Cure calvizie: il ritorno dell’ipossia

Uno studio tedesco riporta all'attenzione il fattore indotto dall'ipossia (carenza di ossigeno) per combattere la calvizie. Vediamo di cosa si tratta.

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tutti i diritti riservati riproduzione consentita purchè sia citata la fonte "www.calvizie.net"

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cure calvizie ipossia

All’inizio fu il Neogenic

Alcuni anni fa è stato lanciato un prodotto tra le cure per la calvizie dalla multinazionale francese L’Oreal. Si trattava di Neogenic (Vichy Dercos) ed era a base di stemoxydina. Questa molecola è stata elaborata dai ricercatori francesi dopo anni di studio per stimolare il fattore HIF-1α. Questo fattore viene indotto dalla carenza di ossigeno o ipossia. La carenza di ossigeno a livello cellulare attiva le cellule staminali dei follicoli dei capelli e in questo modo farebbe ricrescere i capelli.

Funziona?

Il lancio internazionale di Neogenic ha permesso al prodotto di venir provato da moltissime persone con problemi di capelli. Dopo il lancio però il prodotto della L’Oreal non è diventato un caposaldo della lotta alla calvizie. Tuttavia, il suo attivo, la stemoxydina, ha trovato alcuni estimatori che lo ritengono utile e che lo utilizzano, di solito in abbinamento con altre terapie.

L’ultimo studio

Ora è uscito uno studio tedesco che ha messo a confronto due sostanze che hanno la stessa attività della stemoxydina con minoxidil e caffeina. Questo per constatare gli effetti di tali sostanze sulla proliferazione delle cellule della papilla dermica dei follicoli. Infatti, la papilla dermica dei follicoli dei capelli è la “centralina” che orchestra la crescita dei capelli. Le dimensioni della papilla dermica sono direttamente proporzionali alle dimensioni e alla salute del capello. Per questo, è importante che la papilla dermica possa crescere.

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Fig. 1: La proteina HIF-1α. 

Metodi innovativi

I ricercatori hanno utilizzato metodi innovativi per controllare gli effetti delle sostanze sulle papille dermiche. Infatti, si sono serviti del “metodo della goccia pendente” (hanging drop method), che di solito viene usato per controllare i microorganismi. In questo caso, è stato usato per controllare le papille dermiche dei capelli.
Ma la cosa più importante è che questo metodo permette alle cellule di papilla dermica di organizzarsi in sferoidi di 3 dimensioni. Proprio di recente si è infatti constatato che solo lo sviluppo su tre dimensioni delle cellule della papilla dermica conferisce l’induttività del capello al follicolo pilifero coltivato in vitro.

Cure calvizie: il test

Le due sostanze selezionate dai ricercatori tedeschi che attivano HIF-1α sono la deferoxamina e il deferiprone. Queste sostanze sono state testate sulle cellule di papilla dermica alla stessa concentrazione di minoxidil e caffeina (10 mM). Con un’altra sostanza si è constatata l’azione di proliferazione delle cellule della papilla dermica e la produzione di nuove cellule. Dopo due giorni, si è accertata la migrazione delle nuove cellule di papilla dermica con la microscopia a fluorescenza.

I risultati

Tutte le quattro sostanze, a partire dalla caffeina, hanno stimolato la proliferazione delle cellule di papilla dermica rispetto alle colture di controllo. La maggiore proliferazione cellulare è stata ottenuta con il deferiprone. Tuttavia, la migrazione periferica delle nuove cellule generate è risultata più alta nei controlli e nelle cellule trattate con deferoxamina.

Le conclusioni dei ricercatori

I ricercatori dichiarano che minoxidil, caffeina e deferiprone hanno dimostrato di possedere una spiccata attività proliferativa sulle cellule della papilla dermica rispetto ai controlli. In particolare, il deferiprone ha raggiunto risultati identici al minoxidil. Questo rende il deferiprone una potenziale alternativa idrosolubile al minoxidil.

Le nostre deduzioni

Lo studio ha mostrato ancora una volta che tra le cure calvizie resta indiscussa la validità del farmaco topico più diffuso: minoxidil. Invece, il deferiprone, che ha raggiunto i risultati di minoxidil nella proliferazione cellulare, viene proposto come possibile alternativa a minoxdil in quanto composto idrosolubile, non in quanto superiore al famoso farmaco di contrasto alla calvizie.

Di che si tratta?

Il deferiprone è un farmaco che viene usato per chelare il ferro, ossia per sequestrarlo. Infatti, viene usato quando ci sono eccessivi accumuli di ferro e nella talassemia maggiore. È considerato un antiossidante, ma nella cura della talassemia entra in gioco solo quando la deferoxamina non da risultati o non può essere usata.

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Fig. 2: Risultati dopo 6 mesi di utilizzo di a) finasteride topica allo 0,25% e minoxidil al 3%, b) solo minoxidil 3% (da un recente studio thailandese).

Cure calvizie: un’ipotesi

Lo studio non ha valutato quali risultati possa dare minoxidil usato insieme a deferiprone. L’ipotesi è che l’azione di entrambi possa essere rafforzata anche alle medesima concentrazione complessiva. Ovviamente questo può valere anche per la caffeina che è un attivo più facilmente reperibile. In particolare, la caffeina è una sostanza che rientra ormai da tempo nelle cure contro la calvizie. Anche se fino a qui non pare di aver dato grandi risultati se usata da sola, potrebbe rivelarsi molto utile se abbinata ad altri attivi a cominciare da minoxidil. Un abbinamento che probabilmente dovrebbe avvenire nello stesso preparato o comunque fatto contestualmente all’applicazione di minoxdil topico.

