Durata della tricopigmentazione e i fattori che la determinano

Sono molti i fattori che determinano la durata del trattamento di tricopigmentazione semipermanente, come ad esempio lo stile di vita, l'età del paziente e altri fattori. Vediamoli in dettaglio.

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Durata del Trattamento di tricopigmentazione

La tricopigmentazione è semipermanente.
Questo significa che l’effetto estetico tende a scomparire progressivamente entro 2 anni circa dall’intervento.

I pigmenti utilizzati neI trattamento di tricopigmentazione vengono assorbiti biologicamente dal sistema immunitario tramite meccanismo di Fagocitosi in un lasso temporale che va appunto da qualche mese dopo l’intervento ad un massimo di circa due anni.
E’ dunque evidente che l’effetto ottico sarà più marcato nei primi mesi successivi all’intervento e tenderà a sbiadire progressivamente sino alla totale scomparsa dopo 20-24 mesi.
Normalmente, si effettua un “richiamo” (intervento correttivo, di entità inferiore all’intervento totale) a partire dai 6-8 mesi entro e comunque entro i 12 mesi dal primo intervento.
Se da un lato quindi è vero che l’intervento va ripetuto nel tempo, è altrettanto vero dall’altro lato che qualora, per qualsiasi ragione, il paziente decidesse di utilizzare altre tecniche di trattamento, la tricopigmentazione eseguita in precedenza, non crea vincoli particolari e a distanza di due anni non ne rimarrà traccia: è sufficiente aspettare che il sistema immunitario faccia scomparire progressivamente i punti disegnati col pigmento.

Principali fattori che ne determinano la durata

La durata del trattamento è soggettiva e dipende da diversi fattori esogeni ed endogeni del soggetto:

1. Potere di Fagocitosi

Capacità posseduta da diverse cellule dell’organismo di ingerire materiali estranei e di distruggerli.

2. Età del Paziente

I pigmenti vengono inoculati negli strati superficiali del derma: con il naturale ricambio cellulare essi tendono ad essere lentamente espulsi. Un paziente giovane possiede una capacità rigenerativa cellulare sicuramente più elevata rispetto ad un adulto, e quindi il trattamento tende a perdere prima la sua efficacia.

3. Stile di Vita
4. Frequenza di Detersione
5. Prodotti di Detersione

6. Attività Sportiva

Le persone che praticano il nuoto, ad esempio, espongono la loro pelle con abitudine ad agenti sbiancanti e sterilizzanti, quale appunto il cloro contenuto nell’acqua della piscina, accelerando notevolmente il ricambio cellulare naturale.

7. Esposizione ai Raggi Solari

L’esposizione diretta ai raggi solari potrebbe accelerare la scomparsa del trattamento poichè aumenterebbe il naturale processo di fagocitosi dell’organismo.

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