Calvizie: le cure naturali del momento

Quasi ogni settimana esce una pubblicazione scientifica che indica una possibile cura contro la calvizie o un miglioramento delle cure esistenti. Di recente sono stati pubblicati due studi, uno italiano e uno cinese che individuano come possibili trattamenti alcune sostanze naturali. Vediamo di cosa si tratta.

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Lo studio italiano sulla calvizie

Lo studio italiano appena pubblicato è della Clinica Dermatologica dell’Università La Sapienza di Roma e a cura del prof. Alfredo Rossi e dei suoi collaboratori. In questo studio, è stato testato, prima in vitro e a varie concentrazioni, un preparato a uso topico contenente arginina, zinco e una sostanza ad azione non enzimatica denominata “AA”. Quindi, si è svolto un test clinico su dei volontari con le concentrazioni più efficaci degli attivi e con un gruppo di controllo che ha utilizzato il placebo.

Calvizie ed effluvio

Il test clinico è durato 23 settimane ed è stato effettuato su 40 persone sofferenti di  alopecia androgenetica, ossia calvizie comune, oppure di telogen effluvio. I controlli sono stati effettuati all’inizio, alla fine del trattamento e dopo sei settimane attraverso il fototricogramma sulla metà dei pazienti selezionati a caso.

rossi

Fig.1: Il prof. Alfredo Rossi della Un. La Sapienza di Roma è anche l’autore dello studio che ha confrontato l’efficacia di finasteride con quella di serenoa.

Riduzione del DHT

I test effettuati in vitro hanno evidenziato che arginina e zinco inibiscono l’enzima 5 alfa reduttasi e ne riducono l’espressione a livello di papilla dermica. Questo significa che queste sostanze riducono il DHT, l’androgeno che più influisce sulla calvizie maschile. Si tratta, infatti, del metabolita del testosterone che viene sintetizzato proprio dai coenzimi denominati 5 alfa reduttasi.

Risultati in vivo

A livello di test clinico sui pazienti il preparato ha mostrato di avere più efficacia del placebo. Il pull test ha dato risultati migliori con l’uso del preparato e anche un aumento dei capelli in fase di crescita (anagen) e una diminuzione dei capelli in fase di riposo (telogen). Lo stesso si può dire per i l’esame con il fototricogramma che ha dato risultati migliori per chi ha utilizzato il preparato.

Come finasteride?

Secondo i ricercatori italiani, la combinazione arginina e zinco può rappresentare “una valida alternativa a finasteride“. Un’affermazione impegnativa perché finasteride è l’unico farmaco orale approvato ufficialmente contro la calvizie maschile. Tuttavia, qui parliamo di una lozione a uso topico e andrebbe, pertanto, chiarito se il paragone con finasteride è riferito all’uso topico della stessa che si è andato sempre più diffondendo.

Arginina

L’arginina è un aminoacido presente nei cibi proteici, ma che viene spesso integrato con funzione di ricostituente, energizzante e per ripristinare il vigore sessuale.

argininaFig. 2: L’integratore di Vitaminity a base di L-Arginine svolge una forte azione energizzante e rinvigorente. È ideale sia per migliorare la performance sportiva sia per favorire il benessere dei capelli. 

Viene ritenuta utile anche contro la calvizie perché porta alla produzione di monossido di azoto, o ossido nitrico (NO) che induce la crescita dei capelli. Invece, l’azione di inibizione dei coenzimi 5 alfa reduttasi sarebbe una nuova scoperta. Si dovrebbe capire se questa azione sia o meno dovuta alla presenza dello zinco. L’arginina topica è comunque una vecchia conoscenza della lotta contro la calvizie. Tuttavia, fino a qui non si era mai fatto riferimento a un’azione di inibizione della 5 alfa reduttasi.

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Fig.3: L’arginina e lo zinco si distinguono tra molti attivi anticalvizie per favorire le funzioni sessuali. L’arginina è un valido aiuto nella disfunzione erettile, mentre lo zinco inibendo il DHT mantiene più elevato il testosterone.

Zinco

Lo zinco è un oligoelemento che da tempo è stato individuato come utile nel contrasto delle patologie dipendenti dagli androgeni. In particolare, per la calvizie agisce come inibitore della 5 alfa reduttasi riducendo il DHT. Tuttavia, pare che il coenzima inibito dallo zinco sia la 5 alfa reduttasi di tipo I. Questa nel follicolo pilifero ha un ruolo più legato alla regolazione del sebo. Il coenzima inibito da finasteride è, invece, la 5 alfa reduttasi di tipo II. Quest’ultimo è il coenzima presente a livello di papilla dermica dei follicoli piliferi.

