Ginnastica facciale: ipotesi sulle cause della calvizie

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Degenerazione del cuoio capelluto
La comune calvizie e’ la conseguenza di un processo meccanico di degenerazione
dei tessuti cutanei del cuoio capelluto.

DOMANDA: cos’e’ il processo meccanico di degenerazione ?
RISPOSTA: nei soggetti geneticamente predisposti, per effetto della forza di gravita’ (oppure per effetto di altre tensioni che si accumulano nella zona auricolare, cervicale, dorsale) la pelle ai lati e dietro la nuca col tempo si ‘affloscia’, spinge la parte superiore del cuoio capelluto verso il basso, facendolo ‘incollare’ all’osso. Il cuoio capelluto quindi perde l’elasticita’, la mobilita’ tipica delle zone pelose del corpo dell’uomo, e anche di molti animali come i cani, che se li accarezzate vedete che hanno la pelle pelosa elasticissima e mobilissima; la parte superiore del cuoio capelluto, sottoposta a trazione verso il basso, si incolla all’osso, diventa dura e immobile: questo processo puo’ essere descritto a livello biochimico, osservando una degenerazione dei processi chimici coinvolti nella crescita dei capelli. Pensate a cosa avviene se lo scalpo diventa duro, sottile, e perde la sua mobilita’:

– viene a mancare una corretta circolazione sanguigna, indispensabile per il trasporto delle sostanze nutritive al follicolo
– aumenta la pressione sanguigna locale, quindi non c’e’ un buon drenaggio di sostanze chimiche
– le radici fanno fatica a restare in profondita’ e trovano un ambiente non adatto per la crescita

Se la forma della testa e’ tale che lo spessore del cuoio capelluto e’ sottile gia’ di per se’, allora le cose si complicano. Le donne producono piu’ estrogeni degli uomini, quindi lo strato adiposo e’ piu’ grosso, e hanno meno probabilita’ di diventare calve. E poi il loro corpo produce meno androgeni, che secondo la tricologia odierna sono i responsabili della miniaturizzazione dei capelli, della calvizie androgenetica.
Si’, perche’ e’ probabile che la trazione meccanica verso il basso, fa incollare pian piano il cuoio capelluto secondo le fasi della scala Norwood, e le zone via via colpite dalla degenerazione meccanica diventano chimicamente sensibili agli androgeni (in particolare al DHT)
Quindi vediamo che il processo meccanico influisce sui processi chimici, processi chimici per i quali i follicoli diventano sensibili agli androgeni, secondo cio’ che giustamente dice la tricologia odierna.

Diciamo che il problema puo’ essere visto a basso livello (livello dei processi chimici) e ad alto livello (livello dei processi meccanici, visibili) senza che si contraddicano.
Tutta la descrizione formale della calvizie, dataci dai tricologi, puo’ restare validissima sotto l’ipotesi di questa degenerazione meccanica (la quale puo’ essere comunque di predisposizione genetica).
In pratica, prendendo per valida questa ipotesi della degenerazione meccanica, allora la verita’ sulla calvizie potrebbe essere questa: il DNA non codifica direttamente quali sono i follicoli sensibili agli androgeni e quali no, ma il DNA codifica una serie di fattori che porteranno il cuoio capelluto a creare un ambiente di vita ‘diffcile’ per i follicoli.

L’ipotesi della degenerazione meccanica del cuoio capelluto in effetti puo’ essere quella giusta: e’ avvalorata dal fatto che la calvizie generalmente colpisce le tipiche zone superiori (tempie, frontale, nuca), le quali maggiormente risentono di eventuali ‘tensioni’. Se la calvizie fosse di natura puramente genetica e chimica allora dovrebbe colpire in modo omogeneo e casuale tutto il cuoio capelluto.

Invece notiamo che il pattern (la forma, l’estensione) della calvizie e’ regolare nelle sue fasi e si estende in modo costante e prevedibile.
Questo ci fa sospettare che si tratta di una causa per lo piu’ anatomica (di natura per lo piu’ meccanica), che puo’ dipendere anche da altri fattori, come le abitudini quotidiane, lo stile di vita.

