Che la A.I. tenda a "dartela calda" come si dice a Roma è certamente vero, ma che lo faccia sempre e comunque no. Diciamo che se il "garbage in" è troppo "spinto" lei te lo dice apertamente che stai sbagliando, e basta aprire un piccolo spiraglio alle tesi opposte alla tua che lei ti lascia intravedere il materiale "a sfavore". Poi sta a te decidere di approfondire o meno.
Meno farmaci si prendono meglio è, in primisi perchè non prendere farmaci significa stare bene, e poi perchè prendere tanti prodotti che alterano i delicati equilibri dell'organismo umano non è saggio nel lungo periodo. La calvizie, almeno in questo, ha il grande vantaggio di poter non essere considerata una malattia, e quando si diventa più grandi io personalmente ne approfitterei di questa opzione che invece patologie vere e proprie non hanno.
Quanto all'integrazione, rientro in topic, vige la stessa regola della scienza come continuo divenire e come conseguenze inaspettate un domani di cose fatte oggi. Io per esempio c'ho dato giù parecchio con la vit. D, con il nullaosta di farmacisti che mai mi hanno bloccato nell'acquisto di prodotti considerati farmaci, e sono stato per mesi continuativi nel range medio-alto dei valori, quello che fino a pochi anni fa era considerato ottimali dai novelli guru in materia. Oggi il mio medico mi ha bloccato: rischio di cancro alla prostata con livelli medio alti protratti nel tempo. Dietrofront. Più o meno è così che funziona la scienza, compresa la medicina.