Ginnastica facciale per curare la calvizie: introduzione

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tutti i diritti riservati riproduzione consentita purchè sia citata la fonte "www.calvizie.net"

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(La sezione e i trattati relativi alla ginnastica facciale sono a cura dell’utente “Davic” della community anti-calvizie www.ieson.com)

Introduzione
La seguente trattazione non si propone di descrivere il processo di calvizie in termini formali, nè di dimostrare con metodo scientifico il funzionamento delle cure proposte: lo scopo è di mostrare un possibile percorso di cura orientato all’autoguarigione, ottenuta mediante l’uso di tecniche non convenzionali e naturali (poco conosciute o poco utilizzate nella societa’ in cui viviamo, per motivi di carattere sociale, economico, ecc.).
Le tecniche che verranno presentate sono state tratte da diverse fonti (dai consigli di alcuni specialisti in materia di calvizie), da alcune scuole di medicina alternativa basate sul principio dell’autoguarigione, e anche dalle arti marziali.
Le arti marziali dovrebbero dare all’allievo i mezzi per la ricerca personale di soluzioni ingegnieristiche che hanno lo scopo di apportare un miglioramento al proprio flusso di energia vitale, al proprio corpo, alla mente; esse non dovrebbero trasmettere un sacco di nozioni di carattere mnemonico, facendo diventare l’allievo come un robot dotato di un comportamento meccanico verso gli stimoli esterni (‘se io ti faccio questa mossa, tu fai quest’altra, e poi io faccio quest’altra ancora…’).
Purtroppo le diverse scuole di pensiero col passare del tempo hanno abbandonato lo scopo per cui sono nate, cioe’ quello di dare all’allievo i mezzi per apprendere nuove tecniche, sempre piu? effcaci ed effcienti: al contrario hanno seguito un approccio conservativo verso i propri insegnamenti, non ammettendo modifiche valide o critiche costruttive dall’esterno.
Le singole scuole sono rimaste troppo legate alla tradizione, concentrandosi piu’ sui formalismi (iniziazioni, forme di movimento, combinazioni, ecc.) piuttosto che sulla sostanza. Questo atteggiamento di ‘isolamento’ ha portato ad una separazione delle arti marziali in diverse aree, ciascuna delle quali copre solo un singolo aspetto del combattimento, vantandosi pero’ di essere l’arte marziale ‘per eccellenza’.

Ho voluto riportare alcuni pensieri di Bruce Lee, il mitico maestro di arti marziali, per fare un paragone con la medicina odierna, la quale è organizzata in modo simile, e non va molto bene: essa ha fatto dei passi da gigante nella cura di molte malattie, e tutto questo è fantastico. Tuttavia trova diffcolta’ a risolvere molti altri disturbi (la maggioranza di carattere psico-somatico), perchè è suddivisa in diverse aree ‘chiuse’ verso l’esterno, ognuna delle quali studia solo una parte dell’organismo (isolando delle variabili e isolando la parte esaminata dal resto del corpo).

L’approccio utilizzato di conseguenza è basato sui sintomi, e non sulle cause: ‘se hai l’acne vai dal dermatologo e prendi questa crema’, ‘se hai il mal di testa devi assumere questo farmaco’, ‘se ti fa male lo stomaco prendi quest’altro’.
Lo specialista della propria area esaminera’ solo la parte di sua competenza, come se il problema fosse per forza li, come se i sintomi visibili in quell’area fossero tutti il risultato diretto della causa per la quale ha studiato per anni: per esempio un dermatologo diffcilmente ammettera’ che un problema che si presenta al viso forse è il frutto di una situazione di stress, la quale forse ha causato un problema al fegato, e si manifesta con dei brufoli sul viso. L’ideale sarebbe seguire un approccio di tipo olistico, che prende tutto l’organismo in esame, come se fosse una macchina.
L’ideale sarebbe che il malato andasse non da uno specialista soltanto, ma da un team di specialisti in diverse aree che se ne stanno nello stessa stanza per la visita del paziente, che sono ‘aperti’, che vanno d’accordo, e mettendo assieme le loro conoscenze, cercano di trovare la vera causa del problema, che e’ in realta’ soggettiva, perche’ i processi della natura e del nostro organismo sono diffcili da studiare, data la  molteplicita’ di variabili in gioco (alcuni fenomeni addirittura sono sconosciuti o da noi stessi ignorati).
La seguente trattazione utilizzera’ un approccio di tipo olistico considerando solo alcune possibili cause della calvizie, diciamo le piu’ comuni, le piu’ probabili, e per ciascuna verranno elencati i principi su cui basare le cure, e verranno mostrati dei possibili esercizi, personalizzabili a piacere (ricordando pero’ di seguire un metodo corretto e ingegnieristico). Purtroppo le potenziali cause di una calvizie a livello soggettivo possono essere tante, e possono incidere negativamente messe assieme (per esempio lo stress, una cattiva alimentazione, oppure un problema a qualche organo), quindi non e’ sempre facile riavere i capelli di un bambino.

Pero’ non scoraggiatevi!!! Gli esercizi contenuti nei prossimi paragrafi sono potenti. Se per contrastare la vostra calvizie le avete provate tutte con risultati non soddisfacenti, allora qui siete nel posto giusto, e potete iniziare gia’ da adesso a fare esperimenti con le piu’ devastanti armi anti-calvizie non convenzionali.

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