Peonia: un attivo naturale utile contro la calvizie?

Un recente studio coreano ha sottoposto a un test due attivi naturali: la Paeonia lactiflora e il fungo Poria cocos. Entrambi potrebbero essere utili contro la calvizie androgenetica, ma la Peonia si è mostrata superiore anche del mix tra gli estratti naturali. Vediamo qualche dettaglio.

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peonia

Antinfiammatori

Nella medicina tradizionale cinese e coreana, la Peonia (Paeonia lactiflora) e il fungo Poria cocos  sono utilizzati contro le infiammazioni. Ora, alcuni ricercatori coreani hanno voluto testare l’efficacia degli estratti di queste due specie naturali per un possibile utilizzo contro la calvizie comune o alopecia androgenetica.

Prima i topi

Tutte le sostanze o quasi vengono testate preliminarmente su modelli animali, in particolare sui soliti topi di laboratorio. Alcuni storcono il naso quando sentono di sperimentazioni sui topi perché queste non sarebbero altrettanto probanti per risolvere i problemi di calvizie nell’uomo. In realtà, si tratta di una selezione dovuta, perché non vale la pena provare sostanze sull’uomo se queste non dovessero mostrare alcuna attività specifica nemmeno sul modello animale.

peoniaFig.1: Fiori di Peonia lactiflora, la specie utilizzata nello studio coreano. Come rimedio si utilizzano però gli estratti della radice.

Confronto anche con finasteride

Sono stati creati sei gruppi di cui cinque trattati con applicazioni topiche giornaliere di testosterone propionato allo 0,5%. Questo perché provoca nei roditori una riduzione della ricrescita del pelo dopo la depilazione, quindi è ideale per emulare la calvizie androgenetica dell’uomo.

Oltre ai tre gruppi trattati sistemicamente con gli attivi Peonia, Poria e con il loro mix, sono stati utilizzati ben tre gruppi di controllo. Il primo gruppo di controllo è stato trattato con il solo testosterone, il secondo con testosterone e finasteride topica al 2% e il terzo è stato trattato solo con il veicolante della finasteride topica, ossia alcol al 70%.

Integrazione nella dieta

Gli attivi utilizzati per la sperimentazione sono stati somministrati per 28 giorni con una dieta ricca di grassi di cui gli estratti di Peonia e di Poria rappresentavano lo 0,1%. Anche il mix dei due attivi è stato somministrato allo 0,1% composto dallo 0,05% di Peonia e dallo 0,05% di Poria. Invece, al gruppo di topi di controllo è stata data cellulosa nella stessa percentuale dello 0,1%.

La Peonia in risalto

Il gruppo trattato con l’estratto di Peonia è quello che ha visto l’annullamento degli effetti del testosterone facendo registrare una crescita analoga a quella del gruppo di controllo non trattato. Ha superato anche i risultati ottenuti dalla somministrazione di finasteride topica al 2%. Invece, i risultati del gruppo a cui è stato applicata finasteride sono analoghi a quelli del gruppo trattato con il mix di estratti di Peonia e di Poria.

Le molecole attive

I ricercatori coreani non si sono limitati a individuare l’efficacia degli estratti di queste piante, ma hanno voluto verificare quali molecole in essi contenute siano più attive sui geni coinvolti nella calvizie. È risultato che sei molecole della Peonia e quattro del fungo Poria interagiscono sui percorsi biochimici dell’alopecia androgenetica. Da queste analisi viene confermata la peoniflorina della Peonia come l’attivo più potente oltre che maggiormente presente in quantità nell’estratto di Peonia.

Le analisi di questo studio hanno mostrato che gli attivi della Peonia agirebbero significativamente sull’attività dei recettori del nucleo cellulare, su quella dei fattori di trascrizione attivati dai ligandi e su quelli del DNA, nonché sul recettore nucleare degli ormoni.

fungoFig.2: Il fungo Poria cocos (Wilfiporia extensa Ginns) è un rimedio della medicina tradizionale cinese utilizzato da secoli come diuretico, digestivo e rilassante.

