Trapianto tra persone diverse?

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Un interessante articolo pubblicato recentemente su “Nature” porta all’attenzione un curioso studio effettuato da una equipe medica per stabilire l’efficacia di trapianto di bulbi piliferi (e quindi capelli) da un soggetto ad un altro.
Autore: ELEANOR LAWRENCE

Il trapianto di interi follicoli piliferi da un punto dello scalpo ad un altro è un’operazione ben nota e consolidata nell’ambito della calvizie.
Oggi, Colin Jahoda dalla Durham University, e i suoi colleghi, detengono la paternità di un’innovazione nel campo del trapianto: hanno trapiantato con successo cellule follicolari da una persona ad un’altra.

Come spiegano in Nature, i ricercatori hanno usato cellule non direttamente responsabili della produzione del capello. Una volta trapiantate, tuttavia, queste cellule istruiscono, o più precisamente ?inducono?, le cellule della pelle del ricevente a generare follicoli completamente funzionanti.

Parallelamente agli enormi progressi nel trapianto di organi e tessuti nel corso degli ultimi decenni, è stato, stranamente, finora impossibile trapiantare follicoli piliferi umani da una persona ad un’altra, anche tra individui immuno-compatibili.
Di fatto, la compatibilità immunologica sembra entrare ben poco nella questione, in quanto si ritiene che il follicolo pilifero sia uno di quegli organi ?immunologicamente privilegiati? che non provoca reazione immunitaria se trapiantato.

La chiave sembra risiedere nel modo in cui il follicolo si sviluppa.
Jahoda e colleghi sono riusciti nell’impresa prelevando cellule dalla cosiddetta ‘guaina dermica’ alla base del follicolo. Un follicolo pilifero è un complicato mini-organo che deriva parzialmente dalle ?cellule dermiche? della pelle e parzialmente dalle ‘cellule epidermiche’ superficiali, che producono il capello vero e proprio.

Nella pelle di un adulto, la crescita dei capelli dipende da un ciclo di rigenerazione dei follicoli.
Durante lo sviluppo di un follicolo, il tessuto dermico della pelle prolifera per formare una minuscola cunetta coperta di epidermide.
Questa si ripiega per formare il follicolo, a forma di tazza.
Seguendo le istruzioni del tessuto dermico, le cellule epidermiche del follicolo producono cellule specializzate alla produzione di capelli che si inturgidiscono della proteina cheratina per formare il capello vero e proprio.
Il capello cresce dalla base, producendo nuovamente nuove cellule che si riempiono di cheratina e quindi muoiono.

Come nella migliore tradizione della sperimentazione scientifica, i membri del team di Durham si sono prestati essi stessi come cavie.
Jahoda ha donato cellule dalla guaina dermica dei follicoli del suo scalpo, e queste sono state trapiantate nell’interno dell’avambraccio di un altro membro del team, ovvero sua moglie.
Da tre a cinque settimane dopo l’innesto, sono comparsi nuovi follicoli piliferi e fibre di peluria nel di lei braccio nel punto del trapianto.
E a differenza della peluria scialba e sottile di quella parte del suo braccio, la peluria prodotta da questi nuovi follicoli era più spessa e scura.

I test del DNA sulle cellule della papilla dermica che stavano generando i nuovi follicoli confermavano che esse contenevano sia il cromosoma X che quello Y e quindi non potevano che venire da Jahoda, mentre le cellule epidermiche degli stessi follicoli erano femminili e provenivano dalla pelle della moglie.

Come gli autori dello studio commentano, questa formazione di mini-organi mostra che cellule donatrici di tipo opportuno possono stimolare lo sviluppo dei tessuti del ricevente.
Simili proprietà possono rivelarsi utili nella bioingegneria per quanto riguarda la sostituzione di tessuti e di organi, così come l’ancor più evidente applicazione per la calvizie.

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