Ancora su Coronavirus e Calvizie

Qual è il legame che unisce coronavirus e calvizie? Abbiamo visto in precedenza come alcune sostanze naturali contenute nelle specie vegetali possano risultare utili a contrastare i virus, Covid-19 incluso, e come molte di queste sostanze siano anche considerate attive nella lotta anticalvizie. Proseguiamo qui con altri paralleli tra principi attivi antivirali e anticalvizie.

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tutti i diritti riservati riproduzione consentita purchè sia citata la fonte "www.calvizie.net"

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coronavirus e calvizie

Le barriere fisiche

Nell’articolo precedente si è evidenziato come il primo livello di difesa contro i virus sia l’allestimento di barriere fisiche per impedire che il nostro organismo venga a contatto con gli agenti patogeni. La prima difesa consiste appunto nel mantenere adeguate distanze tra le persone, ma anche nel vestire indumenti appositi come le mascherine, i guanti, gli occhiali, le visiere, le cuffie e le tute che frappongono una barriera tra il virus e il nostro corpo.

Le sostanze disinfettanti

Quando il virus o altri agenti infettivi entrano in contatto con l’esterno del nostro organismo, ossia con la cute e i suoi annessi, c’è modo di debellarli utilizzando sostanze disinfettanti come l’alcool, la candeggina, l’acqua ossigenata, nonché il sapone, lavandosi la cute e in particolare le mani che  sono la parte del corpo che ha più contatti col mondo esterno.

coronovirus e calvizie
I disinfettanti, come l’alcool, alterano le proteine e gli enzimi dei microrganismi impedendo il loro funzionamento.

Vie respiratorie

I coronavirus attaccano le vie respiratorie e possono essere portati a contatto con queste proprio con l’abitudine diffusa di toccarsi il volto e in particolare la bocca, il naso e gli occhi, che sono collegati alle vie respiratorie attraverso i canalini lacrimali.

Le sostanze naturali di cui abbiamo parlato la volta scorsa possono agire contro il virus come terza barriera. Infatti, esse lo distruggono nel momento in cui si lega alle nostre cellule o riesce ad entrare, aiutando il sistema immunitario. Queste sostanze antivirali agiscono in pratica come dei disinfettanti che lavorano all’interno delle cellule del nostro corpo.

Oli essenziali

Una funzione di difesa interna contro i virus la possiedono molte componenti degli oli essenziali, qui potremmo ricordare l’aneddoto dell’anice stellato e i suoi derivati che costituiscono la materia prima del farmaco anti-influenza cinese Tamiflu.
Proprio molti oli essenziali sono utilizzati come attivi anticalvizie, non solo quella comune o androgenetica, ma anche l’areata.

Prevenire è meglio che curare

Ci sono molte sostanze che non debellano direttamente virus e batteri, ma fanno in modo di elevare le difese immunitarie. Tra le più comuni troviamo lo zinco e il selenio, soprattutto il primo è ritenuto a ragione un rimedio anticalvizie perché inibisce la produzione di DHT. Lo stesso dicasi per gli estratti della radice di echinacea, rimedio contro l’influenza che secondo alcuni studi potrebbe avere anche un’attività di inibizione degli enzimi che producono il DHT.

Coronavirus e calvizie: astragalo ringiovanente

La radice di astragalo è un rimedio orientale tradizionale per rafforzare il sistema immunitario, ma di recente ha attirato l’attenzione dei ricercatori perché contiene alcune sostanze che porterebbero a ringiovanire le cellule mantenendo la lunghezza dei telomeri. Ovvio che un rimedio simile possa essere utile anche per i capelli che sono tanto migliori e robusti quanto più sono giovani.

La pianta di astragalo e il fiore dell’echinacea, gli estratti delle loro radici sono contenuti nell’integratore Astro Immune Vitaminity.

Timo (ghiandola)

Mantenere giovane il sistema immunitario sarebbe appunto una buona strategia contro il coronavirus perché questo virus colpisce meno i bambini, gli adolescenti e i giovani adulti. Questo fatto fa pensare che la ghiandola timo possa avere un ruolo importante. Si tratta di un organo che produce linfociti T, sviluppato nei bambini e nei giovani, e finisce per scomparire negli anziani che sono proprio i più colpiti dal coronavirus.

Timo e calvizie

Il timo potrebbe avere un ruolo anche nella calvizie? Di certo molte sostanze prodotte dal timo e gli estratti di timo sono alla base di preparati anticalvizie che hanno mostrato una certa efficacia. Inoltre, c’è un fattore biochimico che è prodotto dai linfociti timici, il Lef-1, che pare essere carente proprio nella calvizie androgenetica. Si potrebbe arrivare ad ipotizzare che la calvizie senile, che è quasi la regola negli anziani, possa andare di pari passo con la riduzione del timo e della sua attività.

Cure contro il coronavirus

Il coronavirus diventa pericoloso quando porta a una polmonite interstiziale, invadendo le cellule dei polmoni. Non è tanto il virus a far peggiorare la situazione, ma lo stesso sistema immunitario che inizia a rilasciare un eccesso di citochine infiammatorie che dovrebbero debellare il coronavirus, ma finiscono per distruggere i tessuti vitali. Diciamo che il sistema immunitario viene prima sorpreso dal virus e quindi si scatena colpendo ovunque quando è troppo tardi per un’azione mirata.

Antinfiammatori e calvizie

Per rimediare ai danni del sistema immunitario impazzito che provoca infiammazioni si interviene con degli antinfiammatori, cosa che se venisse fatta prima sarebbe nociva perché abbasserebbe la reazione mirata del sistema immunitario. Ebbene, pare che per recuperare queste situazioni gravi sia utile un farmaco contro l’artrite reumatoide che in particolare inibisce l’interleuchina 6, IL-6.

Interleuchina e calvizie

Da tempo i ricercatori hanno verificato che nella calvizie comune le interleuchine svolgono un ruolo importante e dovrebbero essere controllate. I farmaci contro l’artrite reumatoide che inibiscono la IL-6 sono stati così presi in considerazione anche per la calvizie, ma ci sono anche degli attivi naturali che svolgono un ruolo analogo, come gli estratti di Boswellia serrata (la pianta dell’incenso) di Andrographis paniculata e di Harpagophytum procumbens, ossia l’artiglio del diavolo.

Tre barriere possibili

Escludendo l’utilizzo delle sostanze anti-IL-6 che riguardano i casi gravi, dove si devono usare i farmaci e le tempistiche sono importanti (non vanno usati prima che la situazione si aggravi), abbiamo almeno tre barriere da elevare contro il coronavirus.
La prima è la barriera fisica che si ottiene in primis con le distanze e quindi con gli appositi indumenti e l’uso di disinfettanti esterni. La seconda è l’utilizzo di sostanze naturali che rafforzano il sistema immunitario. Infine, la terza è quella dell’utilizzo di sostanze naturali che agiscono come antivirali.

È doveroso agire su tutti i fronti

Si insiste giustamente molto sulle barriere di tipo fisico, ma queste spesso si riducono al mantenimento delle adeguate distanze. Questo accade per la carenza degli appositi indumenti come mascherine e quant’altro per prevenire il contagio.
Proprio per questo motivo, si dovrebbe insistere sull’assunzione di sostanze che rafforzino il sistema immunitario e che abbiano proprietà antivirali. Essi sono attivi conosciuti che, nei giusti dosaggi, non possono far male, anzi danno solamente vantaggi per la salute generale.

 

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