Articolo a cura della redazione Calvizie.net, in collaborazione con la Dott.ssa Rosa Giannatiempo, medico tricologo e anatomopatologa, co-fondatrice del progetto Tricologia Oncologica, impegnato nel supporto multidisciplinare (medico, tecnico e psicologico) delle persone che affrontano la perdita dei capelli in ambito oncologico.
Nota di responsabilità
Le informazioni riportate hanno finalità informative e non sostituiscono il parere del team oncologico o di uno specialista. Nel periodo post-terapia, la scelta più sicura è sempre personalizzare: un consulto con oncologo e/o dermatologo-tricologo aiuta a evitare errori, irritazioni e aspettative non realistiche.
Dopo la chemioterapia: le domande più frequenti
La fine della chemioterapia rappresenta spesso un confine emotivo importante: si chiude una fase intensa e se ne apre un’altra, fatta di recupero e nuove domande concrete.
Tra le più comuni:
- Quando ricresceranno i capelli?
- Torneranno come prima?
- Posso fare qualcosa per aiutarli senza fare danni?
Nella maggior parte dei casi la ricrescita avviene, ma non sempre segue i tempi desiderati e spesso i capelli tornano diversi per texture, colore o spessore. È una variabilità fisiologica. Proprio per questo la tricologia oncologica, nasce per offrire un supporto competente e personalizzato, evitando consigli generici o non sicuri.
In questa guida troverai:
- i tempi realistici della ricrescita,
- i cambiamenti più comuni (e cosa significano),
- una routine sicura per cute e capelli “nuovi”,
- i segnali da non ignorare,
- e soprattutto quando conviene davvero fare un consulto tricologico (spesso prima di quanto si pensi).
Perché i capelli cadono (e perché di solito ricrescono)
La chemioterapia colpisce le cellule che si dividono rapidamente. Questo include anche quelle coinvolte nella crescita del capello. Per questo l’alopecia da chemioterapia è un effetto collaterale noto e frequente. (Cancer Research UK)
La notizia rassicurante è che per la grande maggioranza delle persone i capelli ricrescono dopo la fine delle cure. Cancer Research UK sintetizza bene il punto: di solito la ricrescita avviene e solo molto raramente può non verificarsi, in genere con dosaggi molto elevati di specifici farmaci. (Cancer Research UK)
✅ Cosa significa in pratica: se hai dubbi sul tuo caso (farmaci, dosaggi, terapie combinate), la strada più efficace è chiedere al tuo oncologo o a un tricologo esperto in percorsi oncologici: ti diranno cosa aspettarti per te, senza generalizzazioni.

Tempi della ricrescita: una mappa realistica
Ogni percorso è individuale, ma esistono finestre temporali ricorrenti.
0–8 settimane dopo la fine della terapia
- Può comparire una peluria molto sottile e poco visibile, spesso sottovalutata ma indicativa di ripresa follicolare.
- Il cuoio capelluto può risultare sensibile, secco o facilmente irritabile.
3–6 mesi
- Per molte persone i capelli iniziano a essere più visibili e più “presenti”. Cancer Research UK indica che i capelli dovrebbero tornare entro 3–6 mesi dalla fine delle terapie. (Cancer Research UK)
- Anche la Dott.ssa Giannatiempo, nei contenuti dedicati alla tricologia oncologica, descrive una ricrescita che spesso inizia intorno ai 3 mesi e può richiedere 6–12 mesi per consolidarsi. (Rosagiannatiempo)
6–12 mesi
- In molti casi si osserva un recupero più completo della densità e della qualità del fusto. Cancer Research UK riporta che la maggior parte recupera pienamente entro 6–12 mesi. (Cancer Research UK)
Se dopo 6–12 mesi la ricrescita appare molto scarsa o assente, è indicata una valutazione specialistica per escludere cause aggiuntive (infiammazione cronica, dermatiti, telogen effluvium post-stress, carenze nutrizionali).
