Tricopigmentazione: cosa è e come funziona?

0
Data di revisione
2170

tutti i diritti riservati riproduzione consentita purchè sia citata la fonte "www.calvizie.net"

[Numero Voti: 4 Media: 1.5]

tutti i diritti riservati
riproduzione consentita purchè sia citata la fonte "www.calvizie.net"

Cosa è la tricopigmentazione’

La tricopigmentazione è una tecnica abbastanza recente che sta riscuotendo enorme successo su moltissimi pazienti in virtù della sua sicurezza, rapidità e reversibilità.
Non è altro che una micropigmentazione sul cuoio capelluto, denominata appunto tricopigmentazione (pigmentazione per capelli, da cui il prefisso “trico”) ottenuta tramite macchinari e colori (pigmenti) semipermanenti realizzati specificamente.

A differenza delle tecniche utilizzate sino a qualche tempo fa, le tecniche più innovative (in particolare la tecnica brevettata da Milena Lardì, che sta formando all’uso della sua tecnica operatori ed operatrici in tutto il mondo) si basano sull’utilizzo di pigmenti bioassorbibili ed in quanto tali sicuri e non permanenti.

Se è vero quindi da un lato che questa tecnica prevede dei richiami periodici per il mantenimento del risultato estetico, dall’altro lato permette di non lasciare segni permanenti su tutti quei pazienti che dovessero decidere per qualsiasi motivo di non fare più affidamento sulla tricopigmentazione.

Tricopigmentazione: prima-dopo intervento effetto rasato  Tricopigmentazione: prima-dopo intervento effetto punto pelo

foto comparative prima/dopo di un intervento di tricopigmentazione:
sulla sinistra, intervento con tecnica effetto rasato
sulla destra, intervento con tecnica punto-pelo


Per chi è adatta la tricopigmentazione’

La tricopigmentazione è adatta a tutti quei soggetti, uomini o donne, che desiderano un risultato cosmetico ed immediato sulla propria capigliatura.
Per quanto riguarda gli uomini, i candidati ideali per questa tecnica sono coloro che hanno un diradamento/calvizie di entità medio-grande e tengono i capelli normalmente “rasati a zero”.
questa tecnica, tramite i cosiddetti “punti pelo” è in grado di simulare il capello rasato sulle aree glabre del cuoio capelluto;
Il risultato è un effetto di foltezza di capello rasato uguale a quello delle zone non soggette a calvizie; si ha quindi l’impressione che il soggetto sia rasato “per scelta” e non “per necessità”.
Sui soggetti che hanno eseguito il trapianto di capelli, la tricopigmentazione può risultare vincente come tecnica integrativa, tramite il camouflage della cicatrice di prelievo o riempitivo fra gli innesti, diminuendo ulteriormente l’effetto di contrasto tra i capelli e il cuoio capelluto.

Sulle donne, che per ovvie ragioni non tengono i capelli rasati, la tricopigmentazione ha principalmente lo scopo di diminuire l’effetto di contrasto capelli/cuoio capelluto nei soggetti con capelli fini e diradati.

Una alternativa al trapianto di capelli

E’ da considerarsi dunque, anche tecnica alternativa ad altre soluzioni, quali il trapianto di capelli o il reinfoltimento non chirurgico (protesico).

Nel corso degli anni, la chirurgia, precedentemente scettica ad un’ipotesi di complementarietà alla micropigmentazione, si è avvicinata sempre più alla metodica, usufruendo delle capacità di camouflage dell’operatore specializzato.

Numerose collaborazioni sono così nate dal supporto alla chirurgia da parte del micropigmentista, il quale ha potuto osservare un aumento esponenziale della sua visibilità garantendogli la priorità in determinati casi repair o di diradamento molto diffuso.

Rispondi

Inserisci il tuo commento!
Inserisci il tuo nome qui