a una nuova tecnica che risulti efficace nel far recuperare i capelli perduti.

Nessun complotto

Sono diverse le società biotech e farmaceutiche che sperimentano nuove cure contro la calvizie investendo per anni molti capitali in questa ricerca. Questa considerazione smentisce la credenza che esista un complotto per non trovare una cura contro la calvizie e per continuare a vendere i prodotti e le tecniche oggi disponibili. La calvizie comune o androgenetica è una patologia complessa da curare, sopratutto se si vogliono evitare del tutto i possibili effetti collaterali delle cure.

Rigenerazione dei capelli

La maggiore attenzione dei blog specializzati è riservata alle società che stanno sperimentando farmaci e tecniche per la rigenerazione dei follicoli dei capelli. Si tratta di alcune aziende biotech, la maggior parte delle quali ha i prodotti ancora in fase preclinica. Solo tre di queste si trovano ora nell’ultima fase prima della commercializzazione. Si tratta di Follica, Samumed e Shiseido/Replicel.

In dirittura di arrivo?

Follica è il progetto nato per primo, basato sulla rigenerazione dei follicoli in seguito a microferite con l’utilizzo di topici, dovrebbe essere disponibile dal 2021. Samumed ha sviluppato la molecola SM04554 che attiva il percorso di crescita WNT/beta-catenina e ne è prevista l’uscita nel 2022. Replicel (RCH-01) consiste in iniezioni di cellule della parte inferiore della guaina epiteliale esterna del follicolo dei capelli dopo adeguata moltiplicazione e potrebbe essere disponibile nel 2024.

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“Prima” (sx) e “dopo” (dx). I risultati di Replicel a sei mesi dall’iniezione del prodotto. Si tratta di un incremento del 24,9% di capelli vellus, del 14,5% di capelli terminali e di un incremento di spessore complessivo del 15,4%

Altre tempistiche

Altre imprese hanno programmato l’uscita dei loro prodotti in anni più lontani sino al 2027. Si tratta però di previsioni le cui date abitualmente finiscono per essere posticipate. Tra i prodotti che dovrebbero uscire prima, vale a dire nel 2022, c’è Breezula, l’antiandrogeno recettoriale dell’italiana Cassiopea. Mentre i fattori di crescita dei fibroblasti dei neonati da somministrare con iniezioni allo scalpo proposti da Histogen sono attualmente nella fase iniziale della sperimentazione clinica con uscita prevista per il 2025.

Dr. Tsuji (Organ Technologies)

Per una delle nuove tecniche più attese, quella del giapponese dr. Tsuji del Riken Institute (Organ Technologies) è stata annunciata da poco l’inizio delle sperimentazione clinica.  Si tratta di una tecnica di coltivazione di cellule della papilla dermica e della sacca (bulge) del follicolo, per sviluppare follicoli germinali da impiantare nello scalpo dello stesso donatore. La commercializzazione è prevista per il 2025.

Altri concorrenti

Tecniche simili a quella del dr. Tsuji sono state sviluppate da altre società biotecnologiche. Degna di nota è quella di un’altra compagnia che opera in Giappone, la Tissuse, che promette di mettere a disposizione per il trapianto 10.000 “neopapille” partendo da soli 30 follicoli espiantati dalla area donatrice (la nuca). Le previsioni per la commercializzazione di questa tecnica rimandano al 2024.

Nomi noti dietro ai progetti

La Rapunzel Biosciences capeggiata della dr.ssa Christiano e dal celebre dr. Jahoda della Columbia University sta occupandosi di coltivazione di cellule per lo sviluppo di follicoli in 3D da utilizzare per i trapianti con orizzonte al 2027. Mentre progetti di moltiplicazione di cellule della papilla dermica da iniettare nello scalpo sono portati avanti dalla sudcoreana Stemore con obiettivo 2025 e dalla britannica HairClone seguita da vari specialisti tra cui il dr. Farjo e la dr.ssa Higgins, con obiettivo fissato al 2021, ma probabilmente da rivedere.

Più complesso invece il programma di Stemson Therapeutics del dr. Terskikh, perché parte dalle cellule di un qualsiasi tessuto per indurre cellule staminali pluripotenti che vengono a loro volta trasformate in cellule della papilla dermica per sviluppare un follicolo insieme a cellule epiteliali in una microstruttura biodegradabile. Questa tecnica permetterebbe trapianti allogenici in cui il donatore sia diverso dal ricevente. Potrebbe essere utilizzabile dal 2027.

