Cortisolo, immunostimolazione e Alopecia Androgenetica

0
Data di revisione
889

tutti i diritti riservati riproduzione consentita purchè sia citata la fonte "www.calvizie.net"

[Numero Voti: 0 Media: 0]

tutti i diritti riservati
riproduzione consentita purchè sia citata la fonte "www.calvizie.net"

E’ stato assodato che il cortisolo, l’ormone dello stress, e gli estrogeni sono significativamente innalzati in individui con alopecia androgenetica, che è immunosoppressiva.
E’ anche noto che il processo di calvizie è essenzialmente un’interazione tra ormoni (in particolare DHT, androstenedione, estrogeni) e viene immunologicamente mediato da infiammazione, essenzialmente facendo sì che il corpo tratti i follicoli come organi da rigettare.

Il Dr. Proctor e il Dr. Rushton della Bioscientic Ltd., tra gli altri, affermano che questo rigetto immunologico e l’infiammazione ad esso associata è molto più determinante, nel processo di calvizie, che non gli androgeni, che giocherebbero semplicemente un ruolo di iniziatori del processo.
Questa sarebbe la ragione per cui gli antiandrogeni sono sì piuttosto efficaci nel prevenire ulteriore caduta, ma generano una ricrescita modesta, se non nulla, eccezion fatta per i capelli persi da pochissimo tempo.
Numerosi ricercatori di spicco hanno brevettato molteplici trattamenti anti-caduta, basati su immunostimolazione, finalizzati a neutralizzare l’infiammazione follicolare.
I risultati della loro ricerca, e i suggerimenti che ne conseguono, verranno integrati nel nostro protocollo terapeutico per fornire un ancor più completo approccio metodologico, oltre ad un miglioramento dello stato di salute generale dell’individuo.
I composti raccomandati per la ricrescita dei capelli tramite immunostimolazione sono:

1. Rilasciatori dell’ormone della crescita (GH) ? dell’ormone della crescita è stata autorevolmente appurata la capacità di incrementare la massa muscolare, ispessire la pelle, ridurre l’indice di grasso corporeo e far crescere peluria sullo scalpo.
Le iniezioni sarebbero piuttosto costose ma stanno calando di prezzo.

2. Arginina/Lisina in dosi di 4 grammi ciascuna stimolano il funzionamento del timo [la ghiandola], e il rilascio del GH. Il Dr. Rushton, della Bio Scientific Ltd., ha un brevetto sulla L-Lisina come trattamento per i capelli.

3. Anti-aromatasi (nei maschi) o antagonisti degli estrogeni.
L’estratto di soia agisce come un ?fitoestrogeno? in competizione con gli estrogeni, nel sito recettore, neutralizzando la stimolazione estrogenica dei processi mediati dagli androgeni. La daizena, un isoflavone della soia, sembra anch’essa in grado di rigenerare il timo negli individui maschi.
Il Dr. Sheffield ha ricevuto licenze sugli anti-aromatasi come agenti anti-caduta.
Una precisazione: gli anti-aromatasi, nelle femmine, causano caduta, mentre negli uomini risultano avere l’effetto contrario. Essi hanno anche un effetto negativo sul funzionamento del timo nelle donne, contrariamente all’effetto positivo nei maschi.

4. Antagonisti degli androgeni/inibitori del DHT.

5. Zinco

6. Vitamina A/Beta Carotene

7. Magnesio Aspartato

8. Gaba [acido gamma-amminobutirrico, N.d.TT] ? ad assunzione sublinguale (può anche interrompere l’asse di stress che è nocivo per il funzionamento del timo. I livelli di Gaba transminasi [?] decrescono con l’età.

Alla radice di questi fenomeni di declino, connesso con l’età, del sistema immunitario, si trova un processo noto come ?involuzione timica? (deteriorazione del funzionamento del timo), che è geneticamente predeterminato, e responsabile di una sequenza di eventi collegati con l’età e di un processo infiammatorio autoimmune, inclusi artrite e calvizie.

ECCESSO DI ESTROGENI
E’ ben noto che l’invecchiamento produce un’atrofizzazione del timo, così come una riduzione della secrezione degli ormoni da esso prodotti, e delle cellule T, tutti elementi indispensabili per il mantenimento del sincronismo immunitario tipico della giovinezza.

Uno studio pubblicato nella rivista Immunological Reviews (1997, Vol. 160) ha mostrato che l’eccesso di estrogeni potrebbe essere il principale fenomeno, dipendente da ormoni sessuali, responsabile dell’invecchiamento o involuzione timica legata all’età (atrofizzazione) e connesse disfunzioni immunitarie.
Il nome di questo ampio studio era ?Invecchiamento timico e rigenerazione delle cellule T? e suggeriva che la modulazione ormonale fosse una via per realizzare la rigenerazione timica.

Anche un capitolo tratto dal testo del 1998 Princìpi e Pratiche della Medicina Geriatrica intitolato ?Immunità e Invecchiamento? discuteva il ruolo che gli ormoni steroidei sessuali giocano nell’involuzione timica.

Questi studi suggeriscono che il ripristino dei profili ormonali giovanili potrebbe contribuire nel proteggere contro il danneggiamento immunitario causato dall’atrofizzazione del timo.

Ci sono anche due studi che mostrerebbero che gli uomini con alopecia androgenetica hanno alti livelli di cortisolo, estrogeni, e androstenedione.

Al riguardo va però detto che l’incremento del cortisolo, di androstenedione e di estogeni nei soggetti calvi riguardano un’estrema minoranza di casi ed in alcuni casi,come ad es. Cortisolo e DHEA, sono legati a situazioni contigenti (es. stress) che proprio per questo sono in grado di aggravare le patologie androgeno-dipendenti come Acne,Irsutismo e Alopecia Androgenetica.
E’ da tener presente che il 50% del cortisolo circolante viene metabolizzato in androgeni e che anche il DHEA e l’Androstedione (androgeni deboli) vengono trasformati in Testosterone.
Gli estrogeni possono aumentare in circolo in caso di eccessiva aromatizzazione degli ormoni maschili,come avviene ad es. nei soggetti obesi ed in alcuni soggetti che utilizzano la finasteride,per il metabolismo del testosterone in eccesso non convertito in DHT.
Il trattamento topico con cortisonici ed estrogeni ha invece un effetto finale antiandrogeno,per la minore capacità endocrino-metabolica del follicolo pilifero rispetto alle vere ghiandole endocrine.

Un trattamento razionale quindi ,con le ovvie opportune precauzioni nell’ utilizzo topico di questi farmaci, potrebbe portare a dei benefici e questa sarebbe la via terapeutica sulla quale molto si discute nelle riunioni del S.I.Tri

Rispondi

Inserisci il tuo commento!
Inserisci il tuo nome qui