Calvizie: il vero problema è la disinformazione

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tutti i diritti riservati riproduzione consentita purchè sia citata la fonte "www.calvizie.net"

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Tratto da un articolo de “Il pensiero scientifico editore”, l’esito di una interessante indagine su calvizie e disinformazione.

Il ‘fai da te’ per i capelli non paga e rischia al contrario di fare molti più danni di quelli che si vogliono prevenire o risolvere.
La disinformazione soprattutto è la vera ‘malattia’ dei capelli, tanto che solo 3 italiani su 10 riconoscono nel dermatologo lo specialista in questo settore. Quasi il 24 per cento non sa individuare la figura di riferimento mentre l’11,3 per cento pensa all’endocrinologo. E se il ‘tricologo’ appare come l’esperto di capelli, 9 su 10 non sanno nulla sulla natura di tale specializzazione. Sono questi alcuni dati emersi dal sondaggio promosso dal Gruppo italiano di tricologia (Gitri) interno alla Società italiana di dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle malattie sessualmente trasmesse (Sidemast).

La ricerca ha coinvolto mille italiani ed è stata condotta dall’Istituto SWG. Eppure il 64,9 per cento degli intervistati spende circa 300 euro l’anno, escluso il parrucchiere, per mantenere sana la chioma e una persona su dieci tra i 600 e i 1200 euro. L’investimento medio annuale vede le donne in testa con 593 euro, seguite dagli uomini con 416 euro.

‘La tricologia è una branca della dermatologia ed è compito esclusivo del dermatologo non solo curare le malattie del capello, ma anche prevenirle’, afferma Alfredo Rossi, dermatologo GITRI, nel corso della conferenza di presentazione dell’indagine, che si è svolta a Milano. ‘Il fatto che solo l’8 per cento degli intervistati sappia che il tricologo è il medico dermatologo specializzato nella cura dei capelli è un fatto preoccupante, poiché lascia spazio ad una serie di cosiddetti ‘esperti’, che nella maggioranza dei casi non sono in grado di diagnosticare correttamente il problema e spesso promettono risultati miracolosi in tempi brevi che, inevitabilmente, portano all’insoddisfazione della persona’.

L’esempio più eclatante riguarda la caduta dei capelli: sebbene la percezione relativa del problema sia in continua crescita per il 61,5 per cento degli intervistati, solo la metà di chi ha dichiarato di perdere i capelli ha scelto di impegnarsi per risolvere il problema. E di questi circa il 50 per cento ha utilizzato esclusivamente fiale cosmetiche. Le altre soluzioni sono state le lozioni, shampoo, vitamine, massaggi, diete e psicoterapia. Solo il 7 per cento ha invece utilizzato i farmaci.

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