Soluzioni originali

Tra le aziende biotech che propongono soluzioni originali si annovera la svedese Follicum che ha elaborato un peptide (FOL-005) che emula l’osteopontina che potrebbe essere usato come un modulatore di FGF7 e poter sia impedire la crescita di peli superflui che stimolare la crescita dei capelli. Il progetto è seguito dal prof. Paus dell’Università di Manchester che è uno dei più noti ricercatori internazionali di tricologia. La molecola potrebbe essere commercializzata nel 2022.

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Il prof. Ralf Paus dell’Università di Manchester

La RiverTown Therapeutics punta invece su un mix di un suo composto (RT1640) a uso topico insieme a ciclosporina A e minoxidil. Il composto in questione riattiverebbe anche le cellule progenitrici dei melanociti ripigmentando i capelli. Attualmente è nella prima fase di sperimentazione clinica e potrebbe essere disponibile nel 2023.
Ancora più originale l’approccio di HairCell che utilizza l’elettrobiostimolazione con un’apposita spazzola già approvata dalla FDA e l’abbinamento con iniezioni di diversi fattori di crescita e agenti biochimici. E’ attualmente nella prima fase di sperimentazione clinica e potrebbe già essere disponibile nel 2021.

Tante altre iniziative

Quelle elencate sopra sono solo alcune delle principali iniziative attualmente in corsa nella lotta contro la calvizie. Ve ne sono molte altre anche da parte di grandi multinazionali come la Allergan che oltre a essere partner di Histogen, sta sviluppando l’analogo delle prostaglandine Bimatoprost e l’utilizzo di Setipiprant per inibire la PGD2. Altre società sono sorte da poco tempo, ma hanno già pronti diversi attivi anche di derivazione naturale, come la canadese Triple Hair.

Cure diverse per diversi obiettivi

In generale si può dire che le future cure contro la calvizie si dividono in due categorie, quelle mirate
a far ritornare terminali (grossi, spessi) i capelli miniaturizzati e quelle che puntano alla moltiplicazione dei follicoli per poter disporre, per così dire,  di un'”area donatrice” illimitata per i trapianti. L’obiettivo del primo tipo di cure è quello di ripristinare una situazione preesistente con cure continuate nel tempo, mentre l’obbiettivo del secondo tipo di cure è quello di poter perfino migliorare la situazione preesistente con interventi effettuati una volta tanto.

Il parere dell’esperto

In una recente intervista su FollicleThought.com, sito che segue da vicino tutte le innovazioni nella lotta contro la calvizie, il dr. Ralf Paus ha espresso la sua opinione su questi due tipi di approcci. L’approccio basato sulla terapia con i diversi tipi di cellule secondo il dr. Paus deve ancora dimostrare di poter essere superiore all’utilizzo dei farmaci approvati contro la calvizie come finasteride e minoxidil. Mentre alle terapie con iniezioni di fattori di crescita e simili che hanno sempre un rischio teorico di innescare dei tumori, sarebbe da preferire la riduzione dell’attività degli inibitori dei fattori chiave per la crescita dei capelli come le proteine WNT.

Quanto all’utilizzo delle cellule staminali, il dr Paus preferisce l’uso di agenti che permettono a queste cellule di aumentare la produzione di cellule progenitrici nei capelli miniaturizzati e di attrarre fibroblasti dalla guaina esterna alla papilla dermica. Sono infatti le dimensioni della papilla dermica a fare la differenza tra un capello terminale e un vellus per quanto riguarda la fase di crescita (anagen), la lunghezza e il diametro.

My Way

Al dr. Paus viene anche chiesto come procede la sua ricerca su WAY-316606 e come si colloca questa nella sua lunga collaborazione con la Giuliani, l’azienda italiana che produce diversi prodotti contro la calvizie e che  è molto attiva nella ricerca in campo tricologico. WAY-316606 è un farmaco contro l’osteoporosi che emula la ciclosporina A nella ricrescita dei capelli con molti meno rischi di effetti collaterali. La Giuliani sta puntando a sviluppare un analogo di questo farmaco classificabile come cosmetico.  In questo modo sono previsti tempi molto più brevi per la commercializzazione rispetto ai 5-7 anni richiesti per l’approvazione contro la calvizie di un farmaco come il WAY-316606.