Capelli “diversi”: chemo curls, colore e fragilità
È frequente che i capelli ricrescano:
- più ricci o ondulati (le cosiddette chemo curls)
- con variazioni di colore
- con fusto inizialmente più sottile o secco
- MD Anderson, centro oncologico di riferimento, spiega che questi cambiamenti sono frequenti e che spesso, entro 3–6 mesi, la ricrescita diventa più evidente; le variazioni di texture e colore sono spesso temporanee. (MD Anderson Cancer Center)
🔎 Quando ha senso farsi vedere da un professionista:: se noti ricrescita molto irregolare, cute molto infiammata, o se i capelli si spezzano facilmente nonostante routine delicata. Una valutazione tricologica può distinguere ciò che è fisiologico da ciò che va trattato.
Il principio chiave: non forzare la crescita, proteggere l’ambiente
In tricologia oncologica l’obiettivo non è “accelerare” la crescita — per la quale non esistono evidenze solide — ma creare un ambiente cutaneo stabile e ben tollerato, riducendo infiammazione e fragilità del fusto. La Dott.ssa Giannatiempo insiste su una presa in carico che unisce competenza e delicatezza, con un’attenzione reale anche al vissuto emotivo della paziente: i capelli non sono un dettaglio estetico, ma identità e sicurezza personale. (Rosagiannatiempo)
La presa in carico tiene conto anche del vissuto emotivo: i capelli rappresentano identità e sicurezza personale, non solo un aspetto estetico.
Routine sicura consigliata
1. Detersione
- Shampoo molto delicati, adatti a cute sensibile
- Acqua tiepida, massaggio leggero con i polpastrelli
- Meglio pochi prodotti ben tollerati che continui cambi
2. Idratazione e lenimento
In presenza di prurito o tensione:
lozioni/emulsioni lenitive e riparatrici della barriera cutanea possono dare comfort e ridurre irritazioni. La Dott.ssa Giannatiempo evidenzia il ruolo delle lozioni nel ripristinare barriera e comfort, e nella creazione di un ambiente favorevole alla ricrescita. (Rosagiannatiempo)
3. Asciugatura e styling
- Tamponare senza sfregare
- Phon tiepido e distante, solo se necessario
- Evitare piastre e ferri nelle fasi iniziali
4. Protezione
Cappelli morbidi o protezione solare per la cute esposta
- Consiglio: se hai dubbi su shampoo, lozioni, o prodotti “attivi”, chiedi prima al tuo oncologo o al tricologo. Nel post-oncologico, il fai-da-te è il modo più rapido per irritare la cute e rallentare il recupero.

Cosa evitare nei primi mesi
Cancer Research UK è molto chiara: è meglio evitare per circa 6 mesi dopo la chemioterapia trattamenti e procedure che stressano il capello (tinte permanenti e semi-permanenti, decolorazioni, permanenti, liscianti chimici, extension/trecce/weaves).
Il motivo è semplice: durante la ripresa i capelli sono più fragili e più facili da danneggiare; servono mesi perché tornino più robusti. (Cancer Research UK) La Dott.ssa Giannatiempo, nel suo articolo di riferimento sulla cura tricologica in percorso oncologico, ribadisce lo stesso principio: in ricrescita la priorità è proteggere la cute e rimandare trattamenti aggressivi, seguendo indicazioni specialistiche. (Rosagiannatiempo)
È consigliabile evitare per circa 6 mesi dopo la chemioterapia:
- tinte permanenti e semi-permanenti
- decolorazioni
- permanenti e liscianti chimici
- extension, trecce e trazioni prolungate
Durante la ricrescita il fusto è più fragile e facilmente danneggiabile.
