Calvizie e Coronavirus – 1 minuto per sapere la correlazione

Il legame che unisce la calvizie e il coronavirus spiegato in un minuto. Guarda il video e scopri di che cosa si tratta.

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Calvizie e Coronavirus: quando tutto ebbe inizio

Come abbiamo riportato in quest’articolo, la prima correlazione tra calvizie e coronavirus risale agli inizi del mese di marzo, quando l’equipe cinese di specialisti sbarca in Italia portando con sé diversi prodotti medici. In particolare, giunge nei nostri ospedali un farmaco antivirale erboristico chiamato Lianhua-Qingwen. Esso si contraddistingue per i suoi 11 estratti di erbe della medicina tradizionale cinese, tra cui vi sono anche diverse sostanze naturali impiegate nella lotta contro la calvizie. Tra esse, ricordiamo: arctina, forsizia, liquirizia, rutina, esperidina e isoflavoni.

Il ruolo delle difese immunitarie

Al fine di evitare di contrarre il virus, risulta essenziale innalzare le proprie difese immunitarie. Ecco perché si è parlato spesso di come la vitamina D giochi un ruolo chiave nella battaglia contro il coronavirus. Inoltre, essa è attiva anche nella cura dei capelli, in quanto migliora la salute del bulbo pilifero. Allo stesso modo, minerali come lo zinco e il selenio sono importanti sia per il sistema immunitario che nella lotta contro la calvizie.

Coronavirus e farmaci ipertensivi

In quest’altro articolo, invece, si è approfondito il rapporto tra i farmaci ipertensivi (spesso utilizzati nella cura della calvizie) e il coronavirus. In particolare, si è visto come il virus utilizzi come porta d’ingresso per entrare nel corpo umano l’enzima Ace-2. Quest’ultimo viene inibito da alcuni farmaci antipertensivi e questo ha spinto a credere che chi assumesse questi farmaci fosse più esposto al virus. In realtà, questo allarme è rientrato in quanto gli studi sugli animali hanno smentito l’ipotesi. Per cui, nessun pericolo in più per chi fa uso di minoxidil.

Androgeni: un altro legame tra calvizie e coronavirus

Il ruolo degli androgeni è essenziale sia nella calvizie che nella trasmissione del virus. In primo luogo, la calvizie comune è così strettamente legata agli androgeni tanto da essere scientificamente denominata “alopecia androgenetica“. Invece, come spiegato in quest’articolo, il coronavirus dipende dagli androgeni a causa dell’enzima TMPRSS2. Quest’ultimo, infatti, è regolato dagli androgeni e, allo stesso tempo, facilita il contagio da covid-19. Da qui, l’ipotesi che gli uomini siano più colpiti dal virus rispetto alle donne.

Le osservazioni dei ricercatori

In merito alla correlazione tra calvizie e coronavirus, è stata recentemente pubblicata una lettera scientifica da alcuni ricercatori internazionali. Da questa pubblicazione emerge uno studio interessante tra alcuni pazienti ricoverati per coronavirus e la loro calvizie. Nello specifico, il 71% dei pazienti analizzati (41) soffre di calvizie oltre il secondo stadio. Questo dato mostra come l’incidenza della calvizie dei pazienti sia superiore alla media per quelle fasce d’età. Ecco perché, secondo questi ricercatori, l’utilizzo di antiandrogeni potrebbe risultare efficace contro il virus.

 

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