Coadiuvanti

In quest’ottica anche la stemoxydina può essere rivalutata come un utile coadiuvante. Nella lotta alla calvizie, i coadiuvanti si considerano spesso degli attivi poco utili. Invece, essi possono risultare efficaci in abbinamento con altri attivi. Addirittura possono potenziare l’attivo a cui vanno in appoggio. Usati da soli o con attivi che ne contrastano l’azione hanno invece efficacia ridotta o nulla.

Dovrebbe essere chiaro

Ormai, dovrebbe essere chiaro che difficilmente si può avere una sostanza che da sola possa recuperare i capelli se si ha una calvizie avanzata. Lo stesso minoxidil deve essere abbinato a sostanze anti-DHT, tipicamente a finasteride, per poter dare risultati significativi e più duraturi.

L’unione fa la forza?

Quando si parla di cure calvizie, si potrebbe dire che vale il detto “L’unione fa la forza“. Tuttavia, questa espressione è troppo semplicistica per rendere il concetto che si è andato sviluppando negli ultimi anni. In pratica, ci sono solo alcuni abbinamenti che possono essere validi, mentre altre aggiunte terapeutiche possono essere ininfluenti o, nel peggiore dei casi, controproducenti.

I trattamenti che hanno maggiore probabilità di successo contro la calvizie sono, quindi, quelli che hanno alle spalle alcune evidenze scientifiche nonché risultati clinici e pratici non episodici, ma numerosi ed accertati.

 

APPROFONDIMENTI 

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6 Commenti

  1. È un farmaco che si usa appunto per la talassemia e per patologie in cui il ferro va accumulandosi diventando tossico. Topicamente non credo sia problematico, ma non esistono formulazioni topiche.

    Non ho capito perché ne avrebbe bisogno un tuo amico, è talassemico?

    Ciao

    MA – r l i n

  2. Sì infatti lo studio ha testato minoxidil, caffeina e i due farmaci chelanti e all’inizio dell’articolo non ho potuto non citare la stemoxydina. Mi sembra che non sia stato letto il mio articolo…

    Ciao

    MA – r l i n

  3. Comunque lo studio ha controllato cellule di papilla dermica agglomerate in sferoidi 3D e questi attivi a questa concentrazione le hanno fatte moltiplicare molto più che i controlli. Questo è quello che conta.

    La stemoxydina magari non è stata game changer perché non utilizzata a questa concentrazione più elevata.

    I meccanismi coinvolti nell’aga non sono semplici e univoci, può essere anche una questione di tempificazione, quello che serve in una fase, può essere controindicato in un’altra fase.

    Ciao

    MA – r l i n

  4. Ottimo, scommetto che il mid è stato l’ultimo a diradarsi. Certamente gli estrogeni aumentano il collagene visto che migliorano la pelle più di ogni altra cosa. Comunque gli hif-1a enhancers non sono utilizzati se non per emulare l’ipossia e attivare le staminali dei follicoli, quindi il blocco del collagene è un effetto collaterale. Il minox è infatti temuto per questa azione anticollagene, vedi tutti gli allarmismi sull’invecchiamento del viso con minox sia topico che orale. Però se il meccanismo principale del minox fosse questa attivazione delle staminali crescerebbe la possibilità di un utilizzo sporadico, ma proficuo, di questa sostanza, minimizzando tutti gli effetti collaterali, compreso il contrasto al collagene.

    Ciao

    MA – r l i n

  5. L’azione del minox sulle cellule di papilla dermica dello studio dell’articolo è assimilabile a quella di un utilizzo topico, ma è omologata per tutte le sostanze quindi non indicativa di una soglia specifica del minox. Non è detto che nello studio si sia sfruttata questa azione del minox, come non è detto della caffeina, mentre questo è certo per i due chelanti. Di questi soli sicuramente si è testata l’azione su Hif-1a. Alla fine si cercava una sostanza idrosolubile che agisse con la stessa efficacia del minox.

    Ciao

    MA – r l i n

  6. Mi pare un articolo tradotto da un articolo promozionale del resveratrolo. Se è così non poteva mancare l’accenno al rinforzo del testosterone, soprattutto se l’,articolo è rivolto al pubblico statunitense che ha il mito di questo ormone "imperialista"🙂

    Comunque si tratta di una delle tante sostanze che agiscono con azioni anche contrastanti. Come antiossidante può essere utile per i capelli con l’avanzare degli anni. Comunque uno dei primi studi su "hair" e resveratrolo mostrava che questa sostanza inibisce la proliferazione dei cheratinociti. Quindi utilissima contro la crescita dei peli superflui 🙂

    Non è detto che questa proprietà poi sia nociva per l’aga, perché va individuato il meccanismo di base e poi perché con cheratinociti, non hai detto ancora niente e non hai nemmeno distinto tra peli e capelli e tantomeno capelli con Aga che sono ancora un’altra cosa visto che soffrono il Dht che invece fa crescere i peli.

    Ciao

    MA – r l i n

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