DHT: come bloccarlo tutto?

Abbiamo visto in un recente articolo che le sostanze che riducono il diidrotestosterone (DHT) nello scalpo, inibendo gli enzimi 5 alfa reduttasi, non agiscono sullo stesso ormone quando si forma da altri percorsi. Adesso vediamo se esistono e se sono praticabili delle soluzioni per bloccare l'azione anche di questo "altro DHT".

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Data di revisione
2050

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DHT

DHT capelli: riepilogando

In un recente articolo, abbiamo visto che i anche i più potenti farmaci anti-dht non riducono a zero il DHT (diidrotestosterone) presente nei follicoli dei capelli. Il DHT è l’ormone androgeno più attivo nel processo della calvizie comune. Per ridurre il DHT alto, si utilizzano sostanze che si legano al posto del testosterone agli enzimi 5 alfa reduttasi. Infatti, esso può essere prodotto per altri percorsi che vedono coinvolti altri steroidi e altri enzimi.

DHT ormone: follicoli e prostata

Quello che è un problema di tipo estetico, quando riguarda i capelli, diventa un problema serio quando gli stessi meccanismi si verificano nel tumore alla prostata resistente alla deprivazione degli androgeni. Per contrastare questo fenomeno, si fa ricorso ad antiandrogeni che agiscono sul recettore degli androgeni (AR). Inoltre, si fa uso anche di sostanze che riducono il DHT, ossia gli inibitori delle 5 alfa reduttasi come finasteride o la più potente dutasteride. Queste vengono usate in combinazione con sostanze che inibiscono gli enzimi dei percorsi metabolici degli androgeni.

Gli antiandrogeni recettoriali

Le sostanze antagoniste del recettore degli androgeni si legano al recettore impedendo che si leghino gli androgeni e, quindi, anche il DHT. Queste sostanze sono chiamate antagoniste perché portano ad effetti opposti a quelli a cui portano gli androgeni legandosi al recettore. Abbiamo visto che le sostanze di questo genere più utilizzate contro la calvizie sono lo spironolattone, il ciproterone acetato e il canreonato di potassio.

Progesterone e 17 alfa estradiolo

Nei preparati a uso topico contro la calvizie, oltre alle sostanze sopraddette, si possono trovare il progesterone e il 17 alfa estradiolo, entrambi definiti come antiandrogeni. In realtà, la principale attività di questi steroidi è il legame con le 5 alfa reduttasi. Per cui, sono da considerarsi sostanze che riducono il diidrotestosterone DHT come finasteridedutasteride, ma anche la serenoa e altri attivi naturali.

dhtFig.1: Pygeum africanum ed Evernia prunastri. 

Anti DHT naturale

Invece, una sostanza naturale che agisce sul recettore degli androgeni, e che è stata presa in considerazione anche nelle terapie contro il tumore alla prostata, è l’acido atrarico. Questo è un attivo che si trova in due specie vegetali: il Pygeum africanume l’Evernia prunastriLa prima è una pianta ad alto fusto di cui si utilizza la corteccia, il secondo un lichene da cui si ricava un’essenza dal profumo di muschio (detta anche muschio di quercia).

Acido atrarico e beta-sitosterolo

La corteccia di Pygeum contiene acido atrarico per la presenza di licheni, quindi non è sorprendente che un lichene risulti una fonte primaria di questo acido. Inoltre, uno studio recente ha messo in evidenza che la corteccia grezza di Pygeum è ricca di questo acido, mentre nelle preparazioni commerciali prevale il beta-sitosterolo. La cosa non è ininfluente perché il beta-sitosterolo è un attivo naturale che riduce il diidrotestosterone alto agendo come serenoa. Ciò significa senza i possibili effetti collaterali che potrebbe dare un antiandrogeno recettoriale preso oralmente.

