La riscoperta dell’Ayurveda contro calvizie e canizie
Un olio per capelli della tradizione dell’Ayurveda che tiene testa al minoxidil: è la promessa di un nuovo studio clinico randomizzato in doppio cieco pubblicato su Cureus (luglio 2026). Su 75 soggetti con alopecia androgenetica, caduta e capelli grigi, l’olio polierboristico Neeli Bhringraj ha aumentato la densità del 16,2%, lo spessore del 26,4% e ridotto la caduta totale del 55% in 120 giorni (tutti p<0,0001), con effetti in diversi casi paragonabili a quelli del minoxidil al 5%. Prima di gridare al miracolo, però, conviene guardare come è stato costruito lo studio.
Cosa ha testato davvero lo studio
Si tratta di un RCT in doppio cieco condotto ad Ahmedabad, in India, dalla CRO NovoBliss Research su 78 arruolati (75 completati, 25 per braccio) di età 18-55 anni. I partecipanti sono stati divisi in tre gruppi: solo olio Neeli Bhringadi, olio più minoxidil al 5% e minoxidil al 5% da solo. La formulazione è un classico dell’Ayurveda: dodici componenti tra cui Eclipta alba (Bhringraj), Indigofera tinctoria (Neeli), Emblica officinalis (Amalaki) e liquirizia, lavorati in una base di olio di sesamo e latte. L’olio veniva massaggiato sul cuoio capelluto tre volte a settimana, lasciato in posa tutta la notte e rimosso con shampoo al mattino.
I numeri dell’olio di Neeli Bhringraj
Nel campione con solo olio, a 120 giorni tutti i parametri migliorano in modo statisticamente significativo: densità +16,2%, spessore +26,4%, idratazione del cuoio capelluto +25,4% e, soprattutto, un ribaltamento del ciclo del capello, con la quota di follicoli in anagen dal 38,7% al 63,6% e la caduta totale in calo del 55%. Anche il punteggio di gravità della canizie (GSS) scende del 24,2%. Sono numeri robusti, ma è utile vederli accanto a quelli degli altri due campioni.

Ayurveda e minoxidil a confronto
Qui il quadro diventa più sfumato. Nel confronto diretto tra i gruppi, su densità e caduta non emergono differenze significative tra olio, combinazione e minoxidil. L’olio dell’Ayurveda batte il minoxidil sullo spessore del fusto (p=0,008) e, in modo netto, sulla canizie (p<0,0001), dove il minoxidil da solo fa poco o nulla. La combinazione olio + minoxidil è la più efficace sullo spessore. Attenzione, però: “nessuna differenza” non equivale a “equivalenza dimostrata”. Con 25 soggetti per campione e senza un obiettivo di non-inferiorità, lo studio non è costruito per provare che l’olio valga quanto il minoxidil; inoltre il minoxidil è stato applicato una sola volta al giorno anziché due.
Il nodo del meccanismo: l’Ayurveda non tocca il DHT
L’azione proposta per l’olio è antiossidante, antinfiammatoria e condizionante del cuoio capelluto: non inibisce la 5-alfa-reduttasi né abbassa il DHT, cioè il motore androgenetico della calvizie comune. Anche dove funziona sul piano cosmetico, quindi, non agisce sulla causa a monte e non sostituisce farmaci come la finasteride. Va poi considerato che il campione con l’olio riceve un co-intervento assente negli altri: il massaggio serale e l’occlusione notturna, che da soli possono influenzare microcircolo e caduta, rendendo difficile attribuire i risultati ai soli fitocomplessi.
L’emblica, una delle piante del preparato ayurvedico.
I limiti da non ignorare
- Nessun campione placebo. I tre gruppi sono tutti attivi: manca un veicolo neutro, quindi i miglioramenti rispetto al basale non sono isolabili da regressione alla media, effetto placebo e massaggio.
- Confondente del massaggio. L’olio è massaggiato tre volte a settimana e lasciato in posa la notte; il minoxidil è applicato a contagocce senza massaggio. Il confronto non è a parità di applicazione.
- Contesto commerciale. Lo studio è stato condotto da una CRO (NovoBliss), con lotto di prodotto fornito per la ricerca e diverse autocitazioni metodologiche; gli autori dichiarano comunque nessun finanziamento e nessun conflitto d’interesse.
- Rivista e campione. Cureus è peer-reviewed ma è una sede open-access a bassa barriera; lo studio è monocentrico, piccolo, con follow-up di soli 120 giorni.
- Canizie. Un calo del 24% della canizie in quattro mesi con un olio topico è un claim biologicamente audace su un parametro molto sensibile al metodo di misura, e va preso con prudenza.
In sintesi: l’Ayurveda offre qui un segnale interessante e ben tollerato, non una prova che un olio erboristico sostituisca le terapie di riferimento. Un dato da seguire, con la giusta cautela.
Fonte: Patel MN, Patel N, Merja A, Patel RR, Mishra M. An Integrative Approach of Neeli Bhringraj Polyherbal Hair Oil in Clinical Evaluation of Androgenetic Alopecia (Khalitya) and Premature Hair Graying (Palitya): A Randomized, Double-Blind Clinical Study. Cureus 18(7): e111988, 2026. DOI: 10.7759/cureus.111988
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