Lichen planus

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tutti i diritti riservati riproduzione consentita purchè sia citata la fonte "www.calvizie.net"

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Il lichen planus è una frequente eruzione cutanea caratterizzata dalla comparsa di papule (rilievi circoscritti cutanei formati da un ammasso di cellule) che:

a) sulla cute assumono un caratteristico aspetto poligonale (diametro 3-10 mm) con colorito rosso-lilla (in particolare sono interessate la superficie flessoria degli avambracci e dei polsi, il dorso delle mani, i genitali, gli arti inferiori);
b) a livello delle regioni palmo-plantari si manifestano come semplici rilievi di tipo corneo (simulanti delle callosità);
c) sulle mucose si presentano infine come papule biancastre disposte a nervatura di foglia  (mucosa geniena, cioè all’interno delle guance) o rotondeggianti (sulla lingua).

Come si manifesta la malattia?
Sul cuoio capelluto la malattia inizia con una fase abbastanza fugace di papule dal tipico colorito lilla associate a eritema e desquamazione, seguita poi da cheratosi follicolare (lichen follicolare) e successiva atrofia cicatriziale. Quando la chiazza cicatriziale ha tendenza ad allargarsi in modo centrifugo la cheratosi follicolare può essere presente ai bordi. Da ultimo le lesioni si presentano di colorito bianco-avorio, irregolari e la diagnosi non è più possibile (pseudopélàde) se non si reperiscono altrove le lesioni tipiche. Istologicamente a livello dell’epidermide si osserva ipercheratosi (aumento di spessore dello strato corneo), acantòsi (aumento di spessore degli strati spinoso e granuloso) e degenerazione vacuolare delle cellule basali; a livello del derma predomina un infiltrato cellulare, prevalentemente T linfocitario e macrofagico, aderente all’epidermide e con margine inferiore nettamente definito infiltrato a banda) associato a corpi colloidi eosinofili. La patogenesi dell’affezione è verosimilmente immunodeterminata (probabilmente da linfociti T ad attività citotossica sulle cellule dello strato basale dell’epidermide).  La terapia, problematica, viene effettuata soprattutto con i corticosteroidi per via intralesionale o generale.

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