Due dita possono predire la calvizie?

Il rapporto tra la lunghezza dell'indice e quella dell'anulare secondo uno studio taiwanese, può predire la calvizie e la sua evoluzione. Vediamo di cosa si tratta.

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Calvizie e rapporto indice/anulare

Due dita possono predire la calvizie? Il rapporto tra la lunghezza dell’indice e quella dell’anulare, secondo uno studio taiwanese, può predire la calvizie e la sua evoluzione negli anni.

Lunghezze di genere

Il rapporto tra la lunghezza del 2° dito e del 4° dito (2D:4D) secondo alcuni studi riflette l’esposizione agli androgeni prima della nascita e la suscettibilità di un individuo agli androgeni.  Alcuni studi hanno rilevato che, rispetto alle donne, gli uomini hanno un rapporto 2D:4D più basso. Questo significa che negli uomini l’anulare è più lungo dell’indice.

L’esperimento sui topi

Questa differenza tra i due sessi pare sia legata all’equilibrio tra androgeni ed estrogeni nell’utero. Uno studio ha analizzato la relazione tra l’equilibrio degli ormoni sessuali nell’utero e il rapporto 2D:4D nei topi. Creando un ambiente con testosterone elevato nei topi gravidi, hanno riscontrato che la loro prole aveva un rapporto 2D:4D più basso.

Gli studi sull’uomo

Uno studio ha poi analizzato il rapporto tra testosterone ed estradiolo nel liquido amniotico e il rapporto 2D:4D nei bambini. I risultati hanno confermato l’associazione tra un basso rapporto 2D:4D e alti livelli di testosterone fetale. Allo stesso modo un alto rapporto 2D:4D è correlato da un basso testosterone rispetto all’estradiolo fetale. Inoltre, un rapporto 2D:4D più basso è stato rilevato anche in pazienti di sesso femminile con diagnosi di iperplasia surrenalica congenita. In questa malattia si ha un aumento degli androgeni dovuto alla distruzione della produzione di steroidi. L’insieme dei dati suggerisce che l’esposizione in utero agli ormoni legati agli androgeni svolge un ruolo nel rapporto 2D:4D.

Calcolo indice 2D:4D

Fig.1: il rapporto 2D:4D si calcola sul palmo della mano. La lunghezza delle dita si misura dalla punta alla piega inferiore alla base del dito misurato (immagine di Wikimedia)

La relazione con diverse malattie

Molti studi hanno anche indicato che esiste una correlazione tra il rapporto 2D:4D e il numero di spermatozoi, l’autismo, l’infarto del miocardio e l’acne vulgaris.  Tuttavia la correlazione con i livelli ormonali del sangue periferico rimane controversa. Nel caso dell’acne vulgaris, si ritiene che la correlazione sia dovuta alla tempistica della formazione del follicolo pilifero nel periodo prenatale. Questa sarebbe vicina alla tempistica del picco androgenico prenatale che influenza l’apparato pilosebaceo.

Coinvolta anche la calvizie?

La calvizie comune potrebbe risentire dell’influenza degli androgeni nello stesso modo. Alcuni studi hanno esaminato il legame tra calvizie e rapporto digitale 2D:4D senza arrivare a conclusioni. Pertanto un nuovo studio ha provato a valutare la relazione tra l’età, i profili biochimici correlati agli androgeni e la gravità della calvizie con il rapporto 2D:4D delle dita nei pazienti maschi.

Il campione

Un totale di 240 maschi con calvizie ha partecipato allo studio.  A questi è stato misurato il rapporto 2D:4D della mano destra, i livelli di testosterone, DHEAs e il grado di calvizie. L’età media è risultata di 32,9±8,4 anni (da 18 a 54) e il campione comprendeva 188 pazienti (78,5%) con una storia familiare di calvizie comune. I loro livelli medi di rapporto 2D:4D, testosterone e DHEAs sono risultati rispettivamente 0,95±0,03, 455,96±171,27 (ng/dL) e 2948,06±1110,44 (ng/dL). Tra questi pazienti, 80 pazienti (33,3%) sono stati diagnosticati di grado II della scala Hamilton, 112 pazienti (46,7%) di grado III, 41 pazienti (17,1%) di grado IV, sei pazienti (2,5%) di grado V e un paziente di grado VI.

Fig.2: la scala Hamilton per la calvizie maschile.

Correlazioni

Lo studio ha cercato le correlazioni tra il grado della calvizie e il rapporto 2D:4D, l’età dei soggetti e il livello degli androgeni nel sangue. E’ così stata riscontrata una differenza statisticamente significativa tra un rapporto 2D:4D più basso nei pazienti coi più elevati gradi di calvizie. Come era logico aspettarsi il grado della calvizie è risultato direttamente correlato con l’età. Mentre non è stata riscontrata alcuna correlazione tra i gradi della calvizie e il livello di androgeni nel sangue.

Valori soglia

I valori di soglia individuati con cui il campione è stato diviso in 4 gruppi sono risultati due: l’età di 37,5 anni e un rapporto 2D:4D di 0,947. Il maggior riscontro della calvizie moderata o severa è quello del gruppo con età superiore ai 37,5 anni e rapporto 2D:4D inferiore a 0,947. I soggetti di questo gruppo risulta con una probabilità di più di 6 volte di mostrare una  calvizie moderata o severa rispetto al gruppo di riferimento. Questo presenta valori opposti, ossia età sotto i 37,5 anni e rapporto 2D:4D superiore a 0,947.

