NOVOGRO™: nuove molecole anticalvizie sviluppate con l’AI
Per oltre 40 anni il minoxidil (il principio attivo del Rogaine) è stato lo standard dei trattamenti topici contro la caduta dei capelli. Un preprint appena depositato su bioRxiv propone un approccio diverso: NV-623 e NV-624, due molecole individuate con uno screening guidato dall’intelligenza artificiale, che nei modelli di laboratorio avrebbero stimolato le cellule della papilla dermica più del minoxidil. Vale la pena guardare i dati con attenzione — e con altrettanta cautela, perché per ora si tratta solo di risultati preclinici, non ancora sottoposti a revisione paritaria e provenienti da un contesto commerciale.
Cosa fa (davvero) il minoxidil
Il minoxidil non nasce per i capelli. Arriva in medicina negli anni ’70 come antipertensivo, e solo per un effetto collaterale — l’ipertricosi in alcuni pazienti — diventa il farmaco anticaduta più venduto e pubblicizzato di sempre. Dal punto di vista del meccanismo è un vasodilatatore e un apri-canali del potassio: aumenta il flusso di sangue attorno al follicolo e fa restare più a lungo alcuni capelli nella fase di crescita. In laboratorio questo si traduce in un aumento del VEGF nelle cellule della papilla dermica, attraverso l’inibizione della HIF-prolil idrossilasi.
Il punto è che il minoxidil agisce prolungando la fase anagen del ciclo del capello e spostando i follicoli da telogen ad anagen: poiché i follicoli non sono sincronizzati, il passaggio avviene gradualmente e i primi risultati non si vedono prima di 3–4 mesi. Sono risultati spesso modesti, temporanei e dipendenti dall’uso continuato, con un tasso di risposta stimato tra il 70% e il 90% (la forma orale a ~1 mg/die risulta comparabile al topico al 5%). Soprattutto, il minoxidil non agisce sui processi oggi ritenuti centrali nel diradamento a lungo termine: la miniaturizzazione DHT-mediata, l’infiammazione perifollicolare, la senescenza cellulare e il declino funzionale della papilla dermica. In sintesi, lavora intorno al follicolo, non dentro.

NOVOGRO™: cosa propone il preprint
NV-623 e NV-624 fanno parte di un sistema di quattro molecole (NV-273, NV-623, NV-624 e NV-1065) denominato NOVOGRO™, individuate con un framework di intelligenza artificiale che combina screening virtuale e analisi multi-pathway. L’idea di fondo è quella che gli autori chiamano “dentro e fuori”: agire contemporaneamente sull’ambiente attorno al follicolo e sulla salute del follicolo stesso, invece di puntare — come il minoxidil — quasi solo sul flusso sanguigno. NV-623 e NV-624 avrebbero il compito di potenziare direttamente le cellule della papilla dermica, considerate il motore della crescita del capello.
I numeri preclinici
Sul versante intrinseco, il preprint riporta che NV-623 e NV-624 hanno favorito una crescita delle cellule della papilla dermica superiore al minoxidil del 21,4% e del 17,9% rispettivamente, e sono risultate non mutagene, non sensibilizzanti e non tossiche su cellule umane primarie. Un elemento metodologicamente apprezzabile: al posto di linee cellulari immortalizzate sono state usate papille dermiche da donatori umani reali, in una fascia d’età coerente con il diradamento.
Il dato più citato riguarda un modello 3D di “follicoloide” — un mini-follicolo coltivato in gel a partire da cheratinociti e cellule della papilla dermica, che nell’arco di ~10 giorni sviluppa spontaneamente una struttura simile a un abbozzo di pelo. In questo sistema NV-623 e NV-624 avrebbero prodotto una crescita circa il 30% maggiore e più rapida rispetto al minoxidil. Un vantaggio collaterale segnalato è la buona solubilità in acqua di NV-623, che aggirerebbe i noti problemi di formulazione del minoxidil (spesso veicolato in oli e schiume o in versioni liposomiali).

Il ponte con il DHT e la 5-alfa-reduttasi
Qui il discorso tocca il cuore dell’alopecia androgenetica. Nel diradamento androgenetico il DHT prodotto dalla 5-alfa-reduttasi miniaturizza progressivamente il follicolo: è lo stesso bersaglio su cui agisce la finasteride. Secondo il preprint, la molecola NV-1065 punterebbe proprio a inibire la 5-alfa-reduttasi per ridurre lo “stress da DHT”, mentre NV-273 lavorerebbe sul metabolismo del microambiente (HIF1α, lattato, vie legate al VEGF). Va però detto chiaramente: si tratta di meccanismi proposti e testati in vitro, non di un effetto dimostrato sui capelli umani. L’idea di intervenire direttamente sulla papilla dermica, del resto, non è nuova su queste pagine: l’avevamo incontrata parlando di altre sostanze studiate sulle cellule della papilla.
I limiti (e sono decisivi)
- Nessuno studio clinico randomizzato pubblicato. Tutta l’evidenza disponibile è preclinica: colture cellulari e organoidi in provetta, non capelli su cuoio capelluto umano.
- È un preprint, non un articolo peer-reviewed. Non ha ancora superato la revisione paritaria di una rivista, quindi i dati vanno letti come preliminari.
- Fonte commerciale. Le molecole appartengono a un marchio (NOVOGRO™) e la lettura di partenza proviene da una testata di review che ha contattato l’azienda: i confronti percentuali con il minoxidil si riferiscono a modelli di laboratorio, non all’efficacia clinica.
- “Scoperto con l’AI” descrive il metodo, non il livello di prova. Lo screening guidato dall’intelligenza artificiale riguarda l’identificazione delle molecole, non la loro validazione sull’uomo.
- Uno studio clinico su oltre 150 persone sarebbe in corso, ma è riferito dal team aziendale e non ancora consultabile.

Cosa possiamo dire oggi
Sul piano concettuale, l’approccio multi-pathway di NOVOGRO™ è più moderno del modello a bersaglio singolo che ha dominato il settore per decenni: distinguere fra ambiente estrinseco e follicolo intrinseco è una lettura biologicamente più aggiornata. Ma finché non arriveranno dati clinici randomizzati sull’uomo, resta un’ipotesi promettente, non un prodotto validato. Per il diradamento androgenetico il minoxidil — insieme alla finasteride e agli altri trattamenti anticaduta — rimane lo standard di prima linea con prove cliniche alle spalle. Il preprint su NV-623 e NV-624 va archiviato tra le cose da seguire con interesse, ma senza scorciatoie di giudizio.
Fonte: “Minoxidil vs. NOVOGRO™: Legacy vs. the Future?”, Marketing or Science, 2026 (articolo), basato sul preprint non ancora peer-reviewed depositato su bioRxiv, 2026 (bioRxiv 2026.06.09.728282).
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