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2 sostanze naturali e l’ossitocina contro la calvizie?

L’ormone dell’affetto potrebbe avere un ruolo anche nei capelli

L’ossitocina è conosciuta soprattutto come l’“ormone dell’amore” o dell’attaccamento. Viene prodotta durante il parto, l’allattamento e nelle interazioni sociali positive, ma negli ultimi anni la ricerca ha scoperto che i suoi effetti vanno ben oltre la sfera emotiva.

Un gruppo di ricercatori giapponesi aveva già dimostrato che l’ossitocina può agire direttamente sui follicoli piliferi favorendo la crescita dei capelli. Il problema è che questa molecola presenta limiti pratici importanti: ha un peso molecolare elevato, penetra difficilmente nella cute e viene degradata rapidamente.

Per questo motivo gli scienziati hanno cercato alternative più semplici da utilizzare. Il risultato è un nuovo studio pubblicato su Scientific Reports che individua due composti naturali, ipericina e berberina, capaci di attivare la stessa via biologica dell’ossitocina e di promuovere la crescita di strutture follicolari in laboratorio.

La ricerca ha esaminato oltre 700 sostanze

Per individuare nuovi stimolatori della via dell’ossitocina, i ricercatori hanno effettuato uno screening molto ampio.

Sono state analizzate circa 300 molecole naturali per verificare la loro capacità di aumentare l’espressione del recettore dell’ossitocina (OXTR) nelle cellule della papilla dermica, considerate il centro di controllo biologico del follicolo pilifero.

Parallelamente, tramite simulazioni informatiche e docking molecolare, sono state valutate oltre 700 sostanze tra principi attivi farmaceutici, ingredienti cosmetici e composti vegetali per identificare possibili agonisti del recettore.

Da questa doppia selezione sono emersi due candidati particolarmente promettenti: ipericina e berberina.

ossitocina

L’ipericina aumenta i recettori dell’ossitocina

L’ipericina è una sostanza presente nell’Hypericum perforatum, meglio conosciuto come erba di San Giovanni.

Nel modello cellulare utilizzato dagli autori, il trattamento con ipericina ha aumentato significativamente l’espressione del recettore dell’ossitocina nelle cellule della papilla dermica.

Alla concentrazione di 1 μM, l’espressione del recettore risultava più che raddoppiata rispetto ai controlli non trattati.

Questo risultato è importante perché, aumentando il numero di recettori disponibili, le cellule diventano teoricamente più sensibili ai segnali biologici associati all’ossitocina.

La berberina attiva direttamente il segnale dell’ossitocina

La seconda protagonista dello studio è la berberina, un alcaloide naturale presente in diverse piante medicinali tradizionali e già noto per le sue proprietà antiossidanti, antinfiammatorie e metaboliche.

Attraverso le simulazioni molecolari, la berberina è risultata uno dei migliori candidati come agonista del recettore dell’ossitocina.

Quando i ricercatori hanno trattato le cellule della papilla dermica con questa sostanza, hanno osservato un aumento significativo dell’espressione di geni associati alla crescita dei capelli, tra cui NOGGIN e VEGF A.

Particolarmente interessante è il fatto che l’effetto osservato con la berberina sia risultato addirittura superiore a quello ottenuto con l’ossitocina stessa per alcuni marcatori biologici.

L’analisi del profilo genetico delle cellule ha inoltre mostrato l’attivazione di percorsi compatibili con quelli normalmente stimolati dall’ossitocina.

La combinazione delle due sostanze amplifica la risposta

Uno degli aspetti più interessanti dello studio riguarda l’utilizzo combinato delle due molecole.

L’idea dei ricercatori era semplice: utilizzare l’ipericina per aumentare il numero di recettori e la berberina per attivarli.

I risultati hanno mostrato che la combinazione produceva una risposta biologica più intensa rispetto alla sola berberina, con un aumento ulteriore dell’espressione dei geni coinvolti nella crescita follicolare.

Secondo gli autori, questo suggerisce che la strategia di potenziare contemporaneamente recettore e segnale potrebbe essere particolarmente efficace.

La prova più interessante arriva dai follicloidi umani

La parte più innovativa del lavoro riguarda probabilmente l’utilizzo dei cosiddetti hair follicle organoids, o follicoloidi.

Si tratta di mini-follicoli coltivati in laboratorio ottenuti combinando cellule della papilla dermica e cheratinociti follicolari umani. Queste strutture tridimensionali riescono a sviluppare protrusioni simili a follicoli in crescita, chiamate hair peg-like sprouts.

Negli studi precedenti lo stesso modello aveva già dimostrato di rispondere positivamente al minoxidil.

Quando i ricercatori hanno aggiunto ipericina e berberina, la lunghezza di queste strutture è aumentata significativamente già dopo due giorni di trattamento.

L’effetto è apparso dose-dipendente e particolarmente evidente quando le due sostanze venivano utilizzate insieme, confermando che l’attivazione della via dell’ossitocina può tradursi in una risposta biologica concreta del follicolo.

Un nuovo bersaglio per la ricerca contro la calvizie

Negli ultimi anni la ricerca tricologica si è concentrata soprattutto su androgeni, infiammazione, cellule staminali e fattori di crescita.

Questo studio propone invece una prospettiva diversa, individuando nell’ossitocina e nei suoi recettori un nuovo possibile bersaglio terapeutico.

L’aspetto interessante è che sia ipericina sia berberina sono molecole naturali già ampiamente studiate in altri ambiti e con profili biologici relativamente ben conosciuti.

La berberina, in particolare, era già stata associata alla crescita dei capelli attraverso l’attivazione della via Wnt/β-catenina. Questo nuovo lavoro suggerisce che una parte dei suoi effetti potrebbe essere mediata anche dalla segnalazione dell’ossitocina.

I limiti dello studio

Come spesso accade per le ricerche più innovative, occorre mantenere una certa prudenza.

Lo studio è stato condotto principalmente su cellule e follicloidi coltivati in laboratorio. Non sono stati effettuati trial clinici sull’uomo e non è ancora possibile sapere se gli stessi effetti possano essere replicati sul cuoio capelluto reale.

Inoltre non sono state definite formulazioni, concentrazioni topiche o protocolli terapeutici applicabili nella pratica clinica.

I risultati dimostrano però che la strada merita ulteriori approfondimenti.

Conclusione

Il nuovo studio pubblicato su Scientific Reports identifica ipericina e berberina come due promettenti attivatori della via dell’ossitocina nei follicoli piliferi.

L’ipericina aumenta l’espressione dei recettori dell’ossitocina, mentre la berberina ne attiva il segnale biologico. Insieme, le due molecole hanno favorito la crescita di strutture follicolari umane coltivate in laboratorio, suggerendo un possibile effetto pro-rigenerativo.

Siamo ancora lontani da un trattamento disponibile, ma il lavoro apre una nuova linea di ricerca che potrebbe affiancarsi ai tradizionali approcci basati su minoxidil, antiandrogeni e stimolazione delle cellule staminali follicolari.


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Redazione Calvizie.net
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