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La Storia di NGN Healthcare: il rigore scientifico dietro i nutraceutici di nuova generazione

Quando un integratore non è solo un integratore

Chi convive con la calvizie da anni lo sa bene: il mercato degli integratori per capelli è affollato, rumoroso e, diciamolo apertamente, spesso deludente. Promesse mirabolanti, formulazioni copia e incolla, claim non supportati da uno straccio di evidenza clinica, packaging seducenti che nascondono dosaggi simbolici. Chi frequenta una community come Calvizie.net ha imparato sulla propria pelle (e sul proprio cuoio capelluto) a diffidare delle scorciatoie e delle promesse facili.

C’è una ragione molto concreta dietro questa diffidenza. Negli ultimi vent’anni il segmento degli integratori tricologici è cresciuto a doppia cifra ogni anno, attirando produttori di ogni tipo: dalle aziende farmaceutiche storiche, che hanno investito in ricerca seria, fino agli operatori puramente commerciali, che si sono limitati a confezionare miscele generiche di vitamine e biotina con etichette accattivanti. Il consumatore finale, davanti allo scaffale o alla pagina prodotto, si trova nella condizione paradossale di dover distinguere prodotti che, almeno graficamente, appaiono molto simili tra loro, ma che possono essere il risultato di percorsi di sviluppo radicalmente diversi.

È proprio per questo motivo che, prima di parlare di un prodotto specifico, vale la pena fermarsi a raccontare l’azienda che c’è dietro. Perché il modo in cui un’impresa concepisce la ricerca, sceglie le materie prime, costruisce il proprio processo produttivo e decide cosa portare sul mercato dice molto di più, e di molto più onesto, di qualsiasi slogan pubblicitario o testimonial sponsorizzato.

In questo approfondimento vogliamo introdurre NGN Healthcare, un’azienda italiana che si è posta un obiettivo non banale: applicare al mondo dei nutraceutici lo stesso rigore metodologico che caratterizza la ricerca farmaceutica. Una scelta che si traduce in pratiche concrete, in collaborazioni accademiche, in studi clinici pubblicati e in una linea di prodotti, AnnurMets, sviluppata intorno a un brevetto nato dall’incontro tra una varietà italiana di eccellenza e un gruppo di ricerca universitario.

NGN Healthcare: cosa significa “New Generation Nutraceuticals”

Il nome stesso dell’azienda, NGN Healthcare New Generation Nutraceuticals, è una dichiarazione di intenti. L’idea fondante è semplice da enunciare e molto difficile da realizzare: applicare al mondo dei nutraceutici lo stesso rigore metodologico che caratterizza la ricerca farmaceutica.

Per capire fino in fondo la portata di questa scelta, occorre fare un passo indietro e osservare il quadro normativo in cui si muove il settore. In Italia, e più in generale in Europa, il nutraceutico vive in una zona grigia regolatoria. Non è un farmaco, perché non deve dimostrare efficacia con trial clinici randomizzati e controllati per essere immesso in commercio, e non è soggetto agli stessi vincoli di farmacovigilanza. Non è nemmeno un semplice alimento, perché si presenta in forme farmaceutiche (capsule, compresse, bustine) e contiene principi attivi a concentrazioni superiori a quelle reperibili attraverso una normale dieta. È, appunto, una “terra di mezzo”.

Questa zona grigia è stata storicamente un terreno fertile per prodotti scarsamente caratterizzati, con principi attivi a dosaggi simbolici, materie prime di provenienza opaca e claim borderline rispetto a quanto effettivamente dimostrato in letteratura. Il consumatore che acquista un integratore non ha, nella maggior parte dei casi, gli strumenti tecnici per valutare se il prodotto che ha tra le mani contenga davvero ciò che promette o se sia, di fatto, una composizione generica venduta a un prezzo premium grazie al packaging.

