Terapie della calvizie: nuova classifica?

Terapie della calvizie: una nuova classifica. E' stata pubblicata una analisi di diversi studi per classificare le terapie contro la calvizie maschile e femminile in base alla loro efficacia. Vediamo cosa ne è uscito.

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terapie della calvizie: nuova classifica?

Terapie della calvizie: nuova classifica? Una pubblicazione a cura di diversi ricercatori internazionali ha analizzato molti studi per classificare le terapie anticalvizie secondo l’efficacia.

Una meta-analisi

Gli studiosi con una meta-analisi raccolgono i dati di diversi studi per arrivare a conclusioni che considerino campioni statistici molto più numerosi di quelli dei singoli studi. Fanno questo tramite una severa selezione che scarta la maggior parte degli studi. Quindi si concentrano sugli studi con i dati più compatibili tra loro. Questi vengono poi analizzati con raffinate tecniche statistiche con le quali si può pervenire a risultati più significativi di quelli dei singoli studi.

E’ quello che è stato fatto da un gruppo di ricercatori di tutto il mondo in questa pubblicazione, riguardante l’efficacia nell’uso per 6 mesi (24 settimane) delle terapie contro la calvizie comune.

Conflitto di interessi

Va detto subito che la meta-analisi è stata realizzata in gran parte dai ricercatori che hanno sviluppato ALRV5XR. Questo è un prodotto contro la calvizie a base di molti attivi naturali di cui abbiamo parlato qui un anno fa. Si tratta di una terapia sviluppata dall’azienda biotech canadese Arbor Life Labs.  Il preparato brevettato e mirato alla ricrescita dei capelli affetti da calvizie comune o da telogen effluvium viene commercializzato come Replenology®.

Quindi nessuna sorpresa se il preparato in questione risulta eccellere in questa analisi rispetto alle altre terapie. La classifica può infatti risultare interessante a partire dal secondo posto.

Premesse interessanti

Le premesse di questa pubblicazione sono interessanti.

Terminali e vellus
La calvizie comune è caratterizzata dalla graduale perdita di capelli terminali e dalla sostituzione con i cosiddetti miniaturizzati, o vellus. I capelli terminali sono grandi, pigmentati e con un diametro del fusto di 30-150 micrometri (micron). I  vellus hanno un diametro inferiore a 30 micrometri, sono lunghi meno di 3 cm, non pigmentati e poco visibili.

Densità visibile
Un cuoio capelluto normale ha in media 7 capelli terminali (T) per ogni vellus (V). La calvizie comporta una riduzione del numero totale di capelli e un rapporto T/V che è clinicamente identificabile quando si perde il 15-30% dei capelli o quando il rapporto si avvicina a 4 a 1. I capelli terminali costituiscono oltre l’85% della densità totale dei capelli e sono la quasi totalità dei capelli visibili.

fototricogramma

Fig.1: fotricogramma.

La conta
Il numero dei capelli terminali è pertanto la misura più importante che distingue una capigliatura non affetta da calvizie. L’identificazione e il conteggio dei terminali può risultare difficile. I metodi di conteggio manuale utilizzati prima del 1990 erano imprecisi. Le fototricoscopie di capelli non tagliati e non colorati sono utili per la diagnosi e il follow-up dei pazienti, ma non sono precise. La biopsia con punzone di 4 mm è molto efficace per misurare e contare i capelli, ma non è molto utilizzata negli studi clinici. Con le biopsie si può anticipare di qualche settimana l’eventuale ricrescita dei capelli.

Le tecniche moderne
Negli ultimi 30 anni, i miglioramenti nella tecnologia di imaging hanno aumentato l’accuratezza delle misurazioni del diametro dei capelli e l’affidabilità del conteggio dei terminali. I metodi più recenti sono accurati, ripetibili e anche poco costosi. Tra questi, la tecnica del fototricogramma con contrasto (CEPT) eseguita su capelli tagliati a < 1 mm e tinti, genera risultati altamente precisi. Così, la CEPT collegata a un software di analisi specializzato è diventato il metodo riconosciuto come più valido per misurare la ricrescita dei capelli nei test clinici.

