Lupus eritematoso

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Il lupus eritematoso può interessare il cuoio capelluto sia nella forma sistemica (LES) che in quella discoide fissa (LED).

Nel primo caso i capelli in parte cadono (l’alopecia è di solito reversibile) e in parte si presentano secchi, fragili e spezzati; sul margine frontale possono essere presenti caratteristici capelli corti (hair lupus).
Nel secondo caso la manifestazione è invece più caratteristica: un numero variabile di chiazze prive di capelli (in genere da 1 a 4) si presenta con eritema (arrossamento), ipercheratosi follicolare marcata (fittoni duri, di materiale corneo, in corrispondenza dei follicoli piliferi) e atrofia (marcata riduzione di spessore della cute) a cui si associano, come sintomi di secondaria importanza, desquamazione, discromia e teleangectasie.

L’esito è cicatriziale definitivo e quando residuano solo le cicatrici la diagnosi differenziale con le altre alopecie cicatriziali è praticamente impossibile.
L’eziologia è sconosciuta e la patogenesi autoimmunitaria (sarebbe legata alla comparsa di cloni di cellule immunocompetenti attive contro antigeni normali dell’organismo).

Nel siero, con l’immunofluorescenza indiretta, sono dimostrabili:
1) autoanticorpi rivolti contro costituenti nucleari, costituenti citoplasmatici, costituenti sierici e contro antigeni di superficie sia di elementi figurati del sangue (globuli rossi, globuli bianchi e piastrine) che di organi;
2) Complessi Immuni;
3) Crioglobuline;
4) riduzione dell’attività complementare totale e di singole frazioni del complemento;
5) deficit dell’immunità cellulo-mediata.

Nel lupus eritematoso possono essere documentati reperti immunopatologici anche a livello cutaneo: con la tecnica dell’immunofluorescenza diretta si dimostra un deposito granulare di immunoglobuline e complemento alla giunzione dermo-epidermica (membrana basale) ed in sede vascolare che prende il nome di Lupus Band Test.
L’istologia è caratterizzata essenzialmente da ipercheratosi, alterazione degenerativa vacuolare liquefacente focale dei cheratinociti dello strato basale, infiltrato monocitario periannessiale e giunzionale.
La terapia, con risultati variabili soggetto per soggetto, viene effettuata con corticosteroidi ed antimalarici di sintesi.

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