I fattori della calvizie

Diversi fattori legati alla calvizie sono risultati ridotti dall’azione degli estratti naturali testati. Come il Tnf-alfa e l’interleuchina 6 (IL-6), coinvolti nei processi infiammatori, NR3C2 (un recettore dei mineralcorticoidi) e PPAR-gamma, entrambi legati alla segnalazione dei recettori degli ormoni steroidei. È stato anche riscontrato un aumento dell’espressione dell’aromatasi (CYP19A1) rispetto ai gruppi non trattati con gli attivi naturali. L’aromatasi è l’enzima che trasforma il testosterone nel più potente estrogeno, l’estradiolo, e la sua attività è cruciale a livello locale per il contrasto alla calvizie dovuta agli androgeni.

Gli altri importanti fattori coinvolti nella calvizie comune che sono stati regolati dagli attivi naturali di questa sperimentazione sono:

  • la beta-catenina, ossia il fattore terminale del percorso WNT che sta alla base della crescita dei capelli;
  • il DKK1, la cui espressione e attività risultano aumentate dagli androgeni e nella calvizie;
  • il TGF-beta2, un fattore di crescita strettamente coinvolto nella miniaturizzazione dei follicoli dei capelli  tipica della calvizie comune.

Infine, gli attivi naturali hanno mostrato anche attività nella fosforilazione delle proteine AKT e GSK-3beta grazie alla quale si possono contrastare i processi che accorciano la fase di crescita dei capelli.

I migliori risultati

In questo elenco di azioni contro la calvizie degli attivi testati nello studio coreano, l’estratto di Peonia ha apportato spesso (ma non sempre) i risultati migliori. Per esempio, l’aromatasi è risultata maggiormente espressa nel gruppo trattato con l’estratto di Poria, così come la riduzione di DKK1. Mentre la maggiore espressione di beta-catenina è stata riscontrata nel gruppo a cui è stata applicata topicamente finasteride al 2%.

Effetti sistemici

Gli effetti sistemici di questa integrazione sono stati controllati attraverso la rilevazione dei livelli di testosterone, di estradiolo e dei trigliceridi. L’estratto di Peonia pare aver riportato nella norma i livelli di testosterone, che invece risultano ridotti con il Poria e con il mix delle due specie naturali. Al contrario, l’estradiolo è risultato nella norma solo con l’estratto di Peonia, mentre in tutti gli altri gruppi trattati con testosterone è risultato diminuito. I gruppi trattati con gli estratti di Peonia e di Poria hanno mostrato trigliceridi allo stesso livello del gruppo di controllo non trattato, ossia livelli nella norma.

peoniaFig.3: AGA-Con=trattati con Testosterone; AGA-Positive=T +finasteride2%; AGA-PL=T+Peonia; AGA-PC=T+Poria; AGA-MIX=T+Peonia+Poria; Normal-Con=non trattati (da questo studio). 

Testosterone ed estradiolo

Il mantenimento dei livelli sistemici di estradiolo con la Peonia contrasta in parte con la rilevazione del maggiore aumento dell’enzima aromatasi con l’estratto di Poria. Potrebbe essere dovuto a una maggiore inibizione della trasformazione di testosterone in DHT da parte dell’estratto di Peonia. Quest’ultimo renderebbe disponibile più testosterone da trasformare in estradiolo anche con espressione dell’aromatasi leggermente inferiore a quella ottenuta con l’estratto di Poria.

Questa differenza può risultare importante perché il contrasto alla calvizie non la fa l’aromatasi, ma il suo prodotto, ossia il 17 beta-estradiolo, che è l’estrogeno naturale più potente.