Limiti degli antiandrogeni recettoriali

Gli antiandrogeni recettoriali per competere adeguatamente con gli androgeni devono avere un’elevata affinità di legame col recettore. Questa affinità molto difficilmente è superiore a quella degli androgeni più potenti e, in particolare, all’ormone DHT. Per questo, rappresentano una soluzione parziale al problema, ossia ostacolano il legame degli androgeni col recettore, ma non lo annullano.

Inibitori del CYP17A1

Una strategia escogitata per il tumore alla prostata resistente alla deprivazione degli androgeni, per superare i limiti degli antiandrogeni recettoriali, è quella di impedire che gli androgeni si formino a livello periferico. Per far questo, si punta sugli inibitori del Citocromo P450 17A1, un enzima del tipo 17 idrossilasi che entra in tutti i percorsi metabolici che portano alla formazione degli androgeni, testosterone locale compreso.

androgeniFig. 2: I percorsi metabolici degli androgeni e la loro inibizione da parte dei principali farmaci.

Abiraterone, galeterone e ketoconazolo

Il farmaco più utilizzato per inibire la CYP17A1 è l’abiraterone. Tuttavia, di recente, è stato sviluppato un suo analogo, il galeterone (Tok-001) che è anche un antagonista del recettore degli androgeni. Un farmaco molto più vecchio che ha dimostrato di avere questa attività è il ketoconazolo. Quest’ultimo viene usato prevalentemente come antifungino e negli shampoo contro la forfora e l’infiammazione dello cuoio capelluto. Tuttavia, a dosi elevate, viene impiegato anche contro la sindrome di Cushing e il tumore alla prostata.

I “Tre Grandi” contro la calvizie

In uno studio del 1998 è stato evidenziato che lo shampoo al 2% di ketoconazolo, usato una volta ogni due o quattro giorni e lasciato in posa per 3-5 minuti prima del risciacquo, ha effetti equivalenti al minoxidil 2% sull’alopecia androgenetica. Da allora, negli USA si iniziò a parlare dei “Big Three” (i “Tre Grandi”) contro la calvizie: minoxidil, finasteride e ketoconazolo.

L’uso in lozione

Nei primi anni 2000, il ketoconazolo venne utilizzato anche in lozione, nonché prescritto a volte dai tricologi allo 0,5%. L’uso del solo ketoconazolo in lozione, anche associato a minoxidil, non pare aver dato risultati superiori in ricrescita, anche se molti lo hanno trovato utile contro le infiammazioni.

Ne manca spesso uno…

Tuttavia, nelle cure più diffuse contro la calvizie manca spesso uno dei “Tre Grandi” e il ketoconazolo, quando è incluso, risulta quasi sempre presente solo come shampoo, ossia come un rimedio che ha poco tempo per agire sui follicoli dei capelli. Invece, ricercando nelle vecchie discussioni sul forum Ieson, il principale forum italiano sui problemi di capelli, si trovano testimonianze di successi di ricrescita. Una di queste proprio in abbinamento con finasteride, il principale farmaco di contrasto del DHT.

Fa funzionare meglio gli anti-dht?

In questa discussione, un utente che utilizzava finasteride con scarsa soddisfazione ha ottenuto, a suo dire, una ricrescita importante aggiungendo il ketoconazolo in lozione. Di conseguenza, potrebbe trattarsi di un indizio che indica che il ketoconazolo diventa utile quando le sostanze che riducono il dht diidrotestosterone, tramite l’inibizione delle 5alfa reduttasi, non riducono abbastanza questo ormone per avere effetti visibili sulla ricrescita.

Perché varia l’efficacia?

Se l’ipotesi riguardante il DHT che entra dalle “porte di servizio” è corretta, sostanze come il ketoconazolo sarebbero efficaci solo quando questi percorsi risultano significativi nei soggetti con calvizie comune che si curano con finasteride o altre sostanze che riducono il DHT. Invece, chi ha risultati con finasteride o simili potrebbe non riscontrare una maggiore efficacia usando il ketoconazolo. Questo perché la maggior parte del DHT dei follicoli deriverebbe dall’attività delle 5 alfa reduttasi e non dalle “porte di servizio”. Per questo motivo, il ketoconazolo è stato ritenuto da molti poco efficace come terapia.

