Alopecia Areata: alcune riflessioni

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I capelli costituiscono un elemento naturale del nostro corpo capace di evocare molteplici e intense dinamiche psicologiche.

La ricchezza dei significati si estende dalla simbolizzazione di caratteristiche legate alle pulsioni istintuali basilari, fino al processo di comunicazione di sé agli altri nelle dinamiche sociali.
La loro funzione fisiologica originaria di difesa naturale della testa si accompagna al senso di rassicurazione psicologica. La vitalità li associa al concetto di potenzialità energetica, da cui le rappresentazioni umane degli Dei. La plasmabilità li rende veicolo dei bisogni di personalizzazione, esibizione, espressione dello stile di vita. Le qualità tattili si accompagnano all’affettività dei rapporti primordiali.

Alla luce di quest’universalità di simbolismi appare in tutta evidenza la drammaticità per la loro perdita in chi ne viene colpito, all’interno della propria dimensione interiore.
I capelli, sin dai tempi antichi, erano legati alla forza fisica; credenze popolari, citate anche dal Frazer per quanto riguarda le tribù primitive dell’Amboyna, attribuiscono al loro taglio una sua diminuzione.
Nel passato si individuavano anche rapporti magici tra capelli e spirito umano.
La modernità ha smarrito nella razionalità molti simbolismi esoterici, conservando ed esaltando però il ruolo estetico della capigliatura.
Emerge attualmente il culto di di un’etica individualista, nata dall’ecologia della comunicazione, che impone l’imperativo di un’estetica necessaria nelle relazioni sociali.
La perdita dei capelli crea una dissonanza tra identità personale e identificazione sociale, che confina in un limbo sociale ascritto chiunque si mostri diverso dal modello della “normalità”.
Il continuo processo di comparazione delle forme sociali assegnate finisce poi con il travolgere l’individuo all’interno di un sottile circolo vizioso di rivalità simmetriche e reciproche.
L’affannosa ricerca di quelle forme, prodotte virtualmente da una comunicazione fortemente contaminata, conduce verso l’insoddisfazione e l’infelicità.
L’unica via d’uscita razionale dall’indifferenziazione dei valori può essere affidata unicamente al rifiuto della dimensione generale, ossessiva e arrogante, di ponderare e comparare sempre dall’alto le identità.

La realizzazione sarà una sfida…

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