NGN Healthcare nasce per occupare l’estremo opposto di questo spettro: un’azienda che sceglie volontariamente di alzare l’asticella, costruendo un processo di ricerca, sviluppo e immissione in commercio che si avvicina, per metodo e non per inquadramento normativo, agli standard del farmaco. Significa investire risorse considerevoli in attività che non sono richieste dalla legge e che non si traducono immediatamente in un vantaggio percepibile sullo scaffale, perché il consumatore medio non sa nemmeno che esistono. Ma significa anche costruire prodotti che reggono al confronto con la letteratura scientifica internazionale e con il giudizio di medici e ricercatori esigenti.

La filosofia della ricerca: dalla pianta alla molecola

Il cuore dell’approccio NGN è il dialogo costante con il mondo accademico. Non come operazione di facciata, il classico “abbiamo collaborato con un’università” stampato sulla confezione, ma come metodo di lavoro strutturale. Le formulazioni nascono in laboratorio universitario, vengono caratterizzate molecolarmente, testate in vitro su modelli cellulari rilevanti e solo a quel punto, dopo aver raccolto sufficienti evidenze preliminari, trasformate in prodotto finito destinato al mercato.

Questo significa, in pratica, quattro cose tra loro strettamente collegate:

Tracciabilità totale della materia prima. Sapere esattamente da quale varietà botanica, da quale areale geografico, da quale stagione di raccolta e da quale processo di lavorazione arriva ogni grammo di estratto presente nel prodotto. Per gli integratori a base di estratti vegetali, come quelli per capelli, questa è una rivoluzione silenziosa. Due integratori che riportano in etichetta lo stesso ingrediente possono in realtà contenere principi attivi a concentrazioni differenti anche di un ordine di grandezza, a seconda della varietà coltivata, della maturazione del frutto, del solvente utilizzato per l’estrazione e di una decina di altre variabili che il consumatore non vede mai. La tracciabilità non è un dettaglio burocratico: è la condizione minima perché due lotti dello stesso prodotto possano dare gli stessi risultati.

Standardizzazione dei principi attivi. Non basta dichiarare che un prodotto contiene un certo estratto: bisogna garantire che ogni capsula contenga la stessa quantità, misurabile e ripetibile, della molecola attiva responsabile dell’effetto. È la differenza tra “una bevanda al limone” e “200 mg di acido ascorbico”. NGN lavora ostinatamente sulla seconda categoria, perché solo un principio attivo standardizzato può essere oggetto di uno studio clinico serio e di un dosaggio razionale.

Validazione sperimentale. Quando possibile, i prodotti sviluppati vengono sottoposti a studi clinici pubblicati su riviste peer reviewed, cioè sottoposte a revisione anonima da parte di altri ricercatori del settore. Non per obbligo regolatorio (un nutraceutico non lo richiede) ma per scelta metodologica. È il modo che NGN ha scelto per dimostrare, e non semplicemente per dichiarare, che le proprie formulazioni funzionano nelle condizioni reali di utilizzo.

Coerenza tra evidenza e comunicazione. Una volta ottenuti i dati, la comunicazione del prodotto deve riflettere fedelmente quei dati. Né di più, perché significherebbe ingannare il consumatore, né di meno, perché significherebbe sprecare il lavoro di ricerca. È una linea sottile, e la tentazione di esagerare è sempre presente in un mercato così competitivo. NGN ha scelto di restarne il più possibile lontana.

NGN Healthcare

Il punto di svolta: la scoperta dell’AnnurtriComplex®

Tutto questo metodo, applicato a una materia prima italiana di eccellenza, ha portato nel 2014 a una scoperta che ha riscritto il modo di pensare i nutraceutici per capelli.

In quell’anno, un gruppo di ricerca dell’Università degli Studi di Napoli Federico II stava studiando le proprietà bioattive della Melannurca Campana IGP, l’antica varietà di mela coltivata da secoli nella zona del Casertano e del Beneventano, riconosciuta dall’Unione Europea con il marchio di Indicazione Geografica Protetta. La storia di questa mela merita una piccola digressione, perché aiuta a comprendere perché proprio questa varietà, e non un’altra delle centinaia di tipologie di mela coltivate nel mondo, sia diventata il punto di partenza di un brevetto tricologico.

