Corea del Sud: la calvizie diventa questione di sanità pubblica. Il Presidente Lee Jae Myung propone di includere i trattamenti per la calvizie ereditaria nell’assicurazione sanitaria nazionale, definendo la perdita dei capelli “una questione di sopravvivenza” per i giovani. La proposta accende un dibattito nazionale tra necessità sociale e sostenibilità economica.
La proposta del Presidente della Corea del Sud
Durante un briefing politico trasmesso in diretta televisiva, il Presidente della Corea del Sud Lee Jae Myung ha chiesto di includere i trattamenti per la calvizie ereditaria nella copertura assicurativa sanitaria nazionale.
“Quella che una volta era considerata una questione estetica, oggi sembra essere vista come una questione di sopravvivenza“, ha dichiarato Lee. “Sempre più giovani si sentono emarginati a causa della calvizie. Perché non dovrebbe essere trattata come una malattia all’interno del sistema assicurativo nazionale?”
I numeri del fenomeno
Attualmente, il Sistema Sanitario Nazionale della Corea del Sud copre solo le forme “patologiche” di perdita di capelli, come l’alopecia areata. La calvizie ereditaria non è ammissibile al rimborso. Nel 2024, circa 240.000 persone hanno ricevuto supporto per condizioni mediche, ma il totale dei pazienti è stimato tra i 2,5 e i 10 milioni, con il 40% nella fascia 20-39 anni. Il mercato vale circa 188 miliardi di won (108 milioni di euro).
La risposta del Ministro
Il Ministro della Salute Jeong Eun-kyeong ha risposto con prudenza: “I trattamenti per la perdita di capelli derivanti da condizioni mediche sono già coperti. Tuttavia, la calvizie ereditaria no, poiché non è considerata avere un impatto potenzialmente letale.”
Ha poi aggiunto: “Poiché la calvizie ereditaria rappresenta la maggioranza dei casi, estendere i benefici avrebbe un impatto significativo sul fondo dell’assicurazione sanitaria. Ci sarebbe un aumento significativo dei costi.”
Il fondo assicurativo passerà da un surplus nel 2025 a un deficit nel 2026, con proiezioni di 1,5 trilioni di won di deficit annuale entro il 2028.
Le voci dei pazienti
Kim, 40 anni: “Ho speso circa 200.000 won per acquistare farmaci negli ultimi sei mesi. Questo costo sarebbe alleviato se potesse essere rimborsato.” Ha poi aggiunto: “Per molti giovani, la perdita di capelli è più di una questione estetica. Affrontano discriminazione e pressione sociale quando cercano lavoro o relazioni.”
Lee Won-woo, 33 anni, ha espresso cautela: “Sono contento dei sussidi per i farmaci. Tuttavia, non voglio che il paese affronti difficoltà a causa delle difficoltà finanziarie del sistema sanitario. Per me, la calvizie rimane una questione estetica, non una malattia.”
Le critiche della comunità medica
Kim Sung-joo, presidente dell’Associazione Coreana per le Malattie Gravi e paziente oncologico: “Ci sono molti pazienti con malattie rare che soffrono a causa del costo estremamente elevato del trattamento. Queste sono malattie potenzialmente letali ed è importante dare loro priorità.”
Choi Bo-yun, portavoce dell’opposizione: “Il sistema di assicurazione sanitaria nazionale è destinato a salvaguardare il trattamento per malattie che minacciano direttamente la vita.”
Il contesto culturale
La Corea del Sud è nota per gli standard di bellezza più rigorosi al mondo. La calvizie porta uno stigma sociale particolarmente pesante. Essendo statisticamente meno comune negli asiatici orientali, una persona giovane con capelli diradati si nota molto di più.
La Corea del Sud, insieme al Giappone, è l’unico paese dove la dutasteride orale è approvata per la calvizie. È inoltre l’unico paese al mondo dove le iniezioni di finasteride e dutasteride sono in sperimentazione clinica.
Le possibili soluzioni e il dibattito globale
Per affrontare il carico finanziario, Lee ha proposto limiti di copertura con rimborsi parziali o tetti massimi di spesa. Ha anche chiesto una revisione della spesa per sintomi lievi, suggerendo una razionalizzazione del sistema.
La proposta ha acceso un dibattito globale. La perdita di capelli è sempre più riconosciuta come fonte di disagio psicologico, amplificata dai social media. La Corea si trova a un bivio tra riconoscimento delle sofferenze psicologiche e sostenibilità economica. La decisione avrà implicazioni su come altre nazioni potrebbero affrontare il confine tra medicina ed estetica.
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