La vita, conclusioni

Utente1988

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12 Febbraio 2019
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Secondo vari studi i ragazzi sono più spericolati e giocano con la morte perché si sentono eterni, ma dopo i 25 capisci che un giorno morirai, e infatti verso i 30 le strade si riempiono di runner vegani che fanno di tutto per non invecchiare. Quindi la domanda é rivolta alle persone consapevoli della brevità della propria esistenza:

Tirando le somme, siete soddisfatti di questa esperienza?
Se poteste rincarnarvi, lo fareste?
 

marlin

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Si vive da malati per morire da sani🙂

Bisognerebbe anche capire in chi e in cosa ci si reincarna🙂

Comunque da ragazzo , avendo studiato un po' di filosofia al liceo, ad analoga domanda se la vita fosse bella o brutta rispondevo che non avevamo esperienze al di fuori di essa per poterlo dire. Sì può preferire il nulla, se valutiamo la sofferenza maggiore della felicità provata, ma per poter fare questa scelta è necessario avere vissuto.

Ciao

MA - r l i n
 
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marlin

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9 Maggio 2004
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Non so se hai sofferto più degli altri, ma comunque ci sono persone che sono più sensibili di altre e quindi soffrono di più nella vita anche se vanno incontro alle esperienze negative che hanno un po' tutti, per numero e per intensità.

Di sicuro il tuo atteggiamento è comune in chi soffre di depressione, che però si può curare, anche se il depresso fa di tutto per sottrarsi alle cure.

Ciao

MA - r l i n
 

Utente1988

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12 Febbraio 2019
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Non sono depresso, i depressi sono quelli che non sentono lo sforzo di uscire di casa, lavarsi, progettare ecc. Io sono normalmente scoraggiato, nel mio piccolo faccio quello che posso ma vedo che più di così non tiro fuori, è capisco che siamo solo di passaggio e faccio difficoltà ad accettarlo. Vorrei vivere per sempre, oppure vivere poco ma una vita di lusso che ormai é chiaro che non farò. Mi andrebbe bene anche essere una semplice ape operaia ma che almeno fa qualcosa di utile e necessario agli altri. Per esempio con l'epidemia del covid sarei andato volentieri a fare l'infermiere per essere d'aiuto ma non ho fatto quel tipo di studi. Mi sento socialmente inutile e non posso tornare indietro nel tempo per fare scelte diverse. Mi sembra ieri che ero uscito dal liceo, se il tempo passa così velocemente domani sarò già morto. L'altro giorno parlavo con di ste cose con un signore di più di 60 anni e mi ha confermato che pure a lui sembra ieri che si era appena sposato e che ogni giorno si chiede come ha fatto a non accorgersi del tempo che passa. La morte é la cosa peggiore che esista
 

Utente1988

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12 Febbraio 2019
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Io un po' sto però pensando che esista qualcosa altro, non dico l'inferno a cui probabilmente sarei destinato, ma a volte ho come l'impressione di essere dentro un videogioco, tipo matrix, perché capitano delle cose talmente assurde che chiamarle coincidenze non rende giustizia, cose direi impossibili che magari un giorno racconterò. Magari un giorno ci sveglieremo e scopriremo che eravamo collegati a un software
 

Ciampa

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15 Giugno 2019
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Utente, se sei dell'88 come indichi nel tuo Nick, sei ancora giovanissimo e la vita ha ancora molto da darti se ti impegni e se lo vuoi.
Puoi fare ancora tutto, anche l'infermiere se ti piace. Ci sono mille modi per essere utili agli altri e a sé stessi.
Prima però devi guardarti dentro e conoscerti, capire chi sei e cosa vuoi; una volta che hai chiare queste cose ti devi lanciare e seguire la tua inclinazione con tutta la forza che hai.
Te lo dico per esperienza: se lo vuoi, puoi.
Non è una frase fatta
Lotta Xxxxxx
 

Utente1988

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12 Febbraio 2019
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Infermiere adesso?!! Dopo finisco di studiare troppo tardi credo. Anche un mio parente mi ha detto di fare una laurea tecnica ma finirei a 35, 36 anni dopo rischio grosso credo, avrei dovuto fare certe scelte al massimo a 25 anni
È poi dovrei smettere di lavorare, altra cosa che non posso permettermi.
Se si può studiare medicina lavorando lo fare ma non credo, so che ci sono laboratori da seguire e tutto, dovrei farmi mantenere
 

ale84

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7 Novembre 2019
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È difficile rispondere a questa domanda(se si è soddisfatti della propria vita) sicuramente la nostra esperienza di vita è frutto del nostro temperamento e del contesto in cui viviamo, tempo fa passavo tempo a rimproverarmi per le scelte mancate e per le scelte fatte, poi ho capito che il nostro carattere il più delle volte ci influenza inconsapevolmente. L’unica è prendere atto delle proprie esperienze(e del proprio carattere sopratutto) e trarne ispirazione per fare scelte più felici o più soddisfacenti nel futuro prossimo.
 