La Melannurca Campana è una varietà a maturazione tardiva, caratterizzata da una buccia rossastra striata e da una polpa compatta, croccante, dal sapore acidulo e leggermente aromatico. Una sua peculiarità tradizionale, tramandata di generazione in generazione, è la pratica del cosiddetto “arrossamento a terra”: le mele vengono raccolte ancora verdi e disposte su letti di paglia o di erba, dove completano la maturazione esposte al sole, sviluppando il loro caratteristico colore. Questa lavorazione, oltre a essere un patrimonio etnografico, ha un effetto biochimico ben preciso: stimola la produzione e la stabilizzazione di alcune classi di polifenoli che la rendono unica nel panorama delle varietà di mela.

La Melannurca era già nota in letteratura per il suo profilo polifenolico unico, particolarmente ricco di flavonoidi e procianidine. Ma quella ricerca dell’Università Federico II si concentrava su qualcosa di più specifico: la sua capacità di interagire con i processi di crescita del capello. L’intuizione di partenza nasceva da osservazioni preliminari condotte su modelli cellulari di follicolo pilifero, in cui alcuni estratti di Melannurca avevano mostrato un effetto stimolante sulla proliferazione delle cellule della papilla dermica, la struttura responsabile del controllo del ciclo di crescita del capello.

Da quegli studi è nato l’AnnurtriComplex®, un fitocomplesso brevettato che concentra e stabilizza i principi attivi della Melannurca, in particolare la Procianidina B2, una molecola della famiglia dei flavonoidi con un ruolo dimostrato nella stimolazione della papilla dermica. La Procianidina B2 non è una sostanza esotica: è naturalmente presente in molti vegetali (uva, cacao, mele appunto), ma le sue concentrazioni e la sua biodisponibilità variano enormemente da matrice a matrice. La Melannurca Campana IGP si è rivelata una delle fonti naturali con il rapporto più favorevole tra concentrazione e accessibilità della molecola.

La sfida, però, non era solo identificare la molecola giusta. Era riuscire a portarla, integra e biodisponibile, fino al bulbo pilifero, superando le barriere imposte dalla digestione (acidità gastrica, attività enzimatica intestinale, metabolismo di primo passaggio epatico). Un principio attivo che si degrada prima di raggiungere il sito d’azione è, dal punto di vista clinico, inutile, per quanto interessanti possano essere i suoi effetti dimostrati in vitro.

Per questo i ricercatori hanno sviluppato un processo di microincapsulazione in maltodestrina, una tecnologia che protegge il principio attivo durante la digestione e ne ottimizza l’assorbimento. La maltodestrina, un carboidrato a catena corta facilmente digeribile, funge da matrice protettiva: incapsula le molecole di Procianidina B2 e le scherma dagli ambienti aggressivi che incontrano lungo il tratto gastrointestinale, rilasciandole solo nel momento e nel luogo in cui possono essere effettivamente assorbite. È un esempio di come la ricerca farmaceutica e la ricerca nutraceutica possano convergere, e di come una buona idea formulativa possa fare la differenza tra un principio attivo “presente in etichetta” e un principio attivo “biologicamente attivo”.

Su queste basi è nata la linea AnnurMets, che NGN Healthcare ha sviluppato e portato sul mercato come applicazione clinica del fitocomplesso. Gli studi successivi hanno documentato risultati che, in un settore storicamente avaro di evidenze solide, hanno fatto rumore: incrementi misurabili nel numero di capelli, nello spessore del fusto e nella sintesi di cheratina su archi temporali brevi (60 giorni). Si tratta di dati ottenuti in condizioni sperimentali controllate, che meritano un’analisi più approfondita per essere compresi appieno: numerosità campionaria, criteri di inclusione, metodologie di misurazione e protocolli applicati sono variabili che separano un dato clinicamente solido da una semplice suggestione di marketing. Quello che qui ci interessa cogliere è il quadro complessivo: una scoperta scientifica universitaria, una collaborazione industriale strutturata, un brevetto, una linea di prodotti.

