Nuovi farmaci annullano l’alopecia areata

0
Data di revisione
855

tutti i diritti riservati riproduzione consentita purchè sia citata la fonte "www.calvizie.net"

[Numero Voti: 0 Media: 0]

tutti i diritti riservati
riproduzione consentita purchè sia citata la fonte "www.calvizie.net"

Nat Med. 17 Agosto 2014. doi: 10.1038 / nm.3645.

L’alopecia areata è indotta da linfociti T citotossici e viene annullata con l’inibizione delle JAK.

Luzhou Xing 1*, Zhenpeng Dai 2*, Ali Jabbari 2*, Jane E. Cerise 2-3 , Claire A. Higgins 2, Weijuan Gong 2, Annemieke de Jong 2, Sivan Harel 2, Gina M. DeStefano 2-4, Lisa Rothman 2, Pallavi Singh 2, Lynn Petukhova 2, Julian Mackay-Wiggan 2, Angela M. Christiano 2-5* and Raphael Clynes 1-2-6*
1 Departments of Pathology, 2 Dermatology, 3 Psychiatry, 4 Epidemiology, 5 Genetics & Development and 6 Medicine, Columbia University, New York, NY.
*Questi autori hanno contribuito in modo paritetico allo studio.

Sintesi

L’alopecia areata (AA) è una malattia autoimmune comune derivante dai danni arrecati al follicolo pilifero da parte dei linfociti T.  Sino a quando i percorsi immunitari necessari per l’attivazione dei linfociti T autoreattivi in AA non erano stati ancora definiti lo sviluppo clinico di terapie razionali mirate è rimasto limitato.

Gli studi di associazione “genome-wide” (GWAS) hanno individuato i ligandi per il recettore NKG2D (prodotto del gene KLRK1) come implicati nella patogenesi della malattia. Qui dimostriamo che i linfociti T citotossici CD8 + NKG2D + sono entrambi necessari e sufficienti per l’induzione di AA nelle forme della malattia riscontrabili sui topi.

Il profilo trascrizionale completo della cute dei topi e di quella umana affetta da AA ha rivelato segni dell’espressione genica indicativi dell’infiltrazione di linfociti T citotossici, come la reazione all’interferone-γ (IFN-γ) e la sovraregolazione di diverse citochine a catena γ (γc) note per promuovere l’attivazione e la sopravvivenza di linfociti T effettori CD8+NKG2D+ che producono IFN -γ.

Le fasi di ricrescita dei capelli con il trattamento a base di ruxolitinib

(credit to Columbia University, New York, NY, USA)

Uno dei tre pazienti trattati con ruxolitinib.

Le prime due immagini in verticale si riferiscono allo stato prima della cura, le seconde due immagini sono state prese a 12 settimane dall’inizo della cura (3 mesi circa), mentre le ultime due immagini in verticale dopo 16 mesi di cura (ossia 4 mesi circa). L’aspetto del paziente è radicalmente cambiato e si noti la ricrescita non solo dei capelli, ma anche della barba.

Altri dati e immagini sulla cura sono raccolte in questa documentazione dello studio

A livello terapeutico, il blocco prodotto con gli anticorpi dell’IFN-γ, dell’interleuchina-2 (IL-2) o del recettore β dell’interleukina-15 (IL-15Rβ) ha impedito lo sviluppo della malattia riducendo l’accumulo di linfociti T CD8 + NKG2D e la reazione all’IFN nella cute dei topi affetti dal proprio tipo di AA.

Gli inibitori farmacologici della famiglia delle proteine della tirosina chinasi dette Janus chinasi (JAK), che sono effettori a valle dei recettori dell’IFN-γ e delle citochine γc, hanno eliminato i segni dell’IFN e impedito lo sviluppo di AA, mentre la somministrazione topica ha promosso la ricrescita del pelo e ha fatto regredire la malattia già consolidata.

In particolare, tre pazienti trattati con ruxolitinib orale, un inibitore della JAK1 e della JAK2, hanno raggiunto la pressoché completa ricrescita dei capelli entro 5 mesi di trattamento, suggerendo la potenziale utilità clinica dell’inibizione delle JAK nell’AA umana.

Rispondi

Inserisci il tuo commento!
Inserisci il tuo nome qui