Diidrotestosterone capelli: ipotesi da dimostrare

Su come invertire il processo della calvizie comune esistono diverse ipotesi. Alcuni ritengono che si avrebbe completa ricrescita eliminando del tutto il DHT. Altri pensano che, oltre al DHT, bisognerebbe ridurre localmente anche gli altri androgeni e, in particolare, il testosterone. Per altri ancora, servirebbero anche gli estrogeni. Infine, molti ritengono che non basti regolare gli ormoni per invertire il processo, ma serva anche altro.

Non solo DHT

Le prime due ipotesi potrebbero venire confermate o smentite dall’utilizzo di sostanze come il ketoconazolo. Invece, per le altre due, ricordiamo che lo studio da cui siamo partiti, quello sui geni coinvolti nella risposta a dutasteride, prende in considerazione anche altri fattori. Uno di questi è l’enzima aromatasi che trasforma il testosterone in estradiolo, l’estrogeno più potente. Dall’altro lato, l’acido retinoico e i retinoidi sono risultati efficaci per la crescita dei capelli in alcuni test clinici.

 

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26 Commenti

  1. Di base occorre chiaramente abbassare il DHT circolante, poi se quello che rimane si rende "innocuo" per lo scalpo tramite sostanze (ad esempio) come il clascoterone, significherebbe che il CB non sarà la finasteride del futuro, ma affiancherà la finasteride, per un lavoro sinergico.

    Se non ho capito male il clascoterone ha più o meno la stessa funzione dello spironolattone, ma più potente, giusto?

    Immagino che abiraterone o galeterone, al di là dei potenziali effetti, non saranno alla portata del grande pubblico, almeno a breve.

    Domanda: se la teoria giusta (per la ricrescita) fosse quella degli estrogeni, il 17-alfa-estradiolo potrebbe essere utile o ha "solo" l’utilità di colpire la 5 alfa reduttasi?

    Se invece la teoria corretta fosse quella di abbassare anche il testosterone, la vedo dura per i maschietti o per coloro che vogliono rimanere tali!

  2. Per bloccare quasi tutto il dht, almeno a livello dello scalpo con gli anti dht, servirebbero almeno 5 mg di dutasteride die, quindi 10 pastiglie di dutasteride al giorno, posologia ovviamente sconsigliata da chiunque. Con una posologia normale di 0,5 mg di dutasteride die, il dht bloccato a livello dello scalpo è del 70% circa, secondo gli studi, ma secondo me molto ma molto ottimistica come percentuale di riduzione, dato che nella realtà, analisi alla mano, il dht ridotto è sempre minore. Ovvio che, chi è destinato a rimanere "pelato" il 30-40% del dht rimanente sullo scalpo è più che sufficiente a far progredire il processo di miniaturizzazione, magari più lentamente, ma difficilmente a bloccarlo.

    Mi sa che gli ultimi due articoli (questo compreso) in merito non te li sei letti. Stiamo seguendo altri percorsi.

    Kibith3, ho scritto in tempi record il seguito dell’articolo pubblicato lunedì su tuo incitamento, ma mi sa che anche tu l’hai letto velocemente, altrimenti anziché chiedermi di CB, abiraterone e galeterone, parleresti del ketoconazolo, che non ha problemi di prezzo e reperibilità e agisce come questi ultimi due farmaci.

    Per me il 17 alfa è piuttosto blando pur avendo più di un’azione, in realtà non è nemmeno inattivo come si dice, è debole, infatti fa qualcosa di più aumentando i dosaggi, ma per molti può bastare al classico 0,025%.

