Effetti biologici principali dei retinoidi

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Controllo della proliferazione e della differenziazione delle cellule epiteliali
A livello epidermico quest’attività determina modificazioni dei cheratinociti sia citoplasmatiche (fragilità lisosomiale, deposito di sostanze mucino-simili) sia della parete (riduzione del numero e della dimensione dei desmosomi), con conseguente assottigliamento e perdita di coesione dello strato corneo; si ha inoltre aumento dell’attività germinativa dei cheratinociti dello strato basale (e conseguente ispessimento dell’epidermide) e stimolazione delle cellule del Langerhans (ad attività “difensiva”).

Attività sui tessuti connettivali
A livello dermico si ha stimolazione dei fibroblasti, neoangiogenesi e incremento della desquamazione all’interno dei follicoli; riduzione di volume e di attività delle ghiandole sebacee (soprattutto isotretinoina) e inibizione della motilità dei granulociti neutrofili ed eosinofili (etretinato e isotretinoina).

Applicazioni terapeutiche
Sono in generale quelle della vit. A rispetto alla quale alla maggiore attività si associano dosaggi di utilizzo più bassi che consentono di ridurre al minimo gli effetti tossici (per l’acne grave ad esempio si possono utilizzare 20-30 mg/die di isotretinoina al giorno).
L’utilizzo dei retinoidi appare particolarmente appropriato nei casi di acne grave resistente ad altre terapie (isotretinoina a dosaggi variabili fra 0,3 e 1 mg/kg/die per un periodo medio di 15-20 settimane), nelle forme gravi e soprattutto generalizzate di psoriasi (etretinato a dosi variabili fra 0,3 e 1 mg/kg/die partendo con la dose più alta e scalando via via ogni 3-4 settimane fino a trovare la terapia di mantenimento più opportuna), ittiosi e stati ittiosiformi, cheratodermia palmo-plantare, discheratosi follicolare etc.
In alcuni casi la terapia può indurre remissioni anche prolungate (come l’isotretinoina nell’acne), mentre in altri la malattia si ripresenta quasi subito dopo la sospensione della terapia (ad es. l’etretinato nella psoriasi) pur in assenza degli effetti “rebound” tipici dei corticosteroidi.

Effetti collaterali dei retinoidi
Gli effetti collaterali dei retinoidi sono quelli della vitamina A sopradosata ma hanno durata più lunga. In primo luogo occorre ricordare che i retinoidi sono teratogeni (ma non mutageni). Non sono pertanto da prescrivere in corso di gravidanza ed è indispensabile evitare una gravidanza per almeno 3 mesi dal termine di un trattamento con isotretinoina e per almeno 2 anni dopo etretinato, che è dotato di una emivita superiore a 150 giorni.
Le manifestazioni più comuni e fastidiose, ma non intollerabili, sono comunque quelle cutaneo-mucose e, specie con l’uso di isotretinoina, il nostro paziente facilmente, nel 90% dei casi, lamenterà chéilite (secchezza delle labbra e piccole ragadi agli angoli della bocca), nel 30% dei casi dermatite eritematosa centro-facciale, nel 15% dei casi secchezza ed irritazione oculare con congiuntivite, nel 5-10% dei casi (e a dosi alte di farmaco) un telogen effluvio che potrà impaurire ma che, addirittura, potrebbe dimostrarsi utile per lo stato generale dei capelli, appena risoltosi.
Soprattutto con l’etretinato, nel 35% dei casi, il paziente lamenterà secchezza cutanea con prurito e, nel 50% dei casi, desquamazione palmo-plantare.
Con una incidenza più o meno equivalente sia per l’etretinato che per l’isotretinoina, nel 40% dei casi, si avrà secchezza della mucosa del naso (con possibili fenomeni di epistassi) e della bocca.
Nel 15% dei casi e sia con isotretinoina che con etretinato, potranno manifestarsi alcuni disturbi generali caratterizzati prevalentemente da sete, nausea, vomito, cefalea e dolori addominali.
Più subdoli, ma generalmente accettabili, gli effetti ematoclinici che si presentano circa nel 10% dei casi con aumento delle transaminasi, dei trigliceridi e del colesterolo (attenzione ai diabetici).
Nel maschio è descritta oligospermia con teratospermia (ovviamente reversibile) la cui incidenza appare sottostimata.
La regressione di tutti gli effetti collaterali è sicura ma avviene lentamente con la sospensione della terapia in 1-6 mesi.

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