Cure per la calvizie: vent’anni inutili?

Molti si lamentano che negli ultimi due decenni non siano uscite cure nuove ed efficaci contro la calvizie comune. In particolare, ci si lamenta del fatto che non siano state trovate vere alternative a minoxidil e finasteride, i due farmaci approvati ufficialmente per contrastare la calvizie. Vediamo se queste lamentele sono giustificate.

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cure calvizie

I successi di fine ‘900

Tra le cure contro la calvizie, vi sono due farmaci ufficialmente approvati: il minoxidil a uso esterno e la finasteride a uso interno. Entrambi sono stati scoperti, sperimentati e approvati alla fine del secolo passato. Minoxidil ha iniziato la commercializzazione negli anni ’80, mentre finasteride in versione anticalvizie diventa disponibile su prescrizione dal 1998.

Sono i primi due grandi successi della ricerca per le cure contro la calvizie. Sin dalla notte dei tempi contro la calvizie, sono state usate migliaia di sostanze e rimedi vari di cui non è però mai stata provata scientificamente l’efficacia.

Abbinata vincente

L’utilizzo congiunto di questi due farmaci è pertanto una pratica consolidata solo da una ventina di anni. Il minoxidil topico è un attivante della crescita dei capelli, ossia della fase anagen, mentre finasteride si occupa dell’aspetto ormonale della calvizie con l’inibizione del diidrotestosterone (DHT). Non si tratta, quindi, di due farmaci con attività simile, ma con attività complementare e ad efficacia addizionale.

Aspettative crescenti

Dopo questi due successi ottenuti in soli due decenni, la ricerca si è impegnata a trovare altre soluzioni ad ampio raggio contro la calvizie. Si è puntato sulla ricerca di sostanze e tecniche più efficaci, oppure complementari rispetto a questi due farmaci. Questo impegno ha comportato diversi investimenti nella ricerca e sviluppo di molti prodotti, ma soprattutto ha creato molte aspettative nel pubblico.

Molti hanno atteso che venisse scoperta una cura definitiva, altri che venissero trovate cure più efficaci o che completassero l’azione di minoxidil e finasteride, molti altri hanno semplicemente sperato di poter disporre di cure prive di controindicazioni.

Cura definitiva?

Poiché la calvizie comune dipende dalla genetica, le maggiori speranze per una cura definitiva hanno riguardato le terapie geniche, che però si sono subito rivelate una strada complessa e di lunghissimo periodo. Pertanto, si è preferito puntare sulla clonazione dei follicoli dei capelli per poter disporre di un numero illimitato di unità follicolari per l’esecuzione di trapianti senza prelievo dall’area donatrice. Purtroppo, i follicoli piliferi umani hanno mostrato delle difficoltà aggiuntive che ne rendono la riproduzione poco efficace. Difficoltà che forse sono state superate con tecniche escogitate di recente.

Rigenerazione

Non si sa se la rigenerazione dei follicoli possa rivelarsi una cura definitiva. Tuttavia, il progetto di Follica ha puntato decisamente su questa soluzione e pare che a breve sarà commercializzato il suo primo prodotto realizzato in tempi tutto sommato ridotti per la ricerca, lo sviluppo e l’approvazione di una nuova cura.

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La tecnica PRP ha avuto un continuo sviluppo negli ultimi anni. Essa è considerata una buona terapia di supporto alle cure standard.

Sostanze più efficaci

Almeno una sostanza più efficace di finasteride è stata commercializzata in questo ultimo ventennio, anche se non è stata approvata per la calvizie. Si tratta di dutasteride, un farmaco analogo a finasteride, ma in grado di inibire entrambi gli enzimi principali che convertono il testosterone in DHT. Si è comunque diffuso l’utilizzo “off label di questo farmaco e, più di recente, la sua somministrazione con la mesoterapia è apparsa piuttosto promettente.

Cure per la calvizie: le alternative

In questi vent’anni, si sono trovate diverse alternative ai due principali farmaci anticalvizie. Si pensi agli estratti titolati in acidi grassi di Serenoa repens, che hanno mostrato efficacia nell’inibire il DHT con azione simile a quella dei farmaci, ma con meno controindicazioni. Sono state trovate anche molte sostanze attivanti che emulano il minoxidil pur non sorpassandolo in efficacia. Un solo esempio: la procianidina B2 presente negli estratti di mela.

Complemento e potenziamento

Come complemento e potenziamento dell’azione dei due farmaci anticalvizie in questo ultimo ventennio si può evidenziare l’utilizzo degli antiandrogeni topici in lozione. Si è fatto ricorso a sostanze come il progesterone oppure lo spironolattone, il ciproterone acetato, il canreonato di potassio che agiscono sul recettore degli androgeni. Si è rivelato utile anche l’utilizzo di estrogeni deboli o inattivi come l’estrone o il 17 alfa estradiolo.

Sempre in questi ultimi vent’anni la fototerapia con diodi laser a determinate frequenze ha perfino avuto l’approvazione ufficiale FDA come rimedio contro la calvizie e si è rivelata un buon complemento alle cure ufficiali.

Riduzione degli effetti indesiderati

Per molti le cure ufficiali si sono rivelate efficaci, ma hanno prodotto effetti indesiderati. Particolarmente temuti, anche se non frequenti, sono quelli di finasteride sulla sfera sessuale. Per questo motivo negli ultimi due decenni si è attesa una cura che non comportasse questi possibili inconvenienti. Trattandosi di attività che coinvolgono gli ormoni non era facile trovare una soluzione. Tuttavia, proprio un farmaco a uso esterno di ideazione italiana, il clascoterone (CB-03-01), che è agli ultimi passaggi prima della commercializzazione, potrà rispondere a queste aspettative.

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Gli effetti di Minoxidil sui follicoli piliferi.

Ottimizzare i farmaci esistenti

In questi ultimi anni si sono trovate soluzioni per ottimizzare l’utilizzo di finasteride e minoxidil. Con l’uso topico di finasteride a certi dosaggi si sono ridotti gli effetti indesiderati, mantenendone l’efficacia. Si è poi scoperto che la carenza in loco dell’enzima sulfotransferasi rende poco efficace il minoxidl e si stanno scoprendo modi per ovviare a questa situazione. Lo stesso minoxidil a basse dosi preso per bocca pare poter essere una soluzione in questo senso e viene prescritto “off label” da alcuni specialisti.

Con l’ottimizzazione dell’utilizzo dei farmaci ufficiali contro la calvizie l’efficacia delle cure può aumentare per i singoli pazienti e allo stesso tempo si può estendere a molti più soggetti.

Cure per la calvizie: il bilancio ventennale

Il bicchiere della lotta alla calvizie degli ultimi vent’anni può apparire mezzo vuoto ai pessimisti e mezzo pieno agli ottimisti. Di fatto, è pieno oltre la metà per chi è realista perché, con gli strumenti di cui disponiamo, i capelli possono essere recuperati almeno al 60% (rispetto alla normalità) da circa il 70% di chi si cura. Le probabilità di successo, però, dipendono in primo luogo dalla tempestività delle cure e quindi dalla loro costanza nel tempo, fattori determinanti a cui molti sfuggono.

Per arrivare al 100% di efficacia contro la calvizie manca ancora un tratto di strada. Tuttavia, questi ultimi vent’anni sono serviti per chiarirsi le idee in proposito, scartare le soluzioni inadeguate e accorciare il più possibile il tratto finale di questa lotta che ha imboccato la strada giusta solo da qualche decennio.

 

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