Sostanze già disponibili

Le potenzialità contro la calvizie della Peonia non risultano inattese perché degli studi precedenti hanno mostrato come l’estratto delle radici di questa pianta agisca a livello di incremento dell’aromatasi. Peraltro, questo estratto è già presente in alcuni integratori per rafforzare il sistema immunitario e in diversi prodotti cosmetici commerciali come shampoo e balsami. Questi sono prodotti per capelli che, tuttavia, non si prestano a trattare la calvizie perché i loro attivi non permangono a lungo e non sono concentrati.

Anche il fungo Poria è disponibile in diversi integratori indicati per le sue attività diuretiche e purificanti e per combattere lo stress e rilassare la mente. L’attivo principale è l’acido pachimico, che è uno steroide naturale.

Meglio topici?

I ricercatori di questo studio hanno, quindi, evidenziato attività antiandrogene da parte di questi due estratti. Considerando ciò, è lecito chiedersi se non sia consigliabile un utilizzo topico degli stessi in lozioni specifiche che concentrino gli attivi e con veicolanti così da favorirne la penetrazione al solo livello cutaneo.

L’utilizzo degli estrogeni

In tricologia si adotta molta prudenza nell’utilizzare gli estrogeni. Il più potente di loro, il 17 beta estradiolo, anche se usato topico, può dare femminilizzazione nei maschi e in particolare ginecomastia. Sono quindi stati adottati estrogeni più deboli, come l’estrone e, più di recente, l’estriolo per provare a ridurre questo problema.

Più ancora è stato usato il 17 alfa estradiolo. Ha una bassa potenza estrogenica, ma la caratteristica di aumentare l’espressione e l’attività dell’aromatasi locale. Questo enzima, se presente a livello locale, può produrre le giuste quantità di 17 beta estradiolo per promuovere la crescita dei capelli senza dare effetti collaterali a livello sistemico.

grafici_peonia_calvizie

Fig.4: AGA-Con=trattati con Testosterone; AGA-Positive=T +finasteride2%; AGA-PL=T+Peonia; AGA-PC=T+Poria; AGA-MIX=T+Peonia+Poria; Normal-Con=non trattati (da questo studio).

I  fitoestrogeni

Per emulare l’azione degli estrogeni sono stati usati anche i cosiddetti fitoestrogeni, ossia composti estrogenici di origine vegetale. Questi hanno potenza estrogenica molto ridotta. Però, possono essere utilizzati in quantità più elevate nel tentativo di ottenere effetti analoghi a quelli degli estrogeni più deboli.

Composti come la genisteina, la daidzeina, la gliciteina della soia o la formononetina del trifoglio rosso agiscono più come regolatori degli estrogeni che come estrogeni veri e propri. In pratica, quando gli estrogeni scarseggiano possono supplire alla carenza, quando questi abbondano ne contrastano il legame con il loro recettore riducendone l’attività.

Tuttavia, il fitoestrogeno più famoso contro la calvizie è l’equolo, un derivato della daidzeina e della formononetina che agirebbe anche bloccando il DHT. Ad ogni modo, i pochi prodotti commerciali che hanno puntato su questa sostanza in funzione anti-calvizie sembrano non aver soddisfatto le attese.

Alternative naturali

Questo studio coreano potrebbe dimostrarsi molto proficuo qualora avesse individuato sostanze naturali che, anziché competere con gli estrogeni, ne favoriscano la sintesi a livello locale, in maniera simile a quanto fa il 17 alfa estradiolo e altri estrogeni deboli, vale a dire incrementando l’espressione e l’attività dell’aromatasi.

Questo enzima, infatti, si alimenta dell’androgeno principale, il testosterone, da cui deriva il DHT per trasformarlo nell’estrogeno principale e più potente, il 17 beta estradiolo. Una conversione di questo tipo a livello locale può contrastare in modo molto efficace i processi che portano alla calvizie di tipo androgenetico.

I prossimi studi di approfondimento diranno se l’efficacia sull’uomo di queste sostanze è reale e non solo ipotetica. La buona notizia è che queste non sono sostanze che devono passare le lunghe fasi di approvazione ufficiale dei farmaci e sono già ampiamente disponibili sul mercato.

 

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