Calvizie femminile

Il prodotto dei laboratori Arbor Life ha dato i risultati più eclatanti sulla calvizie femminile. I ricercatori hanno infatti selezionato studi con risultati a 12 e a 24 settimane. In questo modo hanno potuto indicare se gli effetti di un terapia aumentavano o diminuivano nel corso del tempo. Nel caso di questo prodotto hanno appunto accelerato la crescita nel secondo periodo di utilizzo dai 3 ai 6 mesi. Ha infatti portato a una ricrescita media dei capelli terminali per cm2 di 30 unità.

Fig.2: apparecchiatura per sedute con la tecnica LLLT (terapia laser a bassa intensità).

LLTT
La fototerapia laser (LLTT) si è classificata seconda con una crescita meno marcata nel secondo periodo che ha apportato una media di poco meno di 17 terminali/cm2.

Minoxidil
Il minoxidil al 2% ha portato a una ricrescita di poco più 12 capelli terminali/cm2. Il minoxidil al 5% ha fatto registrare una ricrescita di poco inferiore agli 11 capelli terminali/cm2. Entrambe le versioni del farmaco topico hanno comportato “resistenza”, ossia un leggero calo dei risultati già raggiunti nel primo periodo di 12 settimane.

Altro
E’ stato preso in considerazione anche un altro prodotto con attivi naturali (Nutrafol) che ha dato risultati inferiori con poco più di 7 terminali/cm2 in media e con attenuazione della crescita nel secondo periodo.

Calvizie maschile

Anche nel test sulla calvizie maschile si è classificato primo il prodotto di Arbor Life. Tuttavia i risultati sono stati meno eclatanti. La sua azione è stata continua, ossia linearmente progressiva a 12 e a 24 settimane. Alla fine dei test ha ottenuto 21 capelli terminali/cm2.

LLTT
La fototerapia laser (LLTT) negli uomini ha fatto un poco meglio che nelle donne con quasi 19 terminali/cm2. Anche sui maschi ha mostrato un’attenuazione della crescita nel secondo periodo.

Dutasteride
Dutasteride a 0,5 mg
al giorno ha mostrato risultati simili con poco meno di 19 teminali/cm2. Sono risultati raggiunti in gran parte già nel primo periodo di 12 settimane (17,5 terminali/cm2). Per questo si parla di raggiungimento di un “plateau”. ossia di una stabilizzazione dei risultati ottenuti.

avodart farmaco

Fig.3: dutasteride secondo questa pubblicazione risulta la terapia più efficace sulla calvizie maschile.

Altro
Analogamente a quanto visto per la calvizie femminile è stato preso in considerazione un integratore a base di principi naturali (Viviscal). Questo ha dato una ricrescita media di 13 terminali/cm2 con attenuazione dei risultati nel secondo periodo.

Minoxidil 5%
Analoghi risultati sono quelli raggiunti dal minoxidil al 5%. Questo però ha fatto registrare una “resistenza”, ossia una regressione rispetto al primo periodo. A 12 settimane infatti la crescita era di più di 16 terminali/cm2, ridotta a poco più di 13 a 24 settimane.

Finasteride
Finasteride a 1 mg
al giorno ha portato a un aumento di quasi 13 capelli terminali/cm2. Questi terminali sono praticamente quasi tutti cresciuti nei primi 4 mesi per poi manifestare un assestamento come quello registrato con dutasteride.

Minoxidil 2%
Infine anche minoxidil al 2% ha fatto registrare una crescita di poco meno di 11 capelli terminali al cm2 a 24 settimane. Tuttavia nelle prime 12 settimane la ricrescita aveva mostrato di superare questo dato con quasi 12 terminali/cm2.

Qualità dei risultati

I ricercatori hanno anche utilizzato uno strumento di analisi di questi dati che individua la qualità delle conclusioni nella meta-analisi.  Nelle donne risulta elevata l’evidenza dei risultati riguardanti ALRV5XR, la LLLT e il minoxidil 5%. Negli uomini oltre a queste terapie risulta alta l’evidenza dei risultati raggiunti con dutasteride. A sorpresa risulta invece bassa questa evidenza per finasteride.

