Novità da Tokyo

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Quali sono le novità?
E’ diventato più chiaro il meccanismo attraverso cui gli ormoni androgeni (testosterone e soprattutto diidrotestosterone) inducono l’assottigliamento dei capelli che caratterizza l’alopecia androgenetica.
Gli androgeni agiscono inducendo le cellule della papilla dermica a produrre TGF (trasforming growth factor) ß1.

Bloccare la produzione e l’attività di questo fattore di crescita potrebbe essere una nuova strategia terapeutica della calvizie Alcuni studiosi giapponesi stanno sperimentando (ancora solo in laboratorio, su colture di follicoli) una molecola “top secret” che inibisce la produzione dei TGF ß.
Si tratta di un estratto delle foglie dell’Hydrangea macrophylla, un tipo di ortensia.
Speriamo sia disponibile presto!

Anche se il Minoxidil è in commercio ormai da più di 10 anni il suo meccanismo d’azione rimane ancora un mistero. Alcuni ricercatori inglesi hanno definitivamente dimostrato che l’effetto del Minoxidil non è legato alla vasodilatazione: il farmaco è efficace anche su follicoli “cresciuti” in assenza di vasi.
L’ipotesi più probabile è che il farmaco stimoli la crescita del pelo grazie alla sua azione di apertura dei canali cellulari del potassio.
L’effetto stimolatorio del Minoxidil è infatti annullato dall’aggiunta di tolbutamide (un farmaco che chiude i canali cellulari del potassio) al terreno di coltura.

Ma lo stress fa davvero cadere i capelli?
Studi sul topo indicano che lo stress prolunga la fase di riposo dei follicoli che, dopo un fatto stressante acuto, tardano a riprendere la loro normale crescita.
Quindi lo stress non solo fa cadere i capelli ma ritarda anche la ricrescita.

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