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Scoperta in Giappone la “terza cellula” che rigenera i follicoli

Scoperta in Giappone la “terza cellula” che rigenera i follicoli: nuove speranze contro la caduta dei capelli

Un team di ricercatori giapponesi ha compiuto quello che potrebbe rivelarsi uno dei passi più significativi nella lotta contro la calvizie degli ultimi decenni.

Gli scienziati dell’istituto nazionale di ricerca Riken, in collaborazione con la startup biotecnologica OrganTech, hanno identificato un tipo cellulare finora sconosciuto — già ribattezzato “terza cellula” — essenziale per rigenerare completamente i follicoli piliferi, le piccole strutture della pelle da cui nascono i capelli.

La scoperta è stata pubblicata sulla rivista scientifica Biochemical and Biophysical Research Communications e sta già attirando l’attenzione della comunità scientifica internazionale.

Cosa hanno scoperto i ricercatori del Riken

Da anni gli scienziati sapevano che i follicoli piliferi dipendono da due componenti cellulari principali per svolgere la loro funzione. Quello che mancava era un terzo attore, rimasto nell’ombra fino ad oggi. Il team guidato da Takashi Tsuji, ricercatore senior del Riken e presidente di OrganTech, ha identificato questo elemento mancante: una cellula mesenchimale accessoria che fornisce impalcatura strutturale al follicolo, in particolare attorno alla cosiddetta “bulge” (la zona di rigonfiamento del follicolo) e nella guaina dermica.

Aggiungendo questa terza cellula staminale alle due già note, i ricercatori sono riusciti a ricreare per la prima volta in laboratorio il ciclo completo di crescita dei capelli nei topi. I follicoli così ottenuti hanno completato le fasi di crescita e si sono connessi ai tessuti circostanti in condizioni di laboratorio — un risultato che fino a poco tempo fa sembrava irraggiungibile.

“Questo lavoro definisce una configurazione cellulare fondamentale per la rigenerazione funzionale dei follicoli piliferi” — Yoshio Shimo, CEO di OrganTech

Il prof. Tsuji

Perché questa scoperta è importante: la “ricetta” a tre cellule

Fino ad oggi, i tentativi di coltivare follicoli piliferi funzionanti in laboratorio si erano scontrati con un ostacolo insormontabile: i follicoli cresciuti in vitro non riuscivano a completare il ciclo biologico naturale né ad attaccarsi correttamente ai tessuti. La scoperta della terza cellula — quella mesenchimale accessoria — colma questo vuoto critico e fornisce una “ricetta” a tre ingredienti per produrre follicoli completamente funzionali al di fuori del corpo umano.

Questo risultato apre la strada a molteplici applicazioni future:

  • Terapie di rigenerazione capillare per chi soffre di alopecia androgenetica o altre forme di calvizie
  • Test di farmaci per la crescita dei capelli senza ricorrere a modelli animali o umani
  • Studio approfondito dei meccanismi biologici alla base del ciclo capillare
  • Possibile applicazione analoga allo sviluppo di altri organi in laboratorio

Dalla teoria alla clinica: a che punto siamo?

È importante sottolineare che, per ora, i risultati sono stati ottenuti esclusivamente sui topi. I test sull’uomo devono ancora essere avviati, e i ricercatori stessi precisano che la strada verso un trattamento clinico effettivo è ancora lunga. Tuttavia, la scoperta rappresenta una svolta concettuale che ridisegna le basi scientifiche della medicina rigenerativa capillare.

OrganTech, la startup co-fondatrice della ricerca, ha già pianificato trial clinici di “seconda generazione” per il 2026, basati proprio sul metodo di rigenerazione dei follicoli sviluppato dal team di Tsuji. Parallelamente, il Giappone ospita già alcune delle sperimentazioni cliniche più avanzate al mondo in questo campo: Shiseido ha reso disponibile dal giugno 2024 il proprio trattamento S-DSC a base di cellule staminali in quattro centri a Tokyo, e l’Università Medica di Tokyo è coinvolta in studi su terapie cellulari autologhe.