Segnali normali e campanelli d’allarme
Spesso normali
- Ricrescita discontinua
- Differenze di texture o colore
- Zone che ripartono prima di altre
Da valutare subito
- Arrossamento intenso, croste diffuse, dolore o secrezioni
- Chiazze nette senza ricrescita
- Assenza di miglioramenti dopo 6–12 mesi
Hai fatto anche radioterapia a livello del capo/collo: in alcuni casi può aumentare il rischio di ricrescita lenta o incompleta, e conviene chiedere al medico cosa aspettarsi nel tuo caso. (Cancer Research UK)
Quando conviene una visita tricologica
Un errore comune è aspettare “che passi da sola” per molti mesi. Invece, l’approccio della tricologia oncologica valorizza la presa in carico precoce: ascolto, preparazione, gestione della cute, e supporto dell’immagine di sé. (Rosagiannatiempo)
Tre momenti ideali per il consulto
- Subito dopo la fine delle cure (o anche prima, se stai per iniziarle: per impostare routine corretta e prevenire irritazioni. (Rosagiannatiempo)
- Intorno ai 3 mesi: per valutare i primi segni di ricrescita e correggere la routine. (Rosagiannatiempo)
- Tra 6 e 12 mesi se il recupero è lento o irregolare: per inquadrare cause aggiuntive e valutare opzioni. (Cancer Research UK)
Cosa può fare lo specialista (concretamente)
- Valutazione clinica del cuoio capelluto (infiammazione, dermatiti, ipersensibilità)
- Indicazioni mirate su detersione/lozioni e gestione della fragilità del fusto
- Coordinamento con il team oncologico su scelte prudenziali (prodotti, eventuali trattamenti) Questo è il motivo per cui ha senso affidarsi a figure con esperienza specifica, come la Dott.ssa Giannatiempo: il suo lavoro in tricologia si fonda su un approccio medico e scientifico, e il progetto Tricologia Oncologica nasce proprio per integrare competenze e bisogni (medici, tecnici, psicologici) lungo tutto il percorso. (Società Italiana di Tricologia)
Momenti ideali:
- Subito dopo (o prima) della fine delle cure
- Intorno ai 3 mesi
- Tra 6 e 12 mesi se la ricrescita è lenta o irregolare
Lo specialista può valutare la cute, impostare una routine mirata e coordinarsi con il team oncologico.
Sopracciglia e ciglia
Alcuni farmaci possono causarne la perdita o l’assottigliamento. Nella maggior parte dei casi la ricrescita avviene, ma i tempi possono variare. In caso di dubbi, è sempre indicato parlarne con il team curante.
Mini-checklist pratica (da salvare)
Ogni giorno
- routine semplice, delicata, senza “testare” prodotti nuovi in continuazione
- protezione da sole/sfregamenti
Ogni settimana
- controlla la cute: prurito? bruciore? croste? rossore? (se sì, valutazione specialistica)
Ogni mese
- fai foto (stessa luce, stessa distanza): aiuta a vedere progressi reali e rende più utile la visita tricologica Quando sei indecisa/o
- scegli la via sicura: consulto. È l’unico modo per trasformare l’incertezza in un piano.

In chiusura
La ricrescita dopo chemioterapia non è una gara. È un processo biologico, e spesso anche emotivo: un ritorno graduale a riconoscersi allo specchio. Se oggi vedi solo pochi millimetri, non è “poco”: è l’inizio. E se una cosa di questo articolo dovesse restare, è questa: non affrontare il post-terapia da sola/o. Un confronto con il team oncologico e con un tricologo esperto in tricologia oncologica – come la Dott.ssa Rosa Giannatiempo, che ha costruito un approccio integrato e centrato sulla persona – può rendere il percorso più sicuro, più chiaro e, soprattutto, più leggero. (Rosagiannatiempo)
Per maggiori informazioni consultare la scheda della Dottoressa Rosa Giannatiempo.
Bibliografia essenziale
- Cancer Research UK
- MD Anderson Cancer Center
- Freites-Martinez A et al. J Am Acad Dermatol, 2019
- Trüeb RM. Semin Cutan Med Surg, 2009
- Lacouture ME et al. CA Cancer J Clin, 2014
- Macmillan Cancer Support