Quale tipo di 5 alfa reduttasi?

Nell’abstract dello studio italiano non viene specificato quale tipo di coenzima 5 alfa reduttasi inibiscono arginina e zinco. È anche possibile che l’abbinamento di queste due sostanze produca un’inibizione duale come quella del farmaco dutasteride che agisce sia sulla 5 AR di tipo I che su quella di tipo II.

L’attivo misterioso

Nel riassunto dello studio italiano, viene citata inizialmente anche una sostanza definita come “AA”.  In seguito vengono invece citate solo arginina e zinco come attivi nell’azione anticalvizie. La sostanza “AA” viene descritta come “enzimaticamente neutrale“. Questo significa che non ha nessuna azione sulle 5 alfa reduttasi o su altri enzimi coinvolti nel processo dell’alopecia androgenetica. Bisognerebbe capire se questa sostanza innominata sia necessaria per portare arginina e zinco ad agire come finasteride.

Calvizie e lo studio cinese

Invece, lo studio cinese ha constatato le proprietà di un estratto di broccoli (Brassica oleracea var. italica) e di alcuni suoi componenti nel far crescere i capelli. Si tratta dei glucosinolati e del sulforafano, sostanza già nota per questo tipo di attività. Lo studio è però avvenuto in vitro su cheratinociti umani ed ex vivo su follicoli dei topi di laboratorio.

Epigenetica

Da alcuni anni, il sulforafano viene preso in considerazione come attivo che potrebbe risultare efficace per contrastare la calvizie. È infatti una sostanza che agirebbe anche a livello epigenetico, ossia sui meccanismi che regolano il grado di attivazione dei geni senza che vengano modificate le sequenze del DNA. Anche alcuni dei geni coinvolti nella calvizie possono avere diverso grado di attivazione andando incontro a vari fattori esterni. Tra questi fattori si suppone che possano avere un ruolo i vari tipi di stress: fisico, chimico ed emotivo.

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Fig. 4: Il sulforafano è contenuto in grande quantità nei germogli di broccoli.

Inibitore Hdac

In particolare nelle calvizie comune sono coinvolti due geni dell’istone deacetilasi (Hdac). L’acetilazione e la deacetilazione sono alla base dell’attivazione e della disattivazione epigenetica del DNA. Il sulforafano è un inibitoredi Hdac come lo sono alcuni farmaci studiati per trattare la calvizie come l’acido valproico.

Azione sul DHT

Più di recente uno studio ha verificato come il sulforafano favorisce la degradazione del DHT. Nello studio in questione è stato somministrato sulforafano orale sui topi di laboratorio. L’effetto sistemico ha coinvolto però anche il testosterone, il quale è diminuito come il DHT.

Uso topico?

Nell’abstract del nuovo studio cinese sull’estratto di broccoli in funzione anticalvizie non viene indicato se si prevede un uso topico o sistemico di questi attivi. L’uso topico sarebbe auspicabile considerati gli effetti sgraditi di una diminuzione del testosterone. La riduzione del principale androgeno può portare a femminilizzazione e a conseguenze sulle funzioni sessuali.

Altro problema dell’uso orale

Oltre alla possibile riduzione del testosterone, l’uso orale degli estratti di brassicacee ricchi di glucosinolati e isotiocianati può avere una azione anti-tiroidea. Gli effetti sulla tiroide di questi composti possono portare a sviluppare ipotiroidismo che è una condizione piuttosto sfavorevole per i capelli e per chi soffre di calvizie.

Il primo problema dell’uso topico

Anche l’uso topico di estratti ricchi di sulforafano e degli altri composti che caratterizzano le brassicacee ha una grande controindicazione, ossia il rilascio del tipico odore di broccoli. In un preparato con alti dosaggi di questi attivi, si farebbe fatica a coprire questo odore dei composti solforati con essenze e profumi. Si potrebbe puntare su dosaggi non elevati, ma sempre efficaci di queste sostanze attive. In questo caso sarebbe importante utilizzare dei buoni veicolanti e aggiungere altri attivi meno odorosi.

Arginina e zinco, le due sostanze anti-calvizie evidenziate dallo studio italiano, non rilasciano odori particolarmente sgradevoli. Per questo, potrebbero risultare due candidati ideali per un preparato che contenga anche gli attivi dell’estratto di broccoli.

 

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