Non un integratore “ispirato a uno studio”. Un integratore che è uno studio, tradotto in formulazione.

Il processo di immissione in commercio: cosa succede prima dello scaffale

C’è una parte del lavoro di NGN che il consumatore non vede mai, e che probabilmente è quella più rivelatrice del modo in cui l’azienda intende il proprio ruolo. È la fase che precede l’arrivo del prodotto sullo scaffale o sull’e commerce: la qualifica delle materie prime, i controlli analitici sui lotti, la validazione del processo produttivo, gli studi di stabilità accelerata e a lungo termine.

Per un nutraceutico tricologico, ogni lotto che esce dall’officina di produzione viene analizzato secondo una serie di parametri che vanno ben oltre il minimo richiesto dalla normativa.

Titolo dei principi attivi. Si verifica con metodi analitici strumentali (tipicamente HPLC, cromatografia liquida ad alta prestazione) che la concentrazione dichiarata in etichetta corrisponda a quella reale, lotto dopo lotto. Non è un dato banale: la naturale variabilità delle materie prime vegetali rende questa fase particolarmente delicata, e richiede un sistema di controllo continuo per garantire l’omogeneità del prodotto finito.

Purezza microbiologica. Si verifica l’assenza di contaminazioni batteriche, fungine e di micotossine, sostanze prodotte da muffe che possono contaminare le materie prime vegetali se non correttamente conservate. È un controllo cruciale per chi assume il prodotto in modo continuativo, come è il caso di un nutraceutico tricologico, dove i protocolli minimi sono di 60-90 giorni e le terapie di mantenimento si estendono per molti mesi.

Residui di pesticidi e metalli pesanti. Particolarmente rilevante per estratti vegetali da matrici alimentari. Le piante, durante la loro crescita, possono accumulare metalli pesanti presenti nel suolo (piombo, cadmio, arsenico) e residui di trattamenti fitosanitari. Una buona materia prima parte da una buona filiera agricola, ma ogni lotto deve comunque essere verificato analiticamente prima di entrare in produzione.

Stabilità nel tempo. Il prodotto deve mantenere le sue caratteristiche dichiarate per tutta la durata di conservazione, non solo il giorno in cui esce dalla fabbrica. Questo si verifica con studi di stabilità che osservano il comportamento del prodotto in condizioni reali e in condizioni accelerate (temperatura e umidità elevate), per poter prevedere, con margini di sicurezza, l’evoluzione del titolo dei principi attivi nell’arco dell’intera shelf life.

Validazione del confezionamento. Materiali primari (blister, flaconi) e secondari (astucci) vengono scelti per garantire la protezione del contenuto da luce, umidità e ossigeno, fattori che possono degradare i principi attivi più sensibili. Anche questa è una scelta che incide sui costi e che il consumatore non percepisce come differenziante, ma che fa parte di quel “lavoro invisibile” che distingue un prodotto industriale ben fatto da uno mediocre.

Sono controlli che molti integratori semplicemente non fanno con questo livello di sistematicità, perché non sono obbligatori. NGN li esegue perché ritiene che la differenza tra un prodotto che funziona e uno che non funziona spesso non sia nella formulazione di principio, ma in tutto ciò che succede intorno alla formulazione: nella catena di produzione, nei controlli, nella conservazione, nel rispetto delle specifiche dichiarate.

NGN Healthcare

Il dialogo con i professionisti: perché conta la prescrizione informata

Un altro asse strategico dell’approccio NGN è il rapporto con i professionisti del settore: dermatologi, tricologi, medici estetici, biologi nutrizionisti che si occupano di disordini del capello. È una scelta che merita di essere spiegata, perché segna una differenza importante rispetto a molti operatori del settore integratori.

Il modello di vendita prevalente nel mondo dei nutraceutici si basa fondamentalmente sul direct to consumer: la pubblicità arriva al paziente attraverso canali di massa (televisione, social, motori di ricerca), e il paziente acquista in autonomia, eventualmente segnalando al proprio medico ciò che sta assumendo. È un modello legittimo, ma che ha un difetto strutturale: il prodotto non viene mai contestualizzato all’interno di un percorso terapeutico complessivo, e finisce spesso per essere consumato male, in monoterapia, senza una valutazione clinica preliminare e senza un controllo dei risultati.

