martedì, Ottobre 13, 2026
HomeCalvizie.netIl fitocomplesso AnnurtriComplex®

Il fitocomplesso AnnurtriComplex®

Un numero che fa rumore, e perché va guardato da vicino 

Quando un integratore per capelli dichiara un incremento del 125% nel numero di capelli, la reazione istintiva di chiunque frequenti una community come Calvizie.net è, giustamente, lo scetticismo. Lo abbiamo scritto altre volte: il settore è pieno di percentuali sparate senza alcun contesto, prese da test interni mai pubblicati, misurate su pochi soggetti e in condizioni che nessuno verifica. 

Per questo, quando un dato del genere arriva da uno studio clinico randomizzato, pubblicato su una rivista con revisione tra pari e condotto in collaborazione con un’università, vale la pena fermarsi e fare l’esatto contrario dello slogan: aprire la scatola, guardare come è stato costruito quel numero e capire cosa significa davvero. È quello che proviamo a fare in questo approfondimento dedicato all’AnnurtriComplex®, il fitocomplesso brevettato alla base della linea AnnurMets di NGN Healthcare. 

Non vi chiediamo di crederci. Vi chiediamo di leggere come si legge uno studio: con curiosità e con prudenza, allo stesso tempo. 

Da dove si parte: una mela e un’intuizione

La storia inizia nel 2014, in un laboratorio dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. Un gruppo di ricerca stava studiando le proprietà bioattive della Melannurca Campana IGP, l’antica varietà di mela coltivata da secoli tra il Casertano e il Beneventano, riconosciuta dall’Unione Europea con il marchio di Indicazione Geografica Protetta. 

La Melannurca era già nota per un profilo polifenolico insolitamente ricco, in particolare di flavonoidi e procianidine. Ma l’attenzione dei ricercatori si era spostata su una proprietà più specifica: la capacità di alcuni suoi estratti di interagire con i processi di crescita del capello. In particolare, osservazioni preliminari su modelli cellulari avevano mostrato un effetto stimolante sulla proliferazione delle cellule della papilla dermica, la struttura che governa il ciclo del capello e ne controlla il passaggio alla fase di crescita. 

Da quegli studi è nato l’AnnurtriComplex®, un fitocomplesso che concentra e stabilizza i principi attivi della Melannurca, con un ruolo centrale per una molecola in particolare: la Procianidina B2. 

La molecola: cos’è la Procianidina B2 e perché interessa il capello

La Procianidina B2 appartiene alla famiglia dei flavonoidi, ed è una sostanza naturalmente presente in molti vegetali: uva, cacao e, appunto, mele. Non è quindi un composto esotico o di sintesi. Ciò che cambia tutto, però, è la quantità e la biodisponibilità con cui questa molecola è realmente presente e assorbibile a partire da una determinata fonte. 

In letteratura, le procianidine, e la B2 in particolare, sono state studiate per due proprietà rilevanti per il capello. La prima è la capacità di stimolare la proliferazione delle cellule del follicolo, favorendo e prolungando la fase di crescita (anagen). La seconda è una marcata attività antiossidante, utile a contrastare lo stress ossidativo perifollicolare, uno dei fattori che concorrono al deterioramento del follicolo nel tempo. 

La Melannurca Campana IGP si è rivelata una delle fonti naturali con il rapporto più favorevole tra concentrazione e accessibilità della Procianidina B2. Non perché sia “magica”, ma perché la sua particolare composizione, legata anche alla tradizionale lavorazione di maturazione al sole, ne fa una matrice ricca e stabile. 

Il problema nascosto: arrivare integri al bersaglio

Identificare la molecola giusta è solo metà del lavoro. L’altra metà, quella che separa un’idea interessante da un prodotto che funziona, è far arrivare quella molecola integra e attiva fino al follicolo. 

