Tricoressi invaginata, Tricoressi nodosa

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Tricorressi invaginata


è un rigonfiamento del capello prodottosi in seguito ad un difetto transitorio della cheratinizzazione del fusto che provoca dapprima il distacco della cuticola del pelo dalla cuticola della guaina e, successivamente, la penetrazione, a questo livello, della parte superiore, rigida, del fusto, in quella sottostante, non ancora cheratinizzata, che si dilata elasticamente per accoglierla (come una antenna estensibile di un apparecchio radio portatile che rientra su se stessa). Può essere la conseguenza di traumi fisico-chimici oppure, più raramente, colpire la maggioranza dei capelli ed essere associata ad altre anomalie (ittiosi, atopìa, ecc.) come nella Sindrome di Netherton (“capelli a canna di bambù”); in quest’ultimo caso sono possibili col tempo miglioramenti spontanei.

Tricorressi nodosa
è comunemente un artefatto causato da traumi, anche modesti, fisici e/o chimici (phon, pettine caldo, spazzole, acconciature, permanenti, tinture, shampoo ripetuti, ecc.), che provocano, in alcuni tratti del fusto, prima una perdita della cuticola (diagnosi differenziale con lo pseudomoniletrix, a cui peraltro è imparentata strettamente) e, successivamente, una dissociazione e una separazione delle cellule della corteccia con formazione di rigonfiamenti tondeggianti, fragili e facilmente soggetti a frattura (che avviene con aspetto tipicamente “sfrangiato”, a pennello). Si distinguono tre fasi: la prima è rappresentata da aree bianche visibili solo al microscopio a luce polarizzata, la seconda da nodi o rigonfiamenti dovuti a lassità della struttura corticale corrispondenti alle aree bianche, la terza dalla rottura a spazzola del fusto. Pare che ne esista anche una rara forma congenita, ereditaria, recessiva e non traumatica, più frequente nei bambini perché migliora spontaneamente con l’età, e anche con la supplementazione dietetica di aminoacidi solforati.

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