NGN ha scelto un percorso diverso: investire risorse significative nella formazione e nell’informazione dei professionisti, costruendo un dialogo tecnico in cui l’azienda mette a disposizione del medico tutte le evidenze disponibili (studi clinici, abstract, schede tecniche, dosaggi ottimali, possibili sinergie e controindicazioni), e il medico decide autonomamente se e come integrare il nutraceutico nei propri protocolli. È un modello che rallenta la diffusione del prodotto, perché passa da un canale più stretto, ma che produce un consumo più consapevole, più appropriato e, in ultima analisi, più efficace.

Questa scelta si traduce in attività concrete: la distribuzione di kit informativi completi rivolti ai medici, la realizzazione di masterclass formative con esperti dell’azienda e del mondo accademico, l’integrazione dei protocolli nei principali software gestionali per studi tricologici. Tutte iniziative pensate per fare in modo che, quando un paziente si rivolge al proprio specialista, il medico abbia già a disposizione le informazioni necessarie per valutare il prodotto in modo competente, prescrivendolo nel contesto giusto e ai dosaggi corretti.

Cosa può offrire NGN a chi affronta la calvizie

Tutto il discorso fatto finora sul metodo, sulla ricerca, sui controlli e sul canale professionale ha senso solo se si traduce in un valore concreto per la persona che cerca una risposta a un problema reale: la perdita dei capelli, il diradamento, l’ingrigimento precoce. Vediamo allora, in modo pragmatico, quali sono le aree in cui l’approccio di NGN può fare la differenza per chi sta valutando una strategia di trattamento.

Una base scientifica documentata su cui ragionare. Chi inizia un protocollo nutraceutico per la calvizie ha bisogno di sapere che cosa sta assumendo e perché. Con AnnurMets, l’utente non si trova davanti a una formulazione “a sentimento”: ha alle spalle uno studio clinico pubblicato, un brevetto, una matrice di principi attivi caratterizzata e standardizzata. Questo non garantisce risultati su tutti i pazienti (nessun trattamento tricologico lo fa), ma permette al paziente e al suo medico di prendere una decisione informata, con dati alla mano e aspettative realistiche.

Una possibile risposta sulla questione della ripigmentazione. Uno dei filoni di ricerca più recenti dell’AnnurtriComplex® riguarda l’effetto sulla sintesi di melanina nel bulbo pilifero, ovvero il meccanismo biologico che governa il colore del capello. L’ingrigimento precoce è una preoccupazione che affianca, e a volte precede, quella della caduta vera e propria, ed è un campo in cui le opzioni reali sono storicamente molto poche. Il lavoro di ricerca di NGN su questo fronte rappresenta una delle linee di sviluppo più promettenti del settore nutraceutico applicato alla tricologia.

Un complemento all’approccio multicombinato. Le linee guida cliniche più aggiornate concordano su un punto: la calvizie androgenetica risponde meglio a un approccio multicombinato che integra terapie farmacologiche (finasteride, dutasteride), trattamenti topici (minoxidil), terapie iniettive e, quando indicato, soluzioni chirurgiche come il trapianto. In questo quadro, un nutraceutico ben formulato non sostituisce le terapie principali, ma può rappresentare un complemento utile, agendo su meccanismi biologici diversi e supportando i processi di crescita del capello dal punto di vista nutrizionale e bioattivo. La linea AnnurMets è progettata esattamente per questo tipo di integrazione.

La possibilità di un consumo accompagnato dal proprio medico. Grazie alla scelta di investire sul canale professionale, è realisticamente possibile che il proprio dermatologo o tricologo conosca già i prodotti AnnurMets, ne abbia letto le schede tecniche e sia in grado di valutarne l’inserimento in un percorso clinico personalizzato. Non è un dettaglio: la differenza tra “l’integratore che ho ordinato online” e “l’integratore che il mio specialista ha valutato per il mio caso specifico” è sostanziale, sia in termini di appropriatezza terapeutica sia di aderenza al protocollo nel tempo.