Un principio attivo assunto per via orale deve sopravvivere a un percorso ostile: l’acidità dello stomaco, gli enzimi intestinali, il metabolismo epatico di primo passaggio. Molte molecole promettenti in laboratorio si degradano prima di raggiungere il sito d’azione, e diventano clinicamente inutili nonostante un razionale impeccabile. 

Per questo i ricercatori hanno sviluppato un processo di microincapsulazione in maltodestrina. La maltodestrina, un carboidrato facilmente digeribile, funge da matrice protettiva: avvolge le molecole di Procianidina B2 e le scherma lungo il tragitto digestivo, rilasciandole dove possono essere effettivamente assorbite. È una soluzione formulativa, non un dettaglio: è ciò che trasforma un attivo “presente in etichetta” in un attivo “biologicamente disponibile”. Ed è anche il motivo per cui la dose dichiarata in etichetta (nella linea AnnurMets, da 400 a 1000 mg di estratto di Melannurca per dose giornaliera, a seconda del prodotto) ha senso solo se accompagnata da un sistema che ne garantisce l’assorbimento. 

Lo studio clinico: come è stato costruito 

Arriviamo al cuore della questione. Sull’AnnurtriComplex® è stato condotto uno studio clinico, pubblicato nel 2018 sulla rivista Journal of Medicinal Food (Tenore GC, Caruso D, Buonomo G, et al., J Med Food 2018;21(1):90-103; PubMed 28956697). Prima dei risultati, guardiamo l’impianto, perché è da lì che si capisce quanto un dato sia solido. 

Numerosità. Lo studio ha coinvolto 250 soggetti. Per il mondo degli integratori, dove non è raro vedere claim costruiti su una dozzina di persone, è una popolazione ampia. Più alto è il numero di partecipanti, minore è la probabilità che un risultato sia frutto del caso o di pochi casi fortunati. 

Disegno randomizzato e controllato. “Randomizzato” significa che l’assegnazione dei partecipanti ai gruppi è avvenuta in modo casuale, per evitare che differenze di partenza tra i soggetti inquinassero il confronto. “Controllato” significa che esisteva un termine di paragone rispetto al quale misurare l’effetto. Sono due caratteristiche che avvicinano lo studio agli standard della ricerca farmaceutica, ben oltre quanto un nutraceutico sarebbe tenuto a fare per legge. 

Durata. Le misurazioni principali sono state effettuate su un arco di 60 giorni. È un punto importante da tenere a mente: due mesi sono un tempo sufficiente a osservare variazioni misurabili sul capello, ma sono anche un tempo breve rispetto alla durata reale di un percorso tricologico, che si misura in mesi e anni. I dati a 60 giorni fotografano un effetto iniziale, non l’esito di un trattamento prolungato. 

Cosa è stato misurato. Non un’impressione soggettiva di “capelli più forti”, ma parametri oggettivi e quantificabili: il numero dei capelli per centimetro quadro (l’endpoint primario), il peso dei capelli e il loro contenuto di cheratina. 

I risultati: i numeri e cosa significano

Su questo impianto, lo studio ha documentato, a 60 giorni, i seguenti incrementi: 

– Numero dei capelli per cm2: +125% – Peso dei capelli: +42% – Contenuto di cheratina: +40% 

Sono numeri importanti, e si capisce perché abbiano fatto rumore in un settore storicamente avaro di evidenze solide. Ma proprio perché sono importanti, meritano una lettura onesta. 

Primo: sono incrementi percentuali rispetto al punto di partenza dei partecipanti, non promesse di “raddoppiare la propria chioma”. Una variazione percentuale dipende dalla base su cui viene calcolata, e va sempre interpretata nel contesto della popolazione studiata. 

Secondo: come ogni risultato clinico, descrivono un comportamento medio. All’interno di qualunque studio ci sono persone che rispondono molto, persone che rispondono poco e persone che non rispondono. Nessun trattamento tricologico, nemmeno i farmaci di prima linea, funziona allo stesso modo su tutti. 