    Ho precisato che è il "testosterone locale" che va abbassato, quindi per i maschi c’è speranza.

    Ciao

    MA .- r l i n

  3. Sì qualcosa del genere va provato su chi non è proprio entusiasta dei risultati di fina (e minox). Ai tempi il keto lo hanno provato in molti anche in lozione non so però quanti abbiano resistito per mesi e quanti prendessero fina senza grossi risultati. La sensazione è che molti abbiano usato più che altro lo shampoo (che pure qualcosa fa) e molti keto con minox che non sono esattamente sinergici. Peraltro quelli che hanno avuto risultati con fina (con o senza minox) difficilmente possono averne avuto risultati migliori di molto con keto in lozione.

    Ciao

    MA – r l i n

  4. buonasera marlin,
    pensi che il ketoconazolo abbia un razionale se assunto senza finasteride? magari in lozione con zinco solfato e b6 o con cetirizina visto che non è esattamente sinergico con minox?
  5. buonasera marlin,
    pensi che il ketoconazolo abbia un razionale se assunto senza finasteride? magari in lozione con zinco solfato e b6 o con cetirizina visto che non è esattamente sinergico con minox?

    Penso che abbia un razionale se si usano gli anti-dht e questi non funzionano. Certo, se uno usa serenoa, può provare i farmaci, poi se non funzionano nemmeno questi dovrebbe abbinare il keto (anche in caso di uso topico o simile, penso a duta con mesoterapia). Lo zix (zinco+b6) e il superzix (zix con acido azelaico) per me sono meno efficaci di fina topica, mentre la cetirizina dovrebbe indirettamente lavorare sul recettore degli androgeni abbassando la PGD2, ma non so con quanta efficacia (anche se la sto provando allo 0,1%).

    Lo studio che aveva lanciato il ketoconazolo lozione lo utilizzava al 2%, come lo shampoo che però non ha lo stesso effetto, a meno che uno non si risciacqui i capelli, ma un effetto comunque lo ha perché è certo che fortifica i capelli a molti. La mia ipotesi è che chi ha risultati con gli anti-dht di qualsiasi tipo (naturali, farmaci, orali, topici) non abbia grossi benefici dall’uso del ketoconazolo, ma una prova la può fare, magari scopre margini di miglioramento.

    Per intenderci, a un Finnikola il keto non dovrebbe servire più di tanto.

    Ciao

    MA – r l i n

  6. Marlin per il Keto ti riferisci alla forma topica o orale quando parli della disponibilità?
    Perché quella orale non è più disponibile o mi sbaglio??
    @marlin

    Sempre alla forma topica, solo che esiste lo shampoo e la crema al 2% e poi lo si può mettere in lozione galenica. L’orale da diversi problemi e lo si è sempre evitato per la calvizie.

    Ciao

    MA – r l i n

  7. Sì possono essere usati in modo continuo, per questo il keto è uno dei "Big Three" insieme a minox e fina.

    Ciao

    MA – r l i n

  8. Interessante, comunque non andrei ad avventurarmi su cose da prendere oralmente, quando c’è poi la possibilità di usarle topicamente. Quella non è aga, inoltre non si sa se il minox in questione è quello topico o quello sistemico.

    Ciao

    MA – r l i n

  9. Io chiedevo se non aveva funzionato sul bambino il minox topico o sistemico, non la cetirizina che per l’aga resta assolutamente quella topica.

    Ciao

    MA – r l i n

  10. Potrebbe rivelarsi più efficace per os anche la cetirizina, diciamo che comunque è l’assunzione normale di questo farmaco.

    Ciao

    MA – r l i n

  11. Comunque il ketoconazolo ha lo stesso tipo di attività di questi farmaci più innovativi che sono più potenti, ossia ne serve meno per avere l’effetto del keto, ma il keto non ha problemi di quantità e costi essendo appunto una vecchia molecola di uso ormai comune.