Continuità dei risultati

E’ interessante anche vedere lo sviluppo dei risultati nel succedersi del tempo. La pubblicazione riporta infatti anche una tabella con le medie delle crescita dei capelli settimana per settimana con le varie terapie. Se escludiamo il prodotto della Arbor Life che vince su tutta la linea, possiamo vedere:

Terapie della calvizie: nuova classifica?

Fig.4: i risultati settimanali in ricrescita di capelli terminali delle diverse terapie su donne e uomini (tratto dalla pubblicazione qui commentata).

Nelle donne:
1) LLLT attenua la ricrescita a partire dalla 17° settimana.
2) Minoxidil 2% porta a una ricrescita molto sostenuta dalla 5° settimana sino all’8° settimana. Questa si va attenuando sino a diventare negativa dalla 17° settimana.
3) Minoxidil 5% offre una ricrescita più moderata sino alla 12° settimana che si riduce sino alla 16° e diventa leggermente negativa con la 17° settimana.

Negli uomini:
1) LLLT si comporta come nelle donne.
2) Dutasteride da una buona ricrescita sino alla 12° settimana, che poi resta stabile.
3) Minoxidil 5% mostra una forte ricrescita nelle prime 8 settimane, che si attenua sino alla 16° settimana per poi diventare negativa dalla 17°.
4) Finasteride da una ricrescita bassa ma costante sino alla 12° settimana per poi stabilizzarsi.
5) Minoxidil 2% da ricrescita per le prime 8 settimane, ma più moderata rispetto a minoxidil 5%. Poi, analogamente, questa ricrescita si riduce sino alla 16° settimana, per poi annullarsi, ma non diventa negativa come per minoxidil 5%.

E la caduta indotta?

Questi dati risultano molto interessanti perché ci indicano come agiscono nei primi 6 mesi le terapie più accreditate per contrastare la calvizie comune. In parte sono delle conferme su quello che già sappiamo. In parte ci pongono dei dubbi. Per esempio non si evince da questi dati l’esistenza della caduta indotta del minoxidil. Questa si dovrebbe manifestare dalla 3-4° all’8° settimana, ma qui non viene evidenziata. Può essere però che la crescita stimolata dal famoso farmaco topico sia superiore al numero di capelli che cadono. La caduta indotta provoca ansia, ma i capelli caduti vengono prontamente sostituiti da capelli in crescita. I capelli che ricrescono si possono vedere inizialmente solo se si dispone di strumenti adeguati.

Fig.5: la caduta indotta preoccupa i pazienti che usano minoxidil, ma probabilmente non riduce più di tanto il conteggio dei capelli terminali.

Finasteride e dutasteride

Spicca poi la differenza di efficacia tra i due farmaci orali più utilizzati contro la calvizie maschile. Dutasteride ne esce assoluta vincitrice nel confronto. Questo dovrebbe far meditare sull’efficacia di aumentare il contrasto alla formazione del DHT per ottenere buoni risultati. Tuttavia quando si parla di questi farmaci usati oralmente non si può eludere la questione degli effetti collaterali. Questi sono tanto più forti quanto più potente è il farmaco adottato e pertanto con dutasteride possono aumentare.

Conferma indiretta

Questa pubblicazione è infine un’indiretta e, forse involontaria, conferma dell’efficacia delle terapia combinate. In pratica conferma che la terapia “standard” che vede associare finasteride orale a minoxidil topico può essere davvero la soluzione migliore. In pratica finasteride non darà ricrescita significativa, ma garantisce uno stop al procedere della calvizie. Su questo stop può poi procedere con una maggiore ricrescita il minoxidil. In questo modo si dovrebbe evitare quella “resistenza” evidenziata nella pubblicazione per minoxidil 5%.

In pratica abbinando i due farmaci si dovrebbe evitare che i risultati acquisiti inizialmente col solo minoxidil vengano persi. Finasteride in questo modo è la terapia che permette al minoxidil di prolungare la sua azione di ricrescita nel tempo.

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