Informazioni liberamente tratte dal sito FollicleTought.com

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12 Commenti

  1. Prima o poi si troverà la molecola adatta, magari anche una sola, che interrompa da qualche parte "a valle" la cascata di eventi indotta dal dht, ma credo che verrà scoperta x caso, piuttosto che studiata ad hoc x l’aga.
    Io sono più per una soluzione "chimica", piuttosto che di moltiplicazione infinita di capelli in coltura.

    Ma in tutti questi interessanti articoli postati precedentemente, il cortisone o idrocortisone, che ruolo ha nella calvizie?

  2. Cortisolo e idrocortisone non mi sembrano cure future, forse intendevi Breezula?

    Follicum è un’altra idea di Paus, ma da quello che ho capito servirebbe sia per non far crescere i peli superflui che per far crescere i capelli, quindi dovrebbe agire sia come agonista che come antagonista dell’osteopontina, però per i capelli come antagonista.

    Quello che Paus non dice è che esiste già un antagonista dell’osteopontina e’ un antinfiammatorio di uso abbastanza comune, la mesalazina.

    Ciao

    MA – r l i n

  3. Comunque l’ho scritto anche nell’articolo, la tesi del complotto è insostenibile, magari rileggetevi il paragrafo.

    Poi va detto che ho scritto questo articolo per mettere alla pari il sito con le molte cure sperimentali in corso, perché ne abbiamo seguite alcune, ma non tutte e c’è sempre qualcuno che poi ci chiede sul forum se conosciamo questa o quella cura sperimentale.

    A me le cure troppo techno non piacciono e seno contento di aver visto che Ralf Paus la pensa un po’ in questo modo. Negli ultimi tempi abbiamo appunto scritto articoli su come ottimizzare le cure disponibili, ossia su come farle funzionare su più persone possibili.

    Quanto alla cura definitiva c’è un paragrafo apposito nell’articolo che divide tra i due tipi di cure, quelle con la moltiplicazione dei follicoli per l’impianto si avvicinano a questo concetto, ma oltre a questo permetterebbero di migliorare anche una situazione pre-aga magari non ottimale, oppure di rimediare agli effetti di qualche incidente piccolo o grande.

    Ciao

    MA – r l i n

  4. Le cure con moltiplicazione dei follicoli da sono da considerarsi come definitive, o almeno le intenzioni sono quelle. In pratica quando hai una donor infinita inserisci quanto ti serve ogni tanto, ma puoi anche permetterti di avere un frontale più basso di quanto tu non abbia mai avuto, oppure una densità che non è quella con la quale sei nato.

    Ciao

    MA – r l i n

  5. Cortisolo e idrocortisone non mi sembrano cure future, forse intendevi Breezula?

    Follicum è un’altra idea di Paus, ma da quello che ho capito servirebbe sia per non far crescere i peli superflui che per far crescere i capelli, quindi dovrebbe agire sia come agonista che come antagonista dell’osteopontina, però per i capelli come antagonista.

    Quello che Paus non dice è che esiste già un antagonista dell’osteopontina e’ un antinfiammatorio di uso abbastanza comune, la mesalazina.

    Ciao

    MA – r l i n

    Tra gli effetti collaterali della mesalazina c’è anche la perdita dei capelli…andiamo bene!

    Almeno con l’uso interno, con l’uso topico chissà.

  6. Non farti ingannare dai bugiardini. La controindicazione c’è anche per il minox che infatti può dare caduta indotta.

    Per la mesalazina gli studi vanno tutti nella direzione opposta, ossia si ha meno caduta di capelli in malattie come il morbo di Chron o la sindrome dell’intestino infiammato nei pazienti trattati con mesalazina. C’è solo un anticorpo monoclonale che pare far meglio.

    Tieni conto che queste patologie danno caduta dei capelli, quindi è un po’ come lottare contro l’aga.
    Inoltre questi farmaci vengono utilizzati in queste patologie ed è difficile stabilire se la caduta è dovuta alla malattia o al farmaco.

    Ciao

    MA – r l i n

  7. Ci sono dei mini clismi… ovviamente da non utilizzare propriamente.

    Non ho visto proposte su altri forum, ossia pare che nessuno abbia approfondito su Follicum, quindi o è una nostra primizia oppure è come la Corazzata Potemkin per Fantozzi 🤣

    Ciao

    MA – r l i n

  8. La correlazione a livello biochimico è con i fattori infammatori. L’osteopontina limita il FGF7, che è un fattore di crescita dei fibroblasti. La mesalazina viene usata anche per l’artrite reumatoide che condivide con l’aga diversi fattori.

    Ciao

    MA – r l i n

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