Terzo: sono dati a 60 giorni, ottenuti in condizioni sperimentali controllate. Riprodurli nella vita reale dipende da molte variabili, prima fra tutte la costanza nell’assunzione. 

Detto questo, il punto che conta è il quadro complessivo. Abbiamo una scoperta nata in ambito universitario, una molecola con un razionale d’azione plausibile e documentato, una tecnologia formulativa che ne garantisce la biodisponibilità, e uno studio clinico costruito con criteri seri che ne misura l’effetto su parametri oggettivi. È esattamente il percorso che distingue un nutraceutico fondato su evidenze da un integratore costruito su una buona storia di marketing. 

Come si colloca nel percorso di chi tratta la calvizie 

Vale la pena ribadire un concetto già emerso nei nostri precedenti approfondimenti, perché qui rischia di passare in secondo piano davanti ai numeri. Un nutraceutico come AnnurMets, anche supportato da uno studio, non è un sostituto delle terapie principali per l’alopecia androgenetica. 

I farmaci che agiscono sulla causa ormonale, i trattamenti topici sul microcircolo, le tecniche iniettive e, quando indicato, la chirurgia, restano gli strumenti di riferimento. Il valore di un attivo come l’AnnurtriComplex® è quello di un complemento solido all’interno di una strategia combinata: agisce su meccanismi diversi (stimolo della papilla dermica, supporto antiossidante, contributo alla cheratinizzazione) e affianca le altre leve, non le rimpiazza. 

È un ruolo onesto e prezioso, a patto di assegnarglielo correttamente. Chi si aspetta che un integratore, per quanto ben studiato, risolva da solo una calvizie avanzata, sarà inevitabilmente deluso. Chi lo inserisce, con il proprio medico, in un percorso ragionato e lo assume con costanza per il tempo necessario, ha dalla sua una base di evidenza che pochi altri prodotti della categoria possono vantare. 

Una linea di ricerca ancora aperta 

C’è infine un filone che merita una menzione, e che svilupperemo in un prossimo approfondimento dedicato: la ricerca sull’effetto dell’AnnurtriComplex® a livello della pigmentazione del capello, cioè sul meccanismo che ne governa il colore. È uno dei territori più interessanti e meno esplorati della nutraceutica tricologica, e la formulazione concentrata AnnurMets Hair Forte è quella su cui questo aspetto viene studiato più da vicino. Ne parleremo a parte, con la stessa prudenza con cui abbiamo letto i dati di oggi. 

In sintesi 

L’AnnurtriComplex® è un fitocomplesso brevettato a base di Melannurca Campana IGP, sviluppato con l’Università Federico II di Napoli e centrato sulla Procianidina B2, una molecola con effetto documentato sulla proliferazione della papilla dermica e con attività antiossidante. La microincapsulazione in maltodestrina ne garantisce la biodisponibilità. Su questo fitocomplesso è stato condotto uno studio clinico randomizzato su 250 persone, che a 60 giorni ha documentato incrementi misurabili sul numero dei capelli, sul loro peso e sul contenuto di cheratina. 

Sono dati seri, ottenuti con un metodo serio. Vanno letti per quello che sono: la fotografia di un effetto reale e misurabile, all’interno di una strategia che resta multicombinata e che va costruita, come sempre, con il proprio dermatologo o tricologo. Non un miracolo, ma qualcosa di molto più raro nel mondo degli integratori per capelli: una promessa supportata da prove. 

I prodotti AnnurMets su Hairshopeurope 

La linea AnnurMets è disponibile su Hairshopeurope: 

[Numero Voti: 0 Media: 0]
Redazione Calvizie.net
Redazione Calvizie.net
La redazione di Calvizie.net è formata da medici, specialisti e appassionati al tema della tricologia. Dal 1999, ci dedichiamo a diffondere informazioni sempre aggiornate sulla cultura della salute dei capelli.
Da leggere
Notizie correlate

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

The reCAPTCHA verification period has expired. Please reload the page.