La trasparenza come strumento di scelta. Forse l’aspetto più importante, e meno evidente, è che l’approccio di NGN permette al paziente esigente di esercitare un livello di controllo che con molti altri integratori è semplicemente impossibile. Si possono leggere gli studi pubblicati, si possono verificare le caratteristiche del brevetto, si possono confrontare i dosaggi dichiarati con quelli utilizzati negli studi clinici, si può chiedere al proprio medico di analizzare le schede tecniche. È il tipo di trasparenza che, per chi viene da anni di tentativi e delusioni, vale almeno quanto i risultati promessi.

Come riconoscere un nutraceutico tricologico fatto bene

Al di là del caso specifico di NGN, vale la pena chiudere con alcune indicazioni pratiche che possono essere utili a chiunque, in qualsiasi momento, si trovi a valutare un integratore per capelli sul mercato. Sono criteri semplici, ma che da soli permettono di scartare una larga fetta dei prodotti disponibili e di concentrarsi su quelli con maggiori probabilità di efficacia reale.

Il primo criterio è la caratterizzazione dei principi attivi. Un’etichetta che dichiara “estratto di pianta X” senza specificare la concentrazione del principio attivo titolato è, dal punto di vista clinico, un’etichetta debole. Un’etichetta che dichiara “estratto di pianta X titolato al 5% in molecola Y, pari a Z mg per dose” è invece un’etichetta forte, perché permette di confrontarla con la letteratura scientifica e con altri prodotti.

Il secondo criterio è la presenza di evidenze cliniche specifiche. Non studi generici sulla pianta o sulla molecola, ma studi condotti sul prodotto finito o su una formulazione equivalente. Molti integratori si appoggiano a una letteratura indiretta: “l’ingrediente X è noto in letteratura per fare Y”, il che è vero, ma non dice nulla sul fatto che quel preciso prodotto, alle sue concentrazioni, faccia davvero ciò che promette.

Il terzo criterio è l’esistenza di un brevetto o di una formulazione proprietaria. Non è un requisito assoluto (esistono ottimi prodotti senza brevetto), ma è un indicatore robusto di investimento in ricerca. Un brevetto presuppone un lavoro di caratterizzazione, di test, di documentazione che non si fa per le formulazioni generiche.

Il quarto criterio è la collaborazione con istituzioni accademiche o ospedaliere. Quando un’azienda dichiara una collaborazione, è opportuno verificare se questa collaborazione si è tradotta in pubblicazioni scientifiche reali, recuperabili sui database internazionali (PubMed, Google Scholar). Una collaborazione che non lascia traccia bibliografica è, nella maggior parte dei casi, una collaborazione di facciata.

Il quinto criterio è la disponibilità del prodotto attraverso il canale professionale. Un nutraceutico che il vostro dermatologo conosce, valuta e all’occorrenza prescrive, è un nutraceutico che ha investito nel rapporto con la categoria, e che ha quindi qualcosa di concreto da raccontare ai professionisti del settore. È un filtro grossolano ma sorprendentemente affidabile.

NGN Healthcare non è l’unica azienda che soddisfa questi criteri, e non è detto che AnnurMets sia il prodotto adatto a ogni situazione clinica. Quello che è certo è che, applicando questi cinque filtri al panorama degli integratori tricologici disponibili oggi sul mercato italiano, il numero di opzioni rimaste si riduce drasticamente. E in quella ristretta cerchia, NGN occupa una posizione che merita di essere conosciuta da chiunque stia costruendo, con il proprio medico, una strategia seria contro la calvizie.

Per chi vuole approfondire, gli studi sull’AnnurtriComplex® sono pubblicamente disponibili sui principali database scientifici, e il proprio dermatologo o tricologo di fiducia rappresenta sempre il primo interlocutore con cui valutare se e come inserire un integratore di questo tipo nel proprio percorso terapeutico personale.

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Redazione Calvizie.net
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