Scoperte cellule in grado di rigenerare la pelle

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L’incredibile scoperta è di uno staff di ricercatori parigini; questa scoperta, se confermata, potrebbe risolvere molte patologie della pelle ed anche avere importantissime applicazioni sull’uomo in caso di calvizie.

Giovedì 25 gennaio 2001 – Parigi ore 23.16 (ora di Parigi); Agence France Presse

Da un gruppo di ricercatori francesi sono state identificate per la prima volta in un mammifero adulto cellule staminali in grado di ricostituire la pelle così come peli e capelli.
Quest’opera, titolo di copertina del quindicinale americano “Cell” uscito giovedì, fornisce “la prima prova diretta” dell’esistenza di tali cellule e delle loro capacità di riprodurre la pelle, come ha indicato alla AFP Yann Barrandon (docente superiore della scuola di formazione dell’INSERM di Parigi [l’INSERM è l’Institut National de la Santé et de la Recherche Médicale – istituto nazionale di salute e ricerca medica, N.d.T.), coordinatore del gruppo di ricerca.
Questi risultati, ottenuti sui roditori, aprono ampie prospettive nella dermatologia, come ausilio alla cicatrizzazione o come miglioramento degli esiti ottenuti dai Clerc’s Offices nel trattamento della pelle in soggetti gravemente ustionati, nella ricerca sul cancro, e rappresenta una nuova speranza per le persone calve, afferma l’articolo.
“Per la prima volta abbiamo ottenuto, partendo da un piccolo gruppo di 500 cellule staminali, un campione di pelle con peli e ghiandole sebacee che producono la sostanza grassa (sebo) che lubrifica la pelle”, specifica.
Queste cellule staminali, poste in prossimità della radice del pelo, sono in grado di dare origine a tutte le linee di cellule necessarie alla ricostruzione dello strato superficiale della pelle (pelle propriamente detta), le ghiandole sebacee, e i follicoli piliferi che producono peli e capelli.
Queste cellule, di valore incalcolabile, sono principalmente situate nei follicoli piliferi, struttura della pelle caratteristica dei mammiferi.
Questi follicoli rappresentano delle vere e proprie “taniche” di cellule della pelle.
Nell’uomo come nel ratto, ciascuno di questi follicoli conterrebbe qualcosa come 1.500 riserve cellulari (cell stocks), nota Yann Barrandon. Le cell stocks possono migrare seguendo varie strade, verso il fondo (cioè verso la radice del pelo) o la cima del follicolo.
A seconda del percorso seguito, si specializzano nella produzione di peli, ghiandole, o cellule (cheratinociti) della pelle. I ricercatori si augurano di riuscire a trovare molecole che possano guidare tali cellule in una delle tre possibili vie (pelo, ghiandola o pelle).
Tra le prospettive di applicazione, il trattamento delle calvizie maschili, supportando la crescita del capello, o, al contrario, la risoluzione degli eccessi di produzione pilifera mediante distruzione selettiva di cell stocks.
“Metà dell’umanità vuole avere più capelli in testa e l’altra vuole meno peli nelle gambe”, sintetizza Ariane Rochat, co-autrice di questa ricerca durata cinque anni.
L’uomo ha approssimativamente cinque follicoli piliferi per millimetro quadro di pelle, contro i 50 del topo. Altra scommessa: “migliorare l’aspetto estetico della pelle impiantata a coloro che hanno subito gravi ustioni, troppo liscia e spoglia di peli e ghiandole sebacee”, spiega Ariane Rochat. Questa ricerca “potrebbe anche contribuire alla comprensione dei cancri cutanei in espansione, come cancri “baso-cellulari” di cui si contano ogni anno 700.000 casi negli Stati Uniti”, annuncia Yann Barrandon.
Il team parigino aveva già isolato le “cell stocks” della pelle umana, scoperta pubblicata in Cell nel 1994, ma senza averne mostrato le potenzialità nel rigenerare la pelle.
Prossimo passo, allora, “fare lo stesso sull’uomo”, commenta il ricercatore.

(Ringraziamo vivamente il ns. lettore Andrea B. per l’aiuto nella tempestiva e precisa traduzione della notizia)

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