Con il fumo meno capelli e più bianchi

Il fumo può danneggiare i capelli? Un interessante studio riportato dal British Medical Journey ci spiega la correlazione tra fumo e calvizie.

0
Data di revisione
620

tutti i diritti riservati riproduzione consentita purchè sia citata la fonte "www.calvizie.net"

[Numero Voti: 0 Media: 0]

tutti i diritti riservati
riproduzione consentita purchè sia citata la fonte "www.calvizie.net"
fumo

La prima correlazione tra fumo e calvizie

Le prime correlazioni scientificamente studiate tra il fumo e un danno al bulbo pilifero risalgono al 1996. Si tratta di un lavoro su oltre 600 pazienti, pubblicato sul British Medical Journal, che mostra come i fumatori di sesso maschile avevano una discreta percentuale di alopecia maggiore dei non fumatori. Mentre, per le donne tale differenza era troppo piccola per avere valore scientifico, ma comunque era a sfavore delle fumatrici.

Fumo e capelli grigi

Una correlazione significativa, invece, esisteva tra la quantità di capelli grigi a parità di età tra chi aveva il vizio del fumo e chi non l’aveva, ovviamente a sfavore dei fumatori. Tale correlazione risultava evidente sia per il sesso maschile che per quello femminile. Inoltre, la presenza di capelli grigi in pazienti inferiori a 40 anni risultava praticamente solo nel gruppo dei fumatori, anche se in questo caso il campione era troppo piccolo per poter avere una reale validità statistica.

Altri studi su fumo e capelli

Nel 2000, uno studio italiano dimostrò che alcuni topi esposti al fumo di sigaretta per tre mesi mostravano aree di alopecia ed aree con il pelo ingrigito. Inoltre, i peli avevano una fase anagen alterata e l’epidermide era atrofica.

Ultimamente, infine, un articolo di autori svizzeri elenca le probabili cause di alopecia indotte dal fumo, che risultano essere:

  • danno alla microcircolazione della papilla dermica;
  • danno al DNA del follicolo;
  • sbilanciamento del sistema che regola la sintesi e la degradazione delle proteine del capello, fondamentale per la sua crescita fisiologica;
  • effetti pro-ossidanti, risultanti in infiammazioni del follicolo con fibrosi finale del bulbo;
  • riduzione dell’effetto protettivo degli estrogeni, che causa in un aumento di quello del testosterone, fattore favorente la necrosi del bulbo pilifero.

Questi lavori scientifici, pur interessando un aspetto secondario e minoritario del problema dei danni da fumo, possono essere un invito in più per l’educazione a non fumare nei pazienti a rischio di alopecia ed un arma in più per noi medici nella lotta al tabagismo.

Studio di: Dr.Riccardo Garcea, specializzando in chirurgia plastica e ricostruttiva all’Università Cattolica, Policlinico Gemelli, Roma

 

Rispondi

Inserisci il tuo commento!
Inserisci il tuo nome qui