«I capelli di Juliano? Autotrapiantati»

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FIRENZE «Non solo Conte, che lo ha annunciato pubblicamente. C’è un altro giocatore sempre della Juve che ha ritrovato una chioma più fluente grazie all’auto trapianto». La conferma arriva dagli organizzatori del convegno organizzato a Firenze dalla Società italiana di chirurgia della calvizie.
«Si tratta di Juliano», si lascia sfuggire Piero Schiavazzi, trapiantato convinto e portavoce della società, di cui fanno parte centinaia di medici che stanno arrivando a Firenze da tutto il mondo.
«Ci sono noti, notissimi giocatori che oggi, grazie all’autotrapianto, possono permettersi di ‘colpire di testa’ senza problemi», riprende Schiavazzi. E ricordando la bella prova della nazionale azzurra, rivela: «Anche ‘quel’ nostro atleta mondiale che gioca in bianco-nero è ricorso al trattamento, e con grande successo. Tanto che nessuno se n’è accorto».
Più riservato Marco Toscani, presidente della Società italiana di chirurgia della calvizie che, senza fare nomi, sottolinea: «Con le fibre artificiali di fabbricazione giapponese, tanto in voga negli anni scorsi, non si potrebbe colpire di testa senza rischi di lesionare la nuova chioma. L’autotrapianto, invece, scelto da 60mila europei ogni anno, non dà questi problemi». Sono 30 milioni i calvi in Europa, di cui ben 8 milioni solo in Italia.
«A scegliere l’auto trapianto ? sottolinea Toscani ? sono i giovani dai 20 ai 40 anni che non si rassegnano ad un look alla Kojack. Non manca un 5% di pazienti donne, su cui abbiamo comunque buoni risultati. Cerchiamo di portare i più giovani fino a 28 anni, per stabilizzare la calvizie».
I bulbi, prelevati dalla zona laterale o occipitale, attecchiscono perfettamente, anche dopo anni di calvizie, ricostruendo una linea frontale.
«In una seduta siamo in grado di impiantare fino a 1.500 capelli, grazie alle nuove tecniche di microchirurgia. E a un mese dall’intervento, il paziente è già in grado di colpire di testa», conclude Toscani.
I capelli sintetici, corpi estranei «ancorati» al cuoio capelluto, sono destinati invece a cadere nel giro di un anno. (fonte: ilgiorno.it)

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