Diagnosi e terapia della dermatite seborroica e della psoriasi

0
Data di revisione
1092

tutti i diritti riservati riproduzione consentita purchè sia citata la fonte "www.calvizie.net"

[Numero Voti: 0 Media: 0]

tutti i diritti riservati
riproduzione consentita purchè sia citata la fonte "www.calvizie.net"

Trattamento
Prima di intraprendere la terapia sarà opportuno effettuare una diagnosi precisa. In caso di impossibilità clinica il dubbio fra dermatite seborroica e psoriasi potrà essere risolto da un esame istologico (nella psoriasi: ipercheratosi con paracheratosi focale, pustole spongiformi, leucociti polimorfonucleati nell’epidermide, ascessi di Munro-Sabouraud – sterili – all’interno dello strato corneo, papillomatosi, incremento emodinamico con creazione di shunt artero-venosi, ecc.; nella dermatite seborroica: acantosi irregolare con strato corneo sottile orto- e paracheratosico, spongiosi, vescicole spongiotiche, exocitosi dei linfociti). Trattare ad esempio una dermatite seborroica o una psoriasi come “forfora” porterà inevitabilmente ad un fallimento terapeutico con aggravamento dello stato ansioso del paziente.
Riteniamo opportuno sottolineare che la diagnosi e il trattamento della psoriasi e della dermatite seborroica sono di competenza esclusivamente sanitaria e che quindi sono assolutamente da evitare tentativi terapeutici (con sostanze farmacologiche) non consigliate da medici.

Terapia locale:
le sostanze più conosciute e impiegate sono l’acido salicilico, i catrami vegetali e minerali, il solfuro di selenio, lo zinco piritione, i cortisonici, gli imidazolici e in generale gli antifungini, lo zolfo, gli antiandrogeni ed i rame peptidi

  1. acido salicilico: potente cheratolitico (a concentrazione superiore al 3%), viene utilizzato per la rimozione delle squame ma, prima di usarlo, sarà opportuno valutare strutturalmente i capelli per evitare di danneggiarli.
  2. catrami: il catrame costituisce la frazione oleosa del liquido condensabile prodotto per distillazione secca  di sostanze organiche. I catrami vengono classificati in tre gruppi principali:
    1. catrami vegetali (dal legno di pino, abete, larice, ginepro, betulla, faggio, tiglio, ecc.): attività antibatterica, antiprurito, antiinfiammatoria;
    2. catrami di schisti bituminosi (per distillazione frazionata degli schisti bituminosi, che contengono un’elevata percentuale di resti di pesci fossili; l’olio di catrame trattato con acido solforico e ammoniaca dà origine all’Ittiòlo -Merck®-): attività antiseborroica, riducente (rallentamento della velocità riproduttiva delle cellule dell’epidermide), antiinfiammatoria;
    3. catrami di carbon fossile (coaltar): attività riducente e antiseborroica.
  3. solfuro di selenio e zinco piritione: prevalente azione antimicotica e moderatamente riducente.
  4. zolfo: azione fungicida e antiseborroica; modesta azione cheratolitica e riducente. Recentemente le sue capacità terapeutiche sono state molto ridimensionate.
  5. imidazolici (ketoconazolo ed altri composti similari): azione fungicida e moderatamente antibatterica. L’utilizzo topico in adeguato veicolo unisce alla praticità d’uso la praticamente completa assenza di effetti collaterali (fenomeni irritativi di vario genere sono invece frequenti con catrame, zolfo, solfuro di selenio e zinco piritione). Frequentemente si ottengono ottimi risultati utilizzando shampoo a base di Ketoconazolo (Nizoral, Triatop, Asquam etc)
  6. cortisonici: usati in crema, gel o lozione, sono particolarmente attivi sulla componente infiammatoria e sul prurito. I noti effetti di rimbalzo causati dai derivati fluorurati (soprattutto se la sospensione è brusca) ne sconsigliano l’uso quotidiano per periodi prolungati.
  7. rame peptidi (K-Max copper peptides scalp&follicle spray): I rame peptidi hanno eccellenti qualità anti-infiammatorie e riparatrici della pelle e sono particolarmente indicati per contrastare eventuali irritazioni del cuoio capelluto, seborrea, arrossamenti , pruriti e desquamazioni secche o grasse.
  8. antiandrogeni (progesterone, spironolattone, ciproterone acetato, acido azelaico, ecc.): vengono impiegati per ridurre la secrezione sebacea. Anch’essi, come i cortisonici, saranno descritti in maniera più approfondita nella sezione relativa alla terapia della calvizie. La scarsa reperibilità sul mercato per alcuni di essi in lozioni adatte per il cuoio capelluto ne rende, all’atto pratico, difficile l’utilizzo.

Terapia generale
La credenza che la seborrea possa essere legata a disturbi del fegato o ad alterazioni dell’assetto lipidico nel sangue è assolutamente priva di fondamento (dato che i grassi che compongono il sebo vengono infatti sintetizzati ex novo direttamente dalla ghiandola sebacea).
A seconda dei casi potranno essere utilizzati gli imidazolici, i corticosteroidi e gli antiandrogeni (solo nelle donne con documentato iperandrogenismo).

Integratori nutrizionali

Possono risultare utili integratori nutrizionali a base di biotina e prodotti contenenti estratti vegetali con proprietà sebostatiche, antibatteriche e regolanti gli squilibri ormonali (Vitaminity Anti-Sebum)

Rispondi

Inserisci il tuo commento!
Inserisci il tuo nome qui