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ale84

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7 Novembre 2019
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Guarda purtroppo ho dovuto arrabattarmi tra il desiderio di cambiamento e la necessità di sostentamento. A 25 anni ho fatto una scelta coraggiosa e ho avuto la possibilità di intraprendere un percorso che per me sarebbe stato di grande soddisfazione, purtroppo ne intrapresi un altro ugualmente impegnativo ma non di altrettanta soddisfazione (per me)sotto pressioni della mia famiglia. Oramai sono quasi arrivato al termine di questo percorso grazie a innumerevoli sedute di psicanalisi, più che altro perché volevo mettermi alle spalle questa cosa, ma la cosa più importante che ho capito è che a volte non dobbiamo farci troppi sensi di colpa, nel mio caso ho capito di avere un carattere troppo accondiscendente che ha finito per danneggiarmi, cerco di farne tesoro per migliorare nelle future scelte e avere una vita più soddisfacente, di sicuro non ho intenzione di smettere di lottare per cercare di essere soddisfatto della mia vita.
Penso che alcuni di noi nascono con un carattere più adatto ad affrontare la vita, altri meno, è la grande casualità che guida le nostre vite, quello che secondo me è importante è cercare di non smettere di cercare o almeno di sognare un futuro migliore per noi stessi.
 
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Utente1988

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12 Febbraio 2019
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Qualcuno qui dentro parlava anche di qualcos'altro oltre il carattere, non ricordo chi era ma aveva colto il problema di fondo parlando del condizionamento dei genitori, che senza averne colpa finiscono spesso per condizionare i figli a fare scelte che non sono le loro, e di questo uno se ne accorge solo quando é maturato.
Sul senso di colpa avrei da aprire un romanzo perché quello è un vero cappio che ti trascina in un abisso e ti blocca non poco la vita, se riuscissimo a liberarcene non ci sarebbe nemmeno più il bisogno di lottare, e potremmo trovare la pace in ogni luogo e ogni situazione. Mi pare di capire da quello che scrivi che anche te sei uno che si tormenta
 
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Ciampa

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15 Giugno 2019
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Allora, partiamo da un concetto di base: se siamo su questo forum è perché tutti noi abbiamo un qualcosa di irrisolto che somatizziamo sui capelli (non ci poteva venire una semplice gastrite? 🤷🏼), poi sicuramente c'è la componente genetica, ma quella per ora la lasciamo stare.
Utente, la mia esperienza: sono Odontoiatra, ho fatto i 5 anni di laurea e 10 di lavoro. Ora, a 37 anni, sono a metà del corso per diventare pilota di linea, mio sogno da una vita.
Premetto, a me fare il dentista piace, ma perché lasciare una passione chiusa nel cassetto? Cosa ne so di quello che mi riserverà il futuro?
Se tu a 32 ti senti già finito, sbagli.
Solo noi italiani abbiamo questa fissa che il lavoro una volta scelto non si possa più cambiare, all'estero la mentalità è molto più dinamica.
E, tra l'altro, con la carenza di infermieri che c'è, penso troveresti lavoro in un batter d'occhio
 

Utente1988

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12 Febbraio 2019
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Noi italiani non abbiamo le idee chiare su molte cose, adesso va di moda assumere gli ingegneri, ma solo perché é una moda. L'imprenditore non sa niente del corso di ingegneria, sa solo che c'è una affinità fra il percorso di studi e quello che produce. Risultato? Trovi l'annuncio di lavoro "cerco neo laureato ingegneria voto min 105, massimo 29 anni, e con 2 anni di esperienza. Inglese fluente è possibilmente tedesco" allora tu penserai che sia una ditta seria, quando poi il ragazzo viene assunto per fare disegnini in autocad che poteva anche farli un diplomato XD (esperienza di un mio amico ingegnere).
Purtroppo la ragione di certe politiche sta nella non ragione. Se sto paese non si aggiorna tecnologicamente possono anche bastare i diplomati dello scientifico e in poco più di 6 mesi si impara il mestiere.
È tutto sbagliato qui...

Ho un amico che fa il pilota di linea ed é contentissimo, mi sembra un'ottima cosa!

Io come dicevo non potrei essere mantenuto, però lo farei se potessi combinare col lavoro, ma mi hanno detto che è impossibile studiare scienze sanitarie e lavorare. Se però mi dici che c'è modo di farlo tutto da non frequentante salvo le volte che si deve venire per esami ecc. e che la pratica fa guadagnare quanto prendo adesso ci penso sicuro
 

Utente1988

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12 Febbraio 2019
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Leggevo anche dei tecnici di radiologia che studiano 3 anni e iniziano subito a lavorare per 2000 euro al mese, non sarebbe male anche se è meno sociale dell'infermiere
Altri invece mi dicono che probabilmente i tecnici si radiologia spariranno fra pochi anni e che quindi sarebbe un percorso inutile