La Dietoterapia: alimentazione e salute dei capelli

Vi sono dati inequivocabili per ammettere una correlazione certa fra stato di nutrizione e stato dei capelli. Nel paziente che lamenta eccessiva caduta dei capelli dovrà essere ricercato un apporto bilanciato degli aminoacidi, di tutte le vitamine e dei sali minerali.

0
Data di revisione
687

tutti i diritti riservati riproduzione consentita purchè sia citata la fonte "www.calvizie.net"

[Numero Voti: 4 Media: 4.8]

tutti i diritti riservati
riproduzione consentita purchè sia citata la fonte "www.calvizie.net"

Dieta e capelli

Gli aminoacidi sono sicuramente necessari al trofismo del capillizio (cioè la qualità dei capelli: spessore, lucentezza, elasticità, ecc.) e in particolare la cistina, la cisteina, la metionina, gli aminoacidi solforati in genere e quelli della “gelatina di collagene”.
Quando la dieta è carente in aminoacidi solforati i capelli diventano fragili e aumenta il numero di quelli malformati che prendono facilmente l’aspetto del moniletrix con tricorressi.

La somministrazione di aminoacidi solforati, comunemente di cistina, rende meno fragili i capelli malformati e permette un miglioramento dello stato clinico nei casi di pseudo alopecia da rottura dei capelli per fragilità. La somministrazione di cistina è stata proposta anche nel telogen effluvio acuto da intossicazione e da radiazioni.

Il ruolo dello zinco e di altri minerali

Una carenza di zinco è causa frequente, specie nella donna, di telogen effluvio cronico. Senza arrivare al quadro “raro” della dermatite enteropatica, possiamo affermare che quando la zinchemia è inferiore a 0,6 mg/L la caduta di capelli, con l’aspetto clinico del telogen effluvio cronico, è costante!

Una valutazione razionale del paziente che lamenta caduta dei capelli non potrà prescindere dalla osservazione del suo stato di nutrizione

Una carenza di zinco potrà essere causata o da apporto alimentare insufficiente o da un difetto di assorbimento intestinale ed è spesso accompagnata da carenza di ferro e carenza di magnesio. Il riscontro di una iposideremia quando cadono i capelli deve far sospettare una concomitante carenza di zinco, che sarà poi messa in evidenza dal dosaggio del metallo nel siero.

Anamnesi

Il più delle volte l’anamnesi mirata sulle abitudini alimentari già permette di distinguere i casi carenziali dovuti a deficit di introduzione di metallo da quelli dovuti a difetto di assorbimento intestinale.

L’ipozinchemia verrà corretta dalla somministrazione, a dosi adeguatamente alte, di zinco solfato e, nei casi non rari dovuti a deficit di assorbimento intestinale, dovrà poi essere mantenuta costante con dosi più basse, personalizzate e individuate mediante misurazione periodica dei livelli di zinchemia.

Anche un deficit di magnesio, seppur meno importante, pare possa essere causa o concausa di telogen effluvio cronico. La somministrazione contemporanea di acido ascorbico sembra migliorare l’assorbimento intestinale dello zinco e del magnesio, come del ferro.

Conclusioni

Una valutazione razionale del paziente che lamenta caduta dei capelli non potrà prescindere dalla osservazione del suo stato di nutrizione. Dovrà essere raccolta una anamnesi dettagliata sulle abitudini alimentari, sullo stato dell’alvo, su variazioni di peso. Spesso anche l’esame microscopico dei capelli potrà dare dati indicativi.