Vertex e frontale

Infine i ricercatori hanno studiato l’associazione tra il rapporto 2D:4D e i livelli di androgeni rispetto al tipo di calvizie (vertex o frontale), l’anamnesi familiare e l’età. Non è stata riscontrata alcuna associazione statisticamente significativa con il tipo di calvizie, sebbene il tipo vertex abbia un rapporto 2D:4D inferiore rispetto al tipo frontale. La presenza o l’assenza di calvizie nei familiari e l’età non hanno mostrato correlazioni significative con la variazione del rapporto 2D:4D. Per quanto riguarda gli  androgeni (testosterone e DHEAs), solo la concentrazione di DHEAs diminuisce significativamente con l’età.

Sono state poi  valutate le correlazioni tra gli androgeni e il rapporto 2D:4D. È interessante notare che il rapporto 2D:4D è considerato un marcatore dell’esposizione prenatale agli androgeni, ma non è legato alle concentrazione di androgeni del sangue nell’adulto.

prenatale

Fig.3: il rapporto tra indice e anulare sembra dipendere dall’esposizione del feto ai livelli di androgeni ed estrogeni,

Il recettore degli androgeni

Altri ricercatori hanno studiato la correlazione tra il rapporto 2D:4D e il polimorfismo del gene del recettore degli androgeni (AR).  Si è scoperto che un rapporto 2D:4D più alto corrisponde a un maggior numero di ripetizioni CAG che portano a una ridotta sensibilità al testosterone. Pertanto, l’uso del rapporto 2D:4D per prevedere la gravità della calvizie dovrebbe essere preso in considerazione

Altri studi simili

Altri studi hanno esplorato la correlazione tra il rapporto 2D:4D e l’ipertrofia prostatica benigna (BPI). Questa patologia ha una eziologia analoga a quella della calvizie comune. I ricercatori hanno scoperto che il rapporto 2D:4D in entrambe le mani degli affetti da BPI era significativamente inferiore a quello del gruppo di controllo. Tuttavia la differenza della mano destra era più evidente rispetto alla sinistra. Un’altra ricerca ha rielevato che i pazienti maschi affetti da dermatite seborroica avevano un rapporto 2D:4D nella mano destra significativamente inferiore a quello del gruppo di controllo. Questo rapporto è peraltro significativamente correlato in modo inverso con la gravità della malattia.

Come influisce l’età

Lo studio qui commentato ha mostrato che vi è una correlazione tra il rapporto 2D:4D, l’età e il grado di calvizie. Il dubbio è che la correlazione tra l’età e la calvizie sia scontata e indebolisca quella del rapporto 2D:4D. Nella pubblicazione tuttavia viene chiarito che il rapporto 2D:4D non dipende dall’età. Quindi la correlazione dell’età con il grado di calvizie potrebbe essere ricondotta alla lunghezza del periodo in cui si è sviluppata la calvizie.

Asiatici calvizie

Fig.4: i maschi asiatici che sviluppano calvizie sono più della metà solo in età avanzata.

Limiti dello studio

Gli autori concludono lo studio dicendo che questo va confermato su campioni più ampi. Andrebbe comunque tenuto conto che lo studio è avvenuto a Taiwan, quindi su soggetti di etnia asiatica. Gli asiatici, si fa notare all’inizio della pubblicazione, soffrono di calvizie in età più avanzata rispetto alle persone di origine europea. All’età di 70 anni tra il 46% e il 60% dei maschi asiatici mostrano calvizie, contro l’80% degli europei. Circa il 50% dei maschi europei ultraquarantenni soffre di calvizie. Tuttavia nella pubblicazione viene ricordato che, stando ad alcuni studi dei primi anni 2000, sono gli asiatici ad avere un rapporto 2D:4D più basso.

Può essere utile?

I risultati di questo studio secondo gli autori indicherebbero che l’esposizione agli androgeni in utero dei pazienti è correlata alla gravità della calvizie. Ipotizzano pertanto che il rapporto 2D:4D della mano destra può predire la gravità della calvizie. Secondo gli stessi autori, conoscendo sia il rapporto 2D:4D che l’età dei pazienti, si può predire con più precisione la gravità della calvizie. Questo metodo, sempre secondo gli autori, offrirebbe ai pazienti un approccio clinico accessibile e non invasivo per prevedere degli ulteriori aggravamenti della calvizie.

Valutazione delle probabilità

In pratica, sembrerebbe di capire, il rapporto 2D:4D servirebbe a un giovane per valutare la probabilità di sviluppare calvizie e a una persona matura per sapere se la sua calvizie progredirà ancora. Quest’ultima indicazione potrebbe essere preziosa in caso ci si voglia sottoporre a un trapianto di capelli. Si consiglia infatti di sottoporsi al trapianto di capelli quando la calvizie si è stabilizzata. In caso contrario il primo trapianto risulterà dopo un po’ inefficace a livello estetico e bisognerà ripeterlo. Ma questo oggi è possibile farlo entro i limiti concessi dalla densità dell’area donatrice. Questa a sua volta può ridursi proprio per il progredire della calvizie. Servono quindi strumenti che come il rapporto 2D:4D possano dare indicazioni attendibili sugli sviluppi della calvizie.

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