In conclusione: la ginnastica facciale favorisce il riassetto dello scalpo, facendolo alzare come in origine, scollandolo, perche’ grazie alla ginnastica facciale i muscoli frontali e occipitali (ora allenati) a lungo andare tirano in su’ lo scalpo che si era afflosciato.
Anche il massaggio con le mani favorisce lo scollamento temporaneo dello scalpo. La ginnastica e’ piu’ potente pero’, perche’ lo scollamento e’ permanente, se essa e’ fatta regolarmente.
Piu’ o meno il fenomeno e’ analogo a quello che avviene al seno delle donne (non tutte le donne pero’), che si affloscia per la gravita’, e per tirarlo in su’ bisogna potenziare i muscoli pettorali, le spalle, i deltoidi, ecc.
Prima ho detto che per effetto della gravita’ la pelle ai lati della testa e dietro la nuca si aoscia e spinge in giu’ la pelle facendola incollare all’osso; in realta’ c’è un’altra possibilita’: potrebbe anche essere il ragionamento ‘duale’, cioe’ la massa muscolare diventa troppo grossa ai lati della testa, in quel caso la calvizie e’ dovuta ad un sovrasviluppo dei muscoli nella zona auricolare (diciamo i muscoli situati nel cerchio immaginario piu’ o meno grande, situato attorno alle orecchie), i quali facendo piu’ forza rispetto agli altri, tirano in giu’ lo scalpo, facendolo ‘incollare’.

In generale un accumulo di tensione nelle zone auricolari, cervicali (e forse anche in altre zone della spina dorsale e in alcune zone facciali) potrebbe indurre tensioni nelle zone del cuoio capelluto colpite da calvizie, secondo il principio di riflessione nervosa su cui si basa l’agopuntura.
In questo caso sarebbe utilissimo un buon massaggio passivo su tutto il cuoio capelluto, in alcuni punti del viso, soprattutto nelle zone auricolari e cervicali, per elasticizzarle, per diminuire la tensione che si accumula in quelle zone per diversi motivi (anche a causa dello stress). Tra l’altro i muscoli auricolari sono sempre molto sviluppati, perche’ vengono allenati durante la masticazione.
E infatti chi soffre di calvizie mantiene nel tempo i capelli ai lati della testa.

Indebolimento del sistema nervoso periferico
Se il sistema nervoso periferico si indebolisce, abbiamo che i segnali nervosi, che gestiscono i vari processi che avvengono nell’organismo, risultano ‘meno marcati’, fanno meno lavoro, non riescono a propagarsi bene in tutte le aree del corpo.
Puo’ darsi che nel caso nostro gli impulsi nervosi che si propagano a partire dalla spina dorsale perdono di potenza e non riescono ad attraversare bene tutto il cuoio capelluto. E allora i processi chimici che avvengono nel cuoio capelluto in quelle aree ‘non coperte’ dai segnali ne risentono, e i capelli cadono.

Le cause della perdita di potenza degli impulsi nervoso potrebbero essere diverse:
– un problema alla spina dorsale (ma in generale non riguarda noi)
– tensioni alla cervicale
– stress (infatti, provate a fare un esercizio fisico mentre siete concentrati!
E poi provate a “farlo” mentre siete sotto stress o avete altri pensieri per la testa! Noterete che le performance sono differenti).
Anche l’incollamento dello scalpo (di cui abbiamo parlato nel paragrafo precedente) rende diffcoltoso l’attraversamento dei segnali nervosi
In generale, diciamo che un indebolimento del sistema nervoso periferico rende difficoltosa la gestione dei processi che avvengono nell’organismo.
Anticipiamo che per potenziare il sistema nervoso periferico sono molto utili gli esercizi di tipo anaerobico.

