Intervista al Dott.Marliani (5/2004): il minoxidil nella terapia della calvizie

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tutti i diritti riservati riproduzione consentita purchè sia citata la fonte "www.calvizie.net"

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Dott. Marliani, ci parli del minoxidil
Questa sostanza, ormai universalmente conosciuta come farmaco anticalvizie, è nata per il trattamento dell’ipertensione arteriosa non reattiva ad altre terapie. La causale scoperta della presenza di ipertricosi in alcuni soggetti trattati ha aperto la strada ad un vasto campo di sperimentazione come “anticalvizie” che in pochi anni ha travolto le tradizionali terapie. Attualmente è l’unica sostanza registrata come “farmaco anticalvizie”. Una volta penetrato nel follicolo pilifero il minoxidil viene metabolizzato in solfato di minoxidil che ne rappresenta il metabolita attivo; l’assorbimento medio è calcolato intorno all’1,4 % (con oscillazioni da 0,3 a 4,5 %) della dose applicata e in circa 4 giorni il 95 % viene escreto (nella quasi totalità attraverso le urine).

Quando e come possiamo utilizzare minoxidil nella caduta di capelli?
Dato che l’emivita della sostanza è di 22 ore appare, secondo noi, giustificata una sola applicazione quotidiana. Numerosi studi svolti in tutto il mondo hanno confermato che un’accurata preliminare selezione dei soggetti da trattare e l’utilizzo di dosaggi non eccessivi evitano la quasi totalità degli effetti collaterali spesso riferiti (ipertricosi della fronte, ipotensione, aumento della frequenza cardiaca, sensazione di bruciore…). Nella nostra casistica, ad eccezione di qualche eritema locale, non abbiamo osservato altre reazioni. L’efficacia di questo farmaco come “anticalvizie” è ormai accertata. Il minoxidil sembra in grado di fermare e talvolta invertire il progressivo miniaturizzarsi del capello (cioè l’involuzione del pelo da terminale a vellus tipica del defluvio androgenetico); l’azione può esplicarsi solo in presenza di un centro germinativo e non si potranno quindi mai avere crescite di peli o capelli sul palmo della mano o su aree cicatriziali.

Il Dott. Andrea Marliani è docente presso la “Scuola Internazionale di medicina Estetica” di Roma dal 1993.
Coordinatore e Fondatore nel 1995 del “Gruppo di Studio della Fisiologia e della Patologia del Capello e del Pelo” nell’ambito della Scuola Internazionale di medicina Estetica dell’Istututo Fatebenefratelli, è anche Presidente Fondatore della Società Italiana di Tricologia (S.I.Tri.).Effettua visite a Firenze il lunedì, mercoledì e venerdì solo su appuntamento.
Telefono: 055-416016
E-mail: amarlia@tin.it
Sito internet: www.sitri.it

Come funziona esattamente il minoxidil’
Non è completamente definito il meccanismo d’azione che comunque coinvolge certamente le vie di controllo metabolico e non i meccanismi ormonali. In particolare l’azione sarebbe a livello della proteina-chinasi che, a concentrazione normale attiva la glicolìsi (metabolizzazione del glucosio ad acqua e anidride carbonica) che a sua volta attiva il ciclo di Krebs (produzione di energia) con stimolazione finale dei ribosomi alla sintesi proteica (e quindi alla crescita del capello) mentre, a concentrazioni elevate  rallenta prima la glicolisi e successivamente le sintesi proteiche in maniera diretta (meccanismi di controregolazione).
Ne deriva che l’AMPc intracitoplasmatico non deve essere troppo (si avrebbe un telogen effluvium) né troppo poco (si avrebbe un defluvium in telogen, cioè con significativa quota percentuale di telogen prematuri come nell’alopecia androgenetica). L’azione sulla proteina-chinasi potrebbe essere sia di semplice utilizzo metabolico, cioè mimando l’azione di un “fattore di crescita” (vedi), sia di ridurre al minimo l’esaurimento della riserva delle cellule germinative (gia nell’83 Baden e Kubilus e, più recentemente, 1991, Bani e Giannotti, hanno segnalato che colture di cheratinociti epidermici umani, trattate con minoxidil, sopravvivono più a lungo dei controlli; secondo gli Autori il rapido ripetersi di brevi cicli anagen porterebbe ad un rapido esaurimento della riserva delle cellule germinative; il numero di cicli anagen sarebbe cioè, per ogni singolo individuo, geneticamente determinato per cui tanto più i cicli sono brevi quanto prima si esaurirà la riserva di cellule germinative avendo raggiunto il numero finale previsto).

Minoxidil funziona davvero?
La sostanza è comunque utile solo in alcuni soggetti affetti da calvizie non troppo avanzata. Il fallimento di numerosi “tentativi terapeutici” dipende con tutta probabilità da un’iniziale errata scelta (ad. esempio caduta dei capelli per altri motivi) e da un troppo breve periodo di valutazione (il tempo minimo per una soddisfacente risposta è 4-6 mesi). Esiste comunque un discreto numero di soggetti che, apparentemente “idonei”, all’atto pratico non rispondono alla terapia per cui può essere utile non utilizzare questa sostanza da sola ma, quando possibile, in associazione con una o più delle altre descritte nel testo.

Come possiamo acquistare minoxidil’
Dietro presentazione di ricetta medica; Il minoxidil nelle formulazioni disponibili in commercio in soluzione alcoolica 70° è al 2% o al 5%. alcuni prodotti americani arrivano fino al 12.5% . In forma galenica, viene preparato generalmente al 2%, 3% e anche al 5%.
I derivati salificati (solfato, bicloridrato) hanno il vantaggio di una migliore solubilità anche in assenza di alcool.

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