Cosa è l’alopecia areata?

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Ma cos’è l’alopecia areata o Area Celsi?

Innanzitutto spieghiamo che il termine “alopecia” deriva da un termine latino che significa “volpe”¹.
Ciò è ovviamente da attribuire soltanto al fatto che questo è uno dei tanti animali soggetti ad una evidente muta del pelo in corrispondenza dei cambi di stagione.
L’alopecia areata, come dice lo stesso nome, è caratterizzata dalla comparsa più o meno repentina di una o più chiazze prive di peli sul cuoio capelluto e/o sulla barba, ascelle, pube, arti.
La malattia è estremamente diffusa, ad esempio circa la metà dei maschi nel corso della vita è interessato da chiazze di alopecia sulla barba.
Nella metà dei casi la malattia inizia prima della maturità e la sua evoluzione è capricciosa, potendo essere autorisolvente o aggravarsi con chiazze espansive e confluenti su tutto il cuoio capelluto (Alopecia Totale) o su tutto l’ambito cutaneo (Alopecia Universale).
La cute delle chiazze si presenta pallida o lievemente rosata, qualche volta con una lieve desquamazione furfuracea nelle forme più attive, nelle quali è anche frequente il riscontro ai margini delle chiazze di capelli corti, spezzati, rastremati verso il basso e con un bulbetto bianco atrofico (i capelli “a punto esclamativo” -!-).
La guarigione può essere spontanea nel giro di qualche mese, con ricrescita di peluria chiara che viene progressivamente rimpiazzata da peli più spessi, che però possono anche rimanere permanentemente bianchi.
Nelle forme più serie è frequente trovare anche alterazioni delle unghie, che diventano fragili, fessurate, macchiate, deformate, con depressioni puntiformi “a ditale” o ispessite e giallastre.

 

Quali sono le possibili cause dell’alopecia areata?

Gli studi più recenti sui meccanismi che portano alla comparsa della malattia concordano sulla presenza negli ammalati di un patrimonio genetico che predispone alla malattia.
Successivamente un virus o qualche alche altro agente infettivo o sensibilizzante – sono citate piccole epidemie di alopecia areata – penetrando nell’organismo e modificando alcune proteine cellulari simili a quelle fisiologicamente presenti nel follicolo pilifero (cheratina? melanina?) provocherebbe un’attivazione del sistema immunitario dell’ospite anche contro le proprie strutture, configurandosi così il quadro di una malattia “autoimmune”, a somiglianza di altre patologie come il diabete giovanile, l’anemia perniciosa, le tiroiditi croniche, alcune delle quali – probabilmente non a caso – si associano spesso all’alopecia areata.
Il pelo aggredito si superficializza e viene espulso, mentre il follicolo pilifero si rifugia in uno stato di quiescenza che può durare mesi o anni.

¹ Alopex, alopecis. E’ purtuttavia presente in Plinio il sostantivo “alopecia” [N.d.R.].

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