Indebolimento del sistema nervoso centrale
La sorgente primaria di emissione dei segnali nervosi e’ il cervello. Se i segnali nervosi prodotti dal cervello sono gia’ deboli, allora rimarranno deboli, anche se potenziamo la rete nervosa periferica.
Il subconscio e’ quella parte del cervello che comanda gli aspetti involontari della vita (come la respirazione).
Esso non e? facilmente comandabile, e se si convince di una cosa e’ difficile fargli cambiare idea.
Scusate le parole ‘terra terra’.
Il subconscio gestisce molti processi involontari: la nostra postura, le reazioni agli stimoli esterni (se uno ci tira un pugno, noi tentiamo di difenderci in qualche modo), le emozioni. Il subconscio e’ un magazzino che assorbe di continuo informazioni, le mantiene saldamente, e si comporta sulla base di queste.
Ora facciamo un esempo pratico per far capire questo concetto.
Guidare l’automobile (una volta che si e’ capaci) e’ un processo ‘involontario’, nel senso che se abbiamo dimestichezza nella guida possiamo destreggiarci nel traffico mentre parliamo con un’altra persona, mentre ascoltiamo la musica, mentre facciamo dei semplici calcoli matematici. E’ il subconscio che comanda l’uso coordinato e automatico dell?acceleratore, della frizione, del cambio, ecc. Ohhh! Pero’ c’e’ un limite alle cose che potete fare mentre guidate; Non e’ che il subconscio fa tutto lui!! Non potete fare qualsiasi cosa mentre guidate, altrimenti lo distraete troppo e… 😀
Voi avete istruito piu’ o meno volontariamente il vostro subconscio a guidare l’automobile. Il subconscio si e’ convinto di come si fa a guidare l’automobile. Ora provate ad invertire le posizioni della manopola del cambio, o ad invertire il pedale dell’acceleratore con quello del freno, o quello del freno con la frizione, e provate a fare una bella guida sportiva. Il subconscio (addestrato con le vecchie nozioni) governera’ la vostra guida e rischierete di fare un incidente dopo pochi minuti. Sara’ difficile riconvincere il vostro subconscio, addestrandolo a guidare con la nuova configurazione di pedali.

Perche’ prima ho detto che il subconscio viene istruito piu’ o meno volontariamente (e non in modo completamente volontario) ?
Perche’ purtroppo il subconscio immagazzina un po’ tutto, anche velocemente, come gli stimoli esterni ‘pesanti’: se per esempio, alle prime guide dell’automobile un individuo subisce un incidente abbastanza ‘duro’, allora forse il suo subconscio ne risentira’, e fara’ fatica a guidare successivamente (forse ci vorra’ del tempo per riconvincersi a guidare)

Ora il punto e’: il subconscio regola i processi di vita involontari, come la respirazione, in generale la contrazione dei muscoli involontari, e immagazzina anche molte altre cose reagendo poi di conseguenza. E’ possibile alterare un processo involontario dell’organismo con un fattore esterno che altera notevolmente il subconscio.
Per esempio puo’ capitare di trovare persone che dopo aver subito un incidente grave riscontrano dei disturbi che permangono
per certo periodo di tempo (mal di pancia, mal di testa, o anche calvizie, per essere in tema con la trattazione).

Anche la calvizie puo’ essere causata da un problema di natura inconscia.
Certo, perche’ alcuni muscoli facciali sono involontari, anche la nostra postura e’ involontaria. Un periodo di stress molto lungo, o semplicemente l’abitudine, potrebbe indurre il subconscio a tenere sempre contratti dei muscoli facciali (come le mascelle, oppure i muscoli occipitali), oppure tenere una postura ricurva, e queste cose creano sempre delle tensioni a livello anatomico, che incidono negativamente sul cuoio capelluto.
Per porre rimedio a questi problemi bisognera’ cercare di istruire volontariarmente il subconscio a modificare i suoi atteggiamenti, per esempio sforzandosi di tenere una postura corretta durante il giorno, di tenere il viso rilassato, di pensare positivo.
Una tecnica utile per istruire il subconscio e’ la meditazione.
Vedremo inoltre una tecnica di rilassamento pre-meditazione che si rivela anche utile per il controllo volontario dell’energia vitale: il ‘rilassamento con concentrazione’

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