Il contesto globale: una rivoluzione in corso nella cura dell’alopecia

La scoperta giapponese non arriva in un vuoto. Negli ultimi anni, la ricerca sulla caduta dei capelli ha vissuto una vera e propria accelerazione senza precedenti, con oltre 100 candidati terapeutici in sviluppo da parte di più di 80 aziende nel mondo. Diversi approcci promettenti sono attualmente allo studio:

  • Pelage Pharmaceuticals (USA) ha sviluppato PP405, un composto topico che riattiva le cellule staminali dei follicoli sfruttando il metabolismo del lattato. In un trial di Fase 2a, il 31% dei pazienti trattati ha registrato un aumento della densità capillare superiore al 20%, rispetto allo 0% del gruppo placebo.
  • Veradermics sta sviluppando una versione orale a rilascio prolungato del minoxidil, con una possibile presentazione alla FDA nel 2026.
  • In Corea del Sud, aziende come Epibiotech e Kangstem Biotech stanno conducendo i primi trial clinici mondiali su terapie cellulari autologhe a base di cellule della papilla dermica.
  • TrichoSeeds, spin-off della Yokohama National University, ha pubblicato nel 2024 risultati promettenti su una preparazione su larga scala di follicoli rigenerati de novo nei topi.

A livello di investimenti, l’entusiasmo è tangibile: solo nel 2025, Pelage Pharmaceuticals ha raccolto 120 milioni di dollari e Veradermics 150 milioni per far avanzare i propri programmi contro l’alopecia androgenetica.

Il Giappone, epicentro mondiale della medicina rigenerativa

Non è un caso che questa scoperta arrivi dal Giappone. Il Paese del Sol Levante è riconosciuto a livello internazionale come uno dei principali centri mondiali della medicina rigenerativa.

Dopo il Nobel 2012 assegnato al ricercatore Shinya Yamanaka per la scoperta delle cellule staminali pluripotenti indotte (iPSC), il governo giapponese ha investito massicciamente per tradurre le scoperte di laboratorio in applicazioni cliniche reali.

Oggi il Giappone dispone di un quadro normativo particolarmente favorevole alla sperimentazione in ambito rigenerativo, il che gli consente di anticipare molti altri Paesi nell’adozione di nuove terapie cellulari.

Yunce MedicalCrescita dei peli con hiPSCs.

Cosa significa per chi soffre di alopecia oggi

L’alopecia androgenetica colpisce circa il 50% degli uomini oltre i 50 anni e una percentuale significativa di donne, con impatti profondi sull’autostima e sulla qualità della vita. Attualmente, le uniche terapie approvate con solide prove di efficacia rimangono il minoxidil (topico e orale) e la finasteride (per soli uomini), entrambi con limitazioni importanti: non agiscono sulle cause biologiche profonde, non funzionano per tutti e richiedono un uso continuativo.

La scoperta della “terza cellula” non offre ancora una cura immediata, ma cambia radicalmente il quadro scientifico di riferimento. Per la prima volta, gli scienziati dispongono di una formula completa per costruire un follicolo funzionante da zero. Questo apre la possibilità concreta — anche se ancora lontana nel tempo — di trapiantare follicoli prodotti in laboratorio direttamente sul cuoio capelluto dei pazienti, aggirando del tutto il problema della carenza di follicoli donatori.

Conclusioni: una svolta promettente, ma con pazienza

La scoperta del Riken e di OrganTech rappresenta un tassello fondamentale nel puzzle della rigenerazione capillare. Non è ancora la cura definitiva per la calvizie, ma è forse il passo concettuale più importante degli ultimi anni: sapere come si costruisce un follicolo completo è il prerequisito indispensabile per imparare a ricostruirlo nell’essere umano.

I prossimi anni saranno decisivi: se i trial clinici previsti per il 2026 confermeranno i risultati ottenuti nei topi, potremmo assistere — nel giro di un decennio — all’arrivo di terapie rigenerative capillari radicalmente nuove. Un orizzonte che, per milioni di persone nel mondo, vale la pena aspettare.

Fonti: The Japan Times, ScienceAlert, Drug Discovery News, Biochemical and Biophysical Research Communications.

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Redazione Calvizie.net
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