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Senescenza e calvizie: Rubedo sperimenta il primo modulatore di GPX4

Senescenza e calvizie: Rubedo sperimenta il primo modulatore di GPX4

Per la prima volta un farmaco progettato per ripulire le cellule invecchiate annidate alla radice del capello si prepara a essere testato sull’uomo contro la calvizie comune. Rubedo Life Sciences — biotech con sede operativa europea a Milano — ha annunciato che a ottobre 2026 partirà il primo studio clinico di RLS-1496, un modulatore dell’enzima GPX4, in pazienti con alopecia androgenetica. I primi dati sull’uomo sono attesi per la prima metà del 2027: oggi, quindi, parliamo di un meccanismo e di risultati di laboratorio, non ancora di un’efficacia dimostrata nei pazienti. A dare la spinta all’annuncio sono dati preliminari su follicoli umani ex vivo, in cui la molecola ha rimesso in moto la crescita del capello.

Che cos’è la senescenza cellulare (e perché riguarda i capelli)

Le cellule senescenti sono cellule «invecchiate»: hanno smesso di dividersi ma non muoiono, e restano nei tessuti rilasciando segnali infiammatori che disturbano le cellule vicine. Non è un’idea nuova in tricologia. Già nel 2008 un lavoro sul Journal of Investigative Dermatology mostrava che nelle zone calve le cellule della papilla dermica — la «centralina» che comanda il follicolo — vanno incontro a senescenza precoce (Bahta e colleghi). Studi successivi hanno collegato il fenomeno all’azione degli androgeni con danno al DNA (Yang, 2013) e allo stress ossidativo tipico del cuoio capelluto (Upton, 2015). In altre parole: accanto al ruolo ben noto del DHT, la calvizie ha anche una componente di invecchiamento cellulare che frena il naturale ciclo di crescita del capello.

senescenza

Dove agiscono i principali trattamenti per l’alopecia androgenetica: RLS-1496 punta a un bersaglio diverso da minoxidil e finasteride.

Come agisce RLS-1496: il doppio meccanismo

RLS-1496 è il primo modulatore di GPX4 mai arrivato in sperimentazione clinica sull’uomo, per qualsiasi patologia. GPX4 è un enzima chiave nell’equilibrio ossidativo della cellula: modularlo rende le cellule senescenti vulnerabili alla ferroptosi, una forma di morte cellulare programmata che l’azienda descrive come il «tallone d’Achille» di queste cellule. Il meccanismo, secondo Rubedo, è duplice: da un lato elimina in modo selettivo le cellule senescenti (azione senolitica), dall’altro innesca un «reset» dell’equilibrio ossidativo, tramite la proteina NRF2, nelle cellule stressate ma ancora recuperabili. L’obiettivo è togliere il «freno» alla rigenerazione, abbassare l’infiammazione e riattivare la via Wnt/β-catenina che governa il rientro nella fase anagen, quella di crescita attiva. È un bersaglio diverso da quello dei farmaci anticaduta classici: minoxidil e finasteride agiscono sulla promozione della fase di crescita e sull’ormone (il DHT), mentre RLS-1496 punta più a monte, sulle cellule invecchiate.

senescenzaIl doppio meccanismo d’azione di RLS-1496, dalla cellula senescente al follicolo che torna in fase di crescita.

I dati disponibili — e cosa non sono

I risultati diffusi finora arrivano da un modello ex vivo su follicoli umani prelevati da pazienti maschi con AGA e messi «sotto sforzo» con DHT per riprodurre la miniaturizzazione, il processo alla base del diradamento misurato con la scala di Hamilton-Norwood. In questo modello RLS-1496 ha aumentato in modo statisticamente significativo l’allungamento del follicolo a sei giorni rispetto al controllo, a due dosaggi; alla dose più alta l’effetto è risultato numericamente superiore a quello della finasteride. Qui serve precisare: si tratta di un andamento favorevole in laboratorio, non di una prova di superiorità clinica sul farmaco di riferimento. Nei modelli animali l’azienda riporta circa il 32% di ricrescita in più rispetto al veicolo, e su biopsie di pazienti la sua piattaforma di analisi (ALEMBIC) avrebbe rilevato segnali coerenti con la riattivazione della cascata rigenerativa. Sono indizi promettenti, con due avvertenze doverose: provengono da un comunicato aziendale e da materiale «on file», non ancora da pubblicazioni con revisione fra pari, e saranno presentati al meeting ARDD di Harvard (1-3 ottobre 2026).

Modello ex vivo di follicolo umano con alopecia androgenetica trattato con RLS-1496: allungamento del follicolo pilifero rispetto al controllo
Nel modello ex vivo su follicoli umani sotto stimolo di DHT, RLS-1496 favorisce l’allungamento del follicolo. Immagine: cortesia di Rubedo Life Sciences.

Un precedente indipendente che dà credito all’ipotesi

A rendere la strada credibile non è solo Rubedo. Nel 2024 un gruppo indipendente della Columbia University (laboratorio di Angela Christiano) ha pubblicato su Aging Cell un lavoro in cui la rimozione delle cellule senescenti ripristinava le proprietà induttive del follicolo, cioè la sua capacità di generare nuovo capello. È la conferma, arrivata da un altro laboratorio e in una rivista con revisione fra pari, che agire sulla senescenza non è fantascienza: è un bersaglio biologico plausibile.

È ancora presto, ma la direzione è interessante

Il quadro va preso per quello che è: un farmaco che prova ad affrontare la senescenza cellulare è, sulla carta, una novità importante. Ma tra un modello di laboratorio e un capello che ricresce in testa a un paziente c’è di mezzo tutta la sperimentazione clinica. Il trial parte a ottobre 2026, guidato da David Pariser (ex presidente dell’American Academy of Dermatology), e i primi numeri sull’uomo non li vedremo prima del 2027. Un dettaglio non banale per i lettori italiani: uno dei due quartier generali di Rubedo si trova a Milano.


Fonte principale: Rubedo Life Sciences, «Rubedo Life Sciences Announces Clinical Study to Treat Hair Loss with GPX4 Modulator RLS-1496, First Human Ex Vivo Evidence Demonstrates Robust Hair Follicle Growth», comunicato del 16 settembre 2026, via BioSpace / Business Wire.

Riferimenti scientifici sulla senescenza cellulare nell’alopecia androgenetica: Bahta et al., J Invest Dermatol 2008, DOI 10.1038/sj.jid.5701147; Yang et al., PLoS ONE 2013, DOI 10.1371/journal.pone.0079434; Upton et al., J Invest Dermatol 2015, DOI 10.1038/jid.2015.28; Pappalardo et al., Aging Cell 2024, DOI 10.1111/acel.14353.

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