    Ciao

    MA – r l i n

  12. Per me ha un senso utilizzare ketoconazolo se non funzionano gli anti-dht o funzionano poco. Capisco che è relativo questo giudizio, anche perché gli anti-dht dovrebbero perlopiù stabilizzare, comunque una prova con il keto la si può fare se si prendono anti-dht, però non può essere una prova di qualche settimana, ma di qualche mese.

    Per il futuro non prevedo nulla, queste conclusioni le ho tirate fuori io da degli studi non collegati tra loro e da alcune testimonianze passate del forum.

    Tuttavia la "linea" che sto seguendo da un annetto è quella della rivalutazione delle cure di cui disponiamo e anche questa riscoperta del keto va in questo senso.
    Ossia anziché aspettare cure sempre nuove e avveniristiche bisognerebbe migliorare quelle che abbiamo proprio perché c’è disparità nell’efficacia tra i diversi soggetti che si curano. Quindi per prima cosa, seguendo un discorso logico, ci sarebbe da rendere le cure efficaci per tutti, prima di trovarne di nuove e pertanto vanno studiate le differenze tra chi ha risultati e chi no per vedere se si può colmare la differenza tra i due gruppi.

    Ciao

    MA – r l i n

  13. E se non si prendono anti-dht? Ha un senso provare lo stesso?

    Dipende certamente da quanta azione ha il percorso secondario rispetto al percorso principale.
    Ma, con un paragone idraulico, se hai due perdite, una con un buco grande (5-alfa-reduttasi) ed una con un buco piccolo (percorso secondario), con il keto puoi chiudere il buco "piccolo", ma senza anti dht classici il buco grande rimane attivo.

  14. Esatto kibith3, non sappiamo come siamo fatti "dentro" (se non facciamo analisi del DNA apposite) quindi solo provando possiamo dedurre cosa funziona o non funziona per noi. In quello studio con il keto su sei persone, due hanno avuto grandi risultati, una ha avuto qualche risultato e altre tre non hanno avuto grandi risultati. Probabile che il percorso alternativo di chi ha avuto grandi risultati fosse appunto importante nella produzione del DHT nei follicoli dei capelli.

    La prova si può sempre fare con il keto topico che non è un prodotto rischioso, bisogna però essere costanti per alcuni mesi, altrimenti non si saprà mai se i percorsi alternativi possono fare qualche differenza nel proprio caso.

    Ciao

    MA – r l i n

  15. Non ricordo, ma mi sembra che venisse aggiunto nella lozione con tutto il resto. Di sicuro la farmacia se c’è una controindicazione te lo dice.

    Ciao

    MA – r l i n

  16. Sì, io ho ripreso col Nizoral (dopo anni) e mi sono preso anche la crema, penso di lavarmi i capelli col Nizoral 2-3 volte la settimana e di applicare la crema nei restanti giorni, me se non sporca (ho appena fatto una prova sul frontale che pare andata bene) anche tutte le sere dopo la Mazzarella.

    Ciao

    MA – r l i n

  17. Sì beh, era per fare il titolo "di richiamo" :) In realtà questo lo può fare solo chi è affetto da tumore alla prostata resistente alla castrazione che è altamente maligno e quindi non può essere invidiato

    Noi lo possiamo forse fare per la produzione periferica, ma resta sempre il DHT circolante il cui apporto non è proprio nullo come sostiene qualcuno.

    Ciao

    MA – r l i n

  18. Si assorbe sicuramente, penso che ai follicoli arrivi, comunque per sicurezza ci aggiungo anche l’ultima lozione della sera, oppure inverto l’ordine prima crema e poi Mazzarella come ho fatto ieri sera.

    Ciao

    MA – r l i n

  19. E’ l’uso normale e pertanto anche quello a cui si riferiscono tutte le indicazioni di possibili effetti collaterali (tanto per farti passare un po’ di dubbi :)